Gaza: Latest News on Israel-Hamas Truce & Conflict Updates

2026-01-06 16:43:00

Israele ha assicurato all’Iran di non essere interessato al momento a un’escalation e di non avere intenzione di attaccarlo. E’ questo il messaggio che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe inviato alla Repubblica Islamica tramite il presidente russo Vladimir Putin, riferiscono fonti diplomatiche a Kan News. Israele, secondo le fonti, è preoccupato che Teheran lanci un attacco preventivo nel timore di un’imminente aggressione di Tel Aviv, in una fase difficile con numerose proteste.nn

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La Mezzaluna Rossa palestinese ha dichiarato che l’esercito israeliano ha ferito cinque studenti, sparandogli contro, nel campus dell’Università di Birzeit, vicino a Ramallah, nella Cisgiordania occupata, senza apparente motivo. Contattate dall’Afp, le forze armate israeliane (Idf) hanno riferito di star “esaminando la questione”. Stando a diversi testimoni, le cui testimonianze sono state confermate dal rettore dell’università Talal Shahwan, dei veicoli militari sono entrati nel campus in tarda mattinata: video pubblicati sui social media hanno mostrato l’intervento, mentre i giornalisti dell’Afp hanno visto diversi veicoli militari lasciare il campus, scortati da soldati israeliani a piedi.

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Il dipartimento delle comunicazioni dell’università ha riferito all’Afp che gli studenti avevano lanciato pietre contro l’esercito, aggiungendo che tutti i feriti sono studenti. La Mezzaluna Rossa ha precisato che in totale sono state ferite 11 persone, di cui cinque da proiettili veri, quattro per inalazione di gas e due a seguito di cadute. Un giornalista dell’Afp ha visto le ambulanze portare via diverse persone. “Sfortunatamente, l’università è stata un bersaglio ricorrente, ma questa volta la brutalità ha superato ogni limite”, ha dichiarato Shahwan nel corso di una conferenza stampa. In precedenza, l’esercito israeliano era entrato nel campus diverse volte, e nel settembre del 2024 ha confiscato beni appartenenti al consiglio studentesco, secondo quanto riferito dall’ateneo.

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Le forze di sicurezza iraniane hanno ucciso almeno 27 manifestanti, tra  cui cinque minori, nel corso di una stretta sulle dimostrazioni iniziate  a fine dicembre, stando a quanto dichiarato da Iran Human Rights,  organizzazione non governativa con sede in Norvegia. “Almeno 27  manifestanti sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco o altre forme  di violenza messe in atto dalle forze di sicurezza in otto province. È  stato accertato che cinque degli uccisi erano bambini”, ha affermato  l’ong al decimo giorno di proteste, aggiungendo che oltre mille persone  sono state arrestate.

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Un’incursione “illegale” e “nonnautorizzata”: e’ con queste parole che la Somalia ha reagito alla notiziandella visita lampo in Somaliland del ministro degli Esteri israeliano,nGideon Saar. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri somalo hanaffermato di “riservarsi il diritto di adottare tutte le misurendiplomatiche e legali appropriate per salvaguardare la propria sovranita’,nunita’ nazionale e integrita’ territoriale”. Il presidente somalo HassannSheikh Mohamud ha gia’ definito la decisione israeliana di riconoscere ilnSomalilando come Stato una “minaccia” alla stabilita’ nel gia’ instabilenCorno d’Africa. In un’intervista ad Al Jazeera, ha affermato che ilnSomaliland ha accettato tre condizioni da Israele: il reinsediamento deinpalestinesi, l’istituzione di una base militare nel Golfo di Aden enl’adesione agli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele.nIl ministero degli Esteri del Somaliland ha negato le prime duencondizioni. Il Somaliland ha sperimentato una maggiore stabilita’ rispettonal resto della Somalia, colpita dall’insurrezione. Fu brevemente uno statonriconosciuto nel giugno del 1960, quando ottenne l’indipendenza dalla GrannBretagna, ma pochi giorni dopo si uni’ volontariamente alla Somalianamministrata dall’Italia. I leader del Somaliland affermano che l’unionennon fu mai formalmente ratificata e divenne nulla quando lo stato somaloncrollo’ di fatto nel 1991. Una riunione straordinaria del Consiglio per lanPace e la Sicurezza dell’Unione Africana tenutasi martedi’ ha condannaton”con la massima fermezza” il riconoscimento da parte di Israele e ne hanchiesto la “revoca immediata”. A seguito del riconoscimento da parte dinIsraele, il gruppo militante islamista Al-Shabaab, che combatte il governonsomalo da circa due decenni, ha dichiarato che avrebbe combattutonqualsiasi tentativo di Israele di utilizzare il Somaliland come base. Glinanalisti affermano che l’accordo con il Somaliland potrebbe fornire anIsraele un migliore accesso al Mar Rosso, consentendogli di colpire inribelli Houthi in Yemen. La posizione del Somaliland lungo una delle rottenmarittime piu’ trafficate al mondo lo ha reso un partner chiave per inpaesi stranieri. Il riconoscimento di Israele e’ stato sostenuto daglinStati Uniti, ma criticato da Egitto, Turchia, dal Consiglio dinCooperazione del Golfo, composto da sei nazioni, e dall’Organizzazione pernla Cooperazione Islamica, con sede in Arabia Saudita. L’Unione Europea haninsistito sul rispetto della sovranita’ della Somalia.

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Amnesty International ha condannato l’irruzione delle forze di  sicurezza iraniane all’ospedale di Ilam dichiarando che “l’attacco a un  ospedale dove i manifestanti feriti cercavano cure mediche o riparo  costituisce una violazione del diritto internazionale”. “Questa azione  dimostra fino a che punto le autorità della Repubblica islamica sono  disposte ad arrivare per reprimere le proteste e mettere a tacere le  voci del dissenso”, aggiunge Amnesty.

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Dura repressione delle forze di sicurezza iranianenche hanno sparato gas lacrimogeni all’interno dell’ospedale Sina, nellanzona di Hasanabad a Teheran. A denunciarlo sono alcuni media locali, trancui Iran International, attivisti e osservatori stranieri, che sui socialnpostano video della repressione in atto durante questa nuova giornata dinprotesta contro la dura situazione economica della popolazione. Secondonqueste fonti concordanti, questi gas lacrimogeni sono stati lanciatinmentre alcuni manifestanti feriti venivano ricoverati per cure nel SinanHospital, dove la tensione e’ molto alta. Questo episodio di violenza suinmanifestanti, per lo piu’ negozianti di Teheran, si verifica dopo unnattacco simile delle forze di sicurezza della Repubblica Islamicanall’ospedale Imam Khomeini a Ilam che ha suscitato una reazione diffusa.nLe massime autorita’ iraniane, tra cui il presidente Masoud Pezeskhian,nhanno annunciato l’apertura di una indagine per accertare il presuntonabuso. Amnesty International ha definito tale attacco una “violazione delndiritto internazionale” e su X ha scritto che “i manifestanti feriti eranonpresenti in ospedale per ricevere cure mediche o cercare rifugio” durantenle proteste a Malekshahi. Secondo il Kurdistan Human Rights Network, len”forze delle Guardie Rivoluzionarie” hanno sparato contro un gruppo dinmanifestanti nella citta’ di Malekshahi che stavano “attraversando unanstrada dove si trovavano gli uffici del governatore e le forze Basij”,nuccidendo “fino a 11 persone”. I feriti sono stati trasferiti all’ospedalenlocale di Malekshahi e in altri ospedali della provincia centrale. AmnestynInternational ha affermato oggi che, in base alle informazioni raccolte,n”gli agenti hanno usato fucili da caccia e gas lacrimogeni all’internondell’ospedale, hanno rotto le porte di vetro per entrare e hanno picchiatonle persone all’interno, incluso il personale medico”.

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Per il figlio dell’ultimo scia’ di Persia, l’Iran e’ pronto per una transizione democratica. In un’opinione pubblicata sulla pagina degli editoriali del Washington Post, Reza Pahlavi scrive che “il regime iraniano e’ fratturato, l’opposizione e’ coordinata e il momento si sta rapidamente avvicinando”.n    Il primogenito dello scia’ Mohammad Reza Pahlavi afferma che “la liberazione dell’Iran significhera’ ben di piu’ di un ritorno alla dignita’ per gli iraniani: portera’ infatti dividendi di pace globali di proporzioni quasi inimmaginabili”.n    In questo contesto, Pahlavi ringrazia Donald Trump per il sostegno “chiaro e deciso” al popolo iraniano. “Il suo messaggio – che gli Stati Uniti stanno dalla parte di chi chiede libertà, e non di un regime che esporta terrorismo e instabilità – ha trovato una profonda risonanza all’interno dell’Iran”, scrive il figlio dell’ultimo scia’: “Per i manifestanti che rischiano il carcere, la tortura o la morte, sapere di non essere soli fa la differenza. Per il regime, è un promemoria che l’intimidazione non garantisce più la sopravvivenza. Lo abbiamo visto chiaramente in Venezuela”.n    Pahlavi è una delle figure più note dell’opposizione iraniana in esilio. Nato a Teheran nel 1960, dopo la Rivoluzione islamica del 1979 ha vissuto in esilio negli Usa.

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Il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele è una scelta “morale” che corrisponde alla “realtà”, ha spiegato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar durante una visita alla ‘Repubblica’ autoproclamata, che la Somalia considera parte del suo territorio. “A differenza della ‘Palestina’, il Somaliland non è uno Stato virtuale. È uno Stato funzionante. Il Somaliland è un Paese pienamente operativo, fondato sui principi del diritto internazionale. Il Somaliland è – ed è stata – una democrazia stabile per quasi 35 anni. È filo-occidentale e amico di Israele”, ha affermato Saar. “Riconoscere la Repubblica del Somaliland come Stato indipendente e sovrano  è la cosa moralmente giusta da fare, ed è ciò che abbiamo fatto”, ha proseguito in un discorso inviato all’AFP. “Riconosciamo la semplice verità e la realtà esistente”, ha aggiunto il ministro israeliano.

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La Somalia condanna la visita odierna del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in Somaliland, definendola una “incursione non autorizzata”, a meno di due settimane dal riconoscimento ufficiale da parte di Israele della regione separatista, che ha un ‘governo’ indipendente da 34 anni. Lo scrive il Times of Israel.    “La Somalia condanna con la massima fermezza l’incursione non autorizzata del ministro degli Esteri israeliano ad Hargheisa”, ha affermato il ministero degli Esteri somalo in una nota, aggiungendo che una visita del genere senza “l’esplicito consenso e autorizzazione del governo federale della Somalia è illegale, nulla e priva di valore”.

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Si è concluso a Parigi il quinto round dei colloqui tra Israele e Siria, mediati dagli Stati Uniti, per un accordo di sicurezza tra i due Paesi.n    Secondo un alto funzionario israeliano citato da Channel 12, Israele e Siria hanno concordato di “accelerare il ritmo dei negoziati, incontrarsi più frequentemente e adottare misure volte a rafforzare la fiducia tra i due Paesi”.n    “Entrambi i Paesi hanno espresso il desiderio di raggiungere un accordo sulla sicurezza, in linea con la visione del Presidente Trump per il Medio Oriente”, ha affermato il funzionario.n    Ai colloqui hanno partecipato gli inviati di Trump, Tom Barrack, Steve Witkoff e Jared Kushner.

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Almeno 11 persone sono rimaste ferite enalcuni giornalisti sono stati arrestati durante un’operazione militarenisraeliana all’Universita’ di Bir Zeit, nell’area di Ramallah, innCisgiordania. Lo ha riferito la Mezzaluna Rossa Palestinese in unncomunicato. Il motivo dell’intervento militare e’ sconosciuto. Finoranl’esercito israeliano ha soltanto dichiarato che “stava indagando sullanquestione”. Secondo testimoni locali e fonti concordanti, dei veicolinmilitari israeliani sono entrati nel campus nella tarda mattinata.nL’accaduto e’ stato poi confermato da Talal Shahwan, rettorendell’universita’ situata vicino a Ramallah, sede dell’Autorita’ NazionalenPalestinese (Anp). I video che circolano sui social media mostranonl’operazione che si e’ svolta, in particolare mentre diversi veicolinmilitari lasciare il campus, scortati da soldati israeliani a piedi. Tuttini feriti sono studenti, ha dichiarato il dipartimento di comunicazionendell’universita’, aggiungendo che alcuni studenti avevano lanciato pietrencontro l’esercito. Un docente universitario ha detto anche luinall’emittente qatariota “Al-Arabi” che i feriti sono studenti. Il numerontotale dei feriti e’ di undici, inclusi “cinque feriti da proiettili veri,nquattro feriti per inalazione di gas e due feriti per cadute”, hanprecisato la Mezzaluna Rossa. “Purtroppo, prendere di mira l’universita’ne’ un evento ricorrente, ma questa volta ha superato ogni limite con lansua brutalita'”, ha dichiarato il rettore dell’universita’ in unanconferenza stampa. “Questo fa parte di una serie di azioni volte a tenerenla gente all’oscuro”, ha aggiunto. L’esercito israeliano e’ gia’ entratonnel campus di questa universita’, considerata dai palestinesi una dellenmigliori nei Territori, in diverse occasioni. Nel settembre 2024, adnesempio, l’esercito israeliano ha confiscato proprieta’ appartenenti alnconsiglio studentesco, secondo l’universita’. Dall’inizio della guerra anGaza, innescata dal mortale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 sul suolonisraeliano, la violenza e’ esplosa in Cisgiordania. Secondo un conteggiondell’Afp basato sui dati dell’Autorita’ Nazionale Palestinese, oltre millenpalestinesi, tra civili e combattenti, sono stati uccisi da soldati oncoloni israeliani; e 44 israeliani, tra soldati e civili, sono statinuccisi nel territorio durante questo periodo.

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L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver compiuto un attacco, “in risposta alle continue violazioni degli accordi di cessate il fuoco da parte di Hezbollah”, nella zona di Kherbet Selem, nel Libano meridionale.

“,”postId”:”94e25b3e-71a4-4cda-9002-a4434dd5e9e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-06T13:54:43.416Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-06T14:54:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Custode Terra Santa: “Le tenebre non hanno l’ultima parola””,”content”:”

“Le tenebre non hanno l’ultima parola”. Lo ha sottolineato il Custode di  Terra Santa, padre Francesco Ielpo, nella messa celebrata a Betlemme in  occasione dell’Epifania. “Celebrare l’Epifania qui, a Betlemme, – ha  detto Ielpo – significa lasciarsi raggiungere dal cuore stesso del  mistero che oggi la Chiesa contempla: la manifestazione di Cristo come  luce per tutti i popoli. Le letture di questa solennità presentano due  temi opposti che si intrecciano continuamente: la luce e le tenebre,  l’accoglienza e il rifiuto, la gioia e la paura. È il grande dramma  della storia umana, che passa anche oggi davanti ai nostri occhi”.

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“Chiediamo a Israele di consentire alle organizzazioni non governative  internazionali di operare e fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi  in Palestina”, senza cui l’aiuto umanitario “non può essere fornito  nella misura necessaria per prevenire ulteriori perdite di vite umane a  Gaza”. Lo scrivono in una dichiarazione congiunta l’Alta rappresentante  Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, e la commissaria Ue al  Mediterraneo Dubravka Suica, in merito alla nuova legge israeliana che  dall’entrata in vigore all’inizio dell’anno impedisce a decine di ong di  operare nel territorio palestinese.n”La  situazione umanitaria a Gaza continua a peggiorare. Con l’arrivo  dell’inverno, i palestinesi sono esposti a forti piogge e al calo delle  temperature, senza rifugi sicuri. I bambini rimangono fuori dalle  scuole. Le strutture mediche funzionano a malapena, con personale e  attrezzature minimi”, scrivono le due funzionarie europee. Al fine di  fornire aiuti “in modo rapido, sicuro e su vasta scala, le ong  internazionali devono poter operare in modo sostenuto e prevedibile”,  proseguono, sottolineando che senza di esse l’assistenza salvavita “non  può raggiungere le persone bisognose” e che la fornitura di aiuti  umanitari e la prestazione di servizi per i civili “dipendono  dall’accesso”. Secondo il diritto internazionale umanitario, “tutte le  parti in un conflitto devono consentire e facilitare il passaggio rapido  e senza ostacoli di soccorsi umanitari basati sui principi”,  concludono.

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Il leader dei separatisti yemeniti e’ attesonin serata in Arabia Saudita per un incontro nel segno della de-escalationndopo i recenti scontri con le forze governative sostenute a Riad. Unandelegazione guidata dal presidente del Consiglio di TransizionenMeridionale (STC), Aidarous al-Zoubaidi – appoggiato dagli Emirati ArabinUniti – raggiungera’ Riad “dopo aver ricevuto un invito dal ministro dellanDifesa saudita, il principe Khalid bin Salman”, ha dichiarato unnfunzionario separatista a condizione di anonimato. L’Stc mira anristabilire uno Stato nello Yemen meridionale, dove una repubblicandemocratica e popolare e’ stata indipendente tra il 1967 e il 1990.nAll’inizio di dicembre, le sue forze hanno conquistato vaste aree dinterritorio nelle province di Hadramawt e Mahra. Ma le fazioni vicine anRiad, sostenute dai raid aerei sauditi, hanno reagito, riconquistando ilnterritorio perduto dai separatisti all’inizio di gennaio. L’Arabia Sauditanha successivamente invitato entrambe le parti a un “dialogo” nellancapitale saudita per porre fine ai combattimenti. Questa conferenza,norganizzata su richiesta del governo yemenita, mira a trovare “soluzioningiuste che soddisfino le legittime aspirazioni del popolo del Sud”, avevanspiegato il ministero degli Esteri saudita. Questo conflitto ha acuito lentensioni tra Abu Dhabi e Riad, potenze del Golfo tradizionalmente alleate.nI due paesi hanno unito le forze all’inizio della guerra civile yemenitancontro i ribelli Houthi, che hanno preso il controllo della capitalenSana’a nel 2014 e del nord del Paese. L’alleanza si era gia’ fratturatannel 2019, con Riad e Abu Dhabi che sostenevano fazioni rivali all’internondella coalizione di governo anti-Houthi, che include l’Stc. Tuttavianquesta e’ la prima volta che i disaccordi emergono apertamente: la scorsansettimana l’Arabia Saudita ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di azionin”estremamente pericolose” sostenendo i separatisti.

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La polizia iraniana ha sparato gas lacrimogeni contro manifestanti e  negozianti che protestavano e scioperavano per il decimo giorno  consecutivo, in particolare al Gran Bazar e ai grandi mercati di diverse  aree di Teheran, e ha condotto diversi arresti. Gli scioperi continuano  anche in altre città, come Shahr-e Kord, Shiraz, Kovar, Yazdanshahr e  Isfahan. I negozianti e la gente gridavano slogan come “Abbasso il  dittatore”, “Questa è l’ultima battaglia, Pahlavi tornerà” (in  riferimento a Reza, figlio del deposto Shah Mohammad Reza Pahlavi) e  “Non Gaza, non Libano, io muoio per l’Iran”. I video pubblicati da Iran  International mostrano che la polizia ha sparato gas lacrimogeni anche  all’interno della stazione della metropolitana di Khordad-15, vicino al  Gran Bazar, e nelle cabine della metropolitana, dove si trovavano anche  dei bambini.

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Tornano i pellegrini in Terra Santa. Con la ripresa dell’operatività di Ita Airways sulla rotta Roma-Tel Aviv, l’Opera Romana Pellegrinaggi – Ufficio per la Pastorale del Pellegrinaggio del Vicariato di Roma riprende i pellegrinaggi in Terra Santa. Da domani al 10 gennaio una delegazione si recherà a Gerusalemme “per rendere evidente che riprendere i pellegrinaggi è possibile, così come auspicato dal patriarca di Gerusalemme cardinale Pierbattista Pizzaballa”.

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“La Terra Santa è il pellegrinaggio per eccellenza – ha detto suor Rebecca Nazzaro, direttrice di Opera Romana Pellegrinaggi –; sostando al Santo Sepolcro sperimentiamo la vittoria della vita sulla morte e celebriamo il Signore della Vita. Quei luoghi, che hanno visto Dio assumere la nostra stessa natura umana, ci spingono a cercare il senso vero e profondo della nostra esistenza. Inoltre, andare è incontrarsi con la locale comunità cristiana che tiene accesa la lampada della Fede in Israele e Palestina. I cristiani di Terra Santa, vivono soprattutto dell’accoglienza dei pellegrini e noi non possiamo non tener conto di questo aspetto fondamentale. Andare non fa solo bene alla nostra vita di fede, ma è anche un forte e concreto gesto di carità”.

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Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell’ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo manifestanti feriti. Un episodio che, riporta Ap, ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto ieri sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a incaricare il ministero degli Interni a formare una squadra speciale per un’indagine approfondita su quanto accaduto. La presidenza iraniana ha riconosciuto un “incidente in un ospedale nella città di Ilam”.

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“Il perdurare di comportamenti ostili e di una retorica minacciosa contro l’Iran incontrerebbe una risposta proporzionata, ferma e decisa”. Lo ha affermato il Consiglio Supremo di Difesa in una dichiarazione, citata dall’Irna, sottolineando che “la sicurezza, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Iran sono linee rosse inviolabili”. “I nemici di lunga data dell’Iran stanno perseguendo una linea deliberata, reiterando e intensificando minacce e commenti interventisti in chiara violazione del diritto internazionale”, ha aggiunto, riferendosi alle minacce statunitensi contro le attività nucleari e missilistiche dell’Iran, nonché alla dura repressione delle proteste in corso da parte del Paese.

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Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar è arrivato in Somaliland per la prima visita di alto profilo di un funzionario israeliano da quando il Paese ha riconosciuto la regione separatista del Corno d’Africa. Lo ha fatto sapere la presidenza del Somaliland. “Una delegazione guidata dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar è atterrata nella città di Hargeisa, dove è stato ricevuto all’aeroporto da alti funzionari governativi. Ha incontrato i massimi funzionari del Somaliland”, ha dichiarato la presidenza in una nota.

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L’Unione europea invita Israele a fare marcia indietro e a consentire le operazioni in territorio palestinese alle Ong internazionali. “Invitiamo Israele a consentire alle Ong internazionali di operare e di fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi in Palestina. Senza queste Ong internazionali, gli aiuti umanitari non possono essere forniti nella misura necessaria a prevenire ulteriori perdite di vite umane a Gaza”, si legge in una dichiarazione congiunta dell’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, e dei commissari al Mediterraneo, Dubravka Suica, e alla Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. “Per fornire aiuti in modo rapido, sicuro e nella scala richiesta, le Ong internazionali devono poter operare in modo continuativo e prevedibile. Senza di esse, l’assistenza salvavita non può raggiungere le persone in difficoltà”, si legge nella dichiarazione, in cui si aggiunge che “la consegna degli aiuti umanitari e la fornitura di servizi ai civili dipendono dall’accesso”. “In base al diritto internazionale umanitario, tutte le parti di un conflitto devono consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli dei soccorsi umanitari basati su principi umanitari”, si conclude.

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Per questa regione dell’Africa orientale il riconoscimento offre l’opportunità di guadagnare visibilità internazionale e migliorare la sua posizione diplomatica. Tuttavia molti Paesi continuano ad opporsi a questa mossa e a chiedere una risoluzione pacifica che rispetti l’integrità della Somalia.

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Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l’accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.

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Il progetto dell’amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l’IA. Secondo il “Wall Street Journal”, il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.

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La denuncia dell’attivista svedese in un post su Instagram in cui si parla anche degli abusi subiti da Vincenzo Fullone, ultimo membro dell’equipaggio ad essere liberato dalle forze israeliane.

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L’esercito israeliano ha annunciato di aver attaccato presunti depositi di armi ed edifici militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah e al gruppo islamista palestinese Hamas in “varie aree del Libano”. “Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito diversi depositi di armi ed edifici militari, sia in superficie che sotterranei, utilizzati da Hezbollah per promuovere complotti terroristici contro l’Idf e lo Stato di Israele, nonchè per il riarmo”, si legge in una dichiarazione dell’esercito. L’Idf ha aggiunto di aver colpito anche presunte strutture di produzione di armi di Hamas nel Libano meridionale, che, a suo dire, si trovavano in aree civili, “il che costituisce l’ennesimo esempio del cinico uso di civili libanesi come scudi umani da parte di organizzazioni terroristiche”. Il portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba, Avichai Adraee, ha emesso ieri un avviso di evacuazione per i villaggi di Kafr Hatta e Ain Al Tineh, nel Libano meridionale, in vista di un imminente attacco a presunte infrastrutture militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah nella zona. Nella sua dichiarazione, corredata di due mappe contrassegnate in rosso che indicano i luoghi dell’attacco pianificato, ha esortato “i residenti degli edifici designati” a evacuare “immediatamente” a una distanza di almeno 300 metri. Domenica, due persone sono state uccise in un altro raid israeliano a un veicolo nel Libano meridionale, che l’esercito dello Stato ebraico ha affermato essere stato condotto contro “due terroristi” di Hezbollah che stavano tentando di ricostruire le infrastrutture dell’organizzazione.

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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo cubano Bruno Rodríguez nella tarda serata di ieri, ha sottolineato la responsabilità di tutti i governi e delle Nazioni Unite di assumere una posizione ferma ed esplicita contro la “pericolosa illegalità” degli Stati Uniti dopo l’attacco al Venezuela e l’arresto del suo presidente Nicolas Maduro. Secondo l’Irna, da parte sua, Rodríguez ha condannato le azioni degli Stati Uniti nei Caraibi e in America Latina e ha ribadito la determinazione di Cuba a resistere fermamente a qualsiasi minaccia esterna. Ha sottolineato la necessità di cooperazione e coordinamento tra i paesi amici per contrastare l’unilateralismo aggressivo. In un’altra conversazione telefonica con il suo omologo brasiliano Mauro Vieira, Araghchi ha messo in guardia dalle “pericolose conseguenze della prepotenza degli Stati Uniti sullo stato di diritto nelle relazioni internazionali”.

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Israele ha lanciato intensi attacchi di artiglieria ed elicotteri nel sud di Gaza nonostante il cessate il fuoco bombardando una tenda che ospitava palestinesi sfollati e uccidendo una bambina di cinque anni e suo zio, secondo quanto riportato da Al-Jazeera, che cita “fonti ufficiali”. Il complesso medico Nasser nel sud di Khan Younis ha dichiarato che l’attacco israeliano ha colpito una tenda nella zona costiera di al-Mawasi e che altre quattro persone, tra cui bambini, sono rimaste ferite. L’esercito israeliano ha affermato di aver colpito un combattente di Hamas che stava pianificando di attaccare le forze israeliane “nell’immediato”. Tuttavia, l’esercito non ha fornito prove a sostegno di tale affermazione e non è chiaro se la sua dichiarazione si riferisse all’attacco alla tenda. La Protezione Civile Palestinese ha dichiarato ieri che un’altra casa palestinese danneggiata in precedenti attacchi israeliani è crollata nel campo centrale di Maghazi, uccidendo un padre di 29 anni e suo figlio di otto anni.

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Israele ha assicurato all’Iran di non essere interessato al momento a un’escalation e di non avere intenzione di attaccarlo. E’ questo il messaggio che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe inviato alla Repubblica Islamica tramite il presidente russo Vladimir Putin, riferiscono fonti diplomatiche a Kan News. Israele, secondo le fonti, e’ preoccupato che Teheran lanci un attacco preventivo nel timore di un’imminente aggressione di Tel Aviv, in una fase caotica segnata dalle proteste contro il carovita in tutto l’Iran.

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Israele ha assicurato all’Iran di non essere interessato al momento a un’escalation e di non avere intenzione di attaccarlo. E’ questo il messaggio che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe inviato alla Repubblica Islamica tramite il presidente russo Vladimir Putin, riferiscono fonti diplomatiche a Kan News. Israele, secondo le fonti, è preoccupato che Teheran lanci un attacco preventivo nel timore di un’imminente aggressione di Tel Aviv, in una fase difficile con numerose proteste.

Gli approfondimenti:

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Mezzaluna Rossa, ‘5 studenti feriti dopo spari Idf in Cisgiordania’

La Mezzaluna Rossa palestinese ha dichiarato che l’esercito israeliano ha ferito cinque studenti, sparandogli contro, nel campus dell’Università di Birzeit, vicino a Ramallah, nella Cisgiordania occupata, senza apparente motivo. Contattate dall’Afp, le forze armate israeliane (Idf) hanno riferito di star “esaminando la questione”. Stando a diversi testimoni, le cui testimonianze sono state confermate dal rettore dell’università Talal Shahwan, dei veicoli militari sono entrati nel campus in tarda mattinata: video pubblicati sui social media hanno mostrato l’intervento, mentre i giornalisti dell’Afp hanno visto diversi veicoli militari lasciare il campus, scortati da soldati israeliani a piedi.

Il dipartimento delle comunicazioni dell’università ha riferito all’Afp che gli studenti avevano lanciato pietre contro l’esercito, aggiungendo che tutti i feriti sono studenti. La Mezzaluna Rossa ha precisato che in totale sono state ferite 11 persone, di cui cinque da proiettili veri, quattro per inalazione di gas e due a seguito di cadute. Un giornalista dell’Afp ha visto le ambulanze portare via diverse persone. “Sfortunatamente, l’università è stata un bersaglio ricorrente, ma questa volta la brutalità ha superato ogni limite”, ha dichiarato Shahwan nel corso di una conferenza stampa. In precedenza, l’esercito israeliano era entrato nel campus diverse volte, e nel settembre del 2024 ha confiscato beni appartenenti al consiglio studentesco, secondo quanto riferito dall’ateneo.

Iran, Ong: “Uccisi almeno 27 manifestanti, tra cui 5 minori”

Le forze di sicurezza iraniane hanno ucciso almeno 27 manifestanti, tra  cui cinque minori, nel corso di una stretta sulle dimostrazioni iniziate  a fine dicembre, stando a quanto dichiarato da Iran Human Rights,  organizzazione non governativa con sede in Norvegia. “Almeno 27  manifestanti sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco o altre forme  di violenza messe in atto dalle forze di sicurezza in otto province. È  stato accertato che cinque degli uccisi erano bambini”, ha affermato  l’ong al decimo giorno di proteste, aggiungendo che oltre mille persone  sono state arrestate.

Somalia: visita Saar in Somaliland “illegale e non autorizzata”

Un’incursione “illegale” e “non
autorizzata”: e’ con queste parole che la Somalia ha reagito alla notizia
della visita lampo in Somaliland del ministro degli Esteri israeliano,
Gideon Saar. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri somalo ha
affermato di “riservarsi il diritto di adottare tutte le misure
diplomatiche e legali appropriate per salvaguardare la propria sovranita’,
unita’ nazionale e integrita’ territoriale”. Il presidente somalo Hassan
Sheikh Mohamud ha gia’ definito la decisione israeliana di riconoscere il
Somalilando come Stato una “minaccia” alla stabilita’ nel gia’ instabile
Corno d’Africa. In un’intervista ad Al Jazeera, ha affermato che il
Somaliland ha accettato tre condizioni da Israele: il reinsediamento dei
palestinesi, l’istituzione di una base militare nel Golfo di Aden e
l’adesione agli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele.
Il ministero degli Esteri del Somaliland ha negato le prime due
condizioni. Il Somaliland ha sperimentato una maggiore stabilita’ rispetto
al resto della Somalia, colpita dall’insurrezione. Fu brevemente uno stato
riconosciuto nel giugno del 1960, quando ottenne l’indipendenza dalla Gran
Bretagna, ma pochi giorni dopo si uni’ volontariamente alla Somalia
amministrata dall’Italia. I leader del Somaliland affermano che l’unione
non fu mai formalmente ratificata e divenne nulla quando lo stato somalo
crollo’ di fatto nel 1991. Una riunione straordinaria del Consiglio per la
Pace e la Sicurezza dell’Unione Africana tenutasi martedi’ ha condannato
“con la massima fermezza” il riconoscimento da parte di Israele e ne ha
chiesto la “revoca immediata”. A seguito del riconoscimento da parte di
Israele, il gruppo militante islamista Al-Shabaab, che combatte il governo
somalo da circa due decenni, ha dichiarato che avrebbe combattuto
qualsiasi tentativo di Israele di utilizzare il Somaliland come base. Gli
analisti affermano che l’accordo con il Somaliland potrebbe fornire a
Israele un migliore accesso al Mar Rosso, consentendogli di colpire i
ribelli Houthi in Yemen. La posizione del Somaliland lungo una delle rotte
marittime piu’ trafficate al mondo lo ha reso un partner chiave per i
paesi stranieri. Il riconoscimento di Israele e’ stato sostenuto dagli
Stati Uniti, ma criticato da Egitto, Turchia, dal Consiglio di
Cooperazione del Golfo, composto da sei nazioni, e dall’Organizzazione per
la Cooperazione Islamica, con sede in Arabia Saudita. L’Unione Europea ha
insistito sul rispetto della sovranita’ della Somalia.

Amnesty: “L’attacco all’ospedale in Iran viola il diritto internazionale”

Amnesty International ha condannato l’irruzione delle forze di  sicurezza iraniane all’ospedale di Ilam dichiarando che “l’attacco a un  ospedale dove i manifestanti feriti cercavano cure mediche o riparo  costituisce una violazione del diritto internazionale”. “Questa azione  dimostra fino a che punto le autorità della Repubblica islamica sono  disposte ad arrivare per reprimere le proteste e mettere a tacere le  voci del dissenso”, aggiunge Amnesty.

Iran: lacrimogeni su manifestanti nell’ospedale Sina a Teheran

Dura repressione delle forze di sicurezza iraniane
che hanno sparato gas lacrimogeni all’interno dell’ospedale Sina, nella
zona di Hasanabad a Teheran. A denunciarlo sono alcuni media locali, tra
cui Iran International, attivisti e osservatori stranieri, che sui social
postano video della repressione in atto durante questa nuova giornata di
protesta contro la dura situazione economica della popolazione. Secondo
queste fonti concordanti, questi gas lacrimogeni sono stati lanciati
mentre alcuni manifestanti feriti venivano ricoverati per cure nel Sina
Hospital, dove la tensione e’ molto alta. Questo episodio di violenza sui
manifestanti, per lo piu’ negozianti di Teheran, si verifica dopo un
attacco simile delle forze di sicurezza della Repubblica Islamica
all’ospedale Imam Khomeini a Ilam che ha suscitato una reazione diffusa.
Le massime autorita’ iraniane, tra cui il presidente Masoud Pezeskhian,
hanno annunciato l’apertura di una indagine per accertare il presunto
abuso. Amnesty International ha definito tale attacco una “violazione del
diritto internazionale” e su X ha scritto che “i manifestanti feriti erano
presenti in ospedale per ricevere cure mediche o cercare rifugio” durante
le proteste a Malekshahi. Secondo il Kurdistan Human Rights Network, le
“forze delle Guardie Rivoluzionarie” hanno sparato contro un gruppo di
manifestanti nella citta’ di Malekshahi che stavano “attraversando una
strada dove si trovavano gli uffici del governatore e le forze Basij”,
uccidendo “fino a 11 persone”. I feriti sono stati trasferiti all’ospedale
locale di Malekshahi e in altri ospedali della provincia centrale. Amnesty
International ha affermato oggi che, in base alle informazioni raccolte,
“gli agenti hanno usato fucili da caccia e gas lacrimogeni all’interno
dell’ospedale, hanno rotto le porte di vetro per entrare e hanno picchiato
le persone all’interno, incluso il personale medico”.

Il figlio dell’ultimo scià: “L’Iran è pronto alla democrazia”

Per il figlio dell’ultimo scia’ di Persia, l’Iran e’ pronto per una transizione democratica. In un’opinione pubblicata sulla pagina degli editoriali del Washington Post, Reza Pahlavi scrive che “il regime iraniano e’ fratturato, l’opposizione e’ coordinata e il momento si sta rapidamente avvicinando”.
    Il primogenito dello scia’ Mohammad Reza Pahlavi afferma che “la liberazione dell’Iran significhera’ ben di piu’ di un ritorno alla dignita’ per gli iraniani: portera’ infatti dividendi di pace globali di proporzioni quasi inimmaginabili”.
    In questo contesto, Pahlavi ringrazia Donald Trump per il sostegno “chiaro e deciso” al popolo iraniano. “Il suo messaggio – che gli Stati Uniti stanno dalla parte di chi chiede libertà, e non di un regime che esporta terrorismo e instabilità – ha trovato una profonda risonanza all’interno dell’Iran”, scrive il figlio dell’ultimo scia’: “Per i manifestanti che rischiano il carcere, la tortura o la morte, sapere di non essere soli fa la differenza. Per il regime, è un promemoria che l’intimidazione non garantisce più la sopravvivenza. Lo abbiamo visto chiaramente in Venezuela”.
    Pahlavi è una delle figure più note dell’opposizione iraniana in esilio. Nato a Teheran nel 1960, dopo la Rivoluzione islamica del 1979 ha vissuto in esilio negli Usa.

Israele: “Riconoscere il Somaliland è una scelta morale”

Il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele è una scelta “morale” che corrisponde alla “realtà”, ha spiegato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar durante una visita alla ‘Repubblica’ autoproclamata, che la Somalia considera parte del suo territorio. “A differenza della ‘Palestina’, il Somaliland non è uno Stato virtuale. È uno Stato funzionante. Il Somaliland è un Paese pienamente operativo, fondato sui principi del diritto internazionale. Il Somaliland è – ed è stata – una democrazia stabile per quasi 35 anni. È filo-occidentale e amico di Israele”, ha affermato Saar. “Riconoscere la Repubblica del Somaliland come Stato indipendente e sovrano  è la cosa moralmente giusta da fare, ed è ciò che abbiamo fatto”, ha proseguito in un discorso inviato all’AFP. “Riconosciamo la semplice verità e la realtà esistente”, ha aggiunto il ministro israeliano.

Somalia: “La visita di Israele in Somaliland è un’incursione non autorizzata”

La Somalia condanna la visita odierna del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in Somaliland, definendola una “incursione non autorizzata”, a meno di due settimane dal riconoscimento ufficiale da parte di Israele della regione separatista, che ha un ‘governo’ indipendente da 34 anni. Lo scrive il Times of Israel.    “La Somalia condanna con la massima fermezza l’incursione non autorizzata del ministro degli Esteri israeliano ad Hargheisa”, ha affermato il ministero degli Esteri somalo in una nota, aggiungendo che una visita del genere senza “l’esplicito consenso e autorizzazione del governo federale della Somalia è illegale, nulla e priva di valore”.

Media: Israele e Siria concordano a Parigi di accelerare i negoziati

Si è concluso a Parigi il quinto round dei colloqui tra Israele e Siria, mediati dagli Stati Uniti, per un accordo di sicurezza tra i due Paesi.
    Secondo un alto funzionario israeliano citato da Channel 12, Israele e Siria hanno concordato di “accelerare il ritmo dei negoziati, incontrarsi più frequentemente e adottare misure volte a rafforzare la fiducia tra i due Paesi”.
    “Entrambi i Paesi hanno espresso il desiderio di raggiungere un accordo sulla sicurezza, in linea con la visione del Presidente Trump per il Medio Oriente”, ha affermato il funzionario.
    Ai colloqui hanno partecipato gli inviati di Trump, Tom Barrack, Steve Witkoff e Jared Kushner.

In Cisgiordania raid Idf universita’ Bir Zeit, 11 feriti

Almeno 11 persone sono rimaste ferite e
alcuni giornalisti sono stati arrestati durante un’operazione militare
israeliana all’Universita’ di Bir Zeit, nell’area di Ramallah, in
Cisgiordania. Lo ha riferito la Mezzaluna Rossa Palestinese in un
comunicato. Il motivo dell’intervento militare e’ sconosciuto. Finora
l’esercito israeliano ha soltanto dichiarato che “stava indagando sulla
questione”. Secondo testimoni locali e fonti concordanti, dei veicoli
militari israeliani sono entrati nel campus nella tarda mattinata.
L’accaduto e’ stato poi confermato da Talal Shahwan, rettore
dell’universita’ situata vicino a Ramallah, sede dell’Autorita’ Nazionale
Palestinese (Anp). I video che circolano sui social media mostrano
l’operazione che si e’ svolta, in particolare mentre diversi veicoli
militari lasciare il campus, scortati da soldati israeliani a piedi. Tutti
i feriti sono studenti, ha dichiarato il dipartimento di comunicazione
dell’universita’, aggiungendo che alcuni studenti avevano lanciato pietre
contro l’esercito. Un docente universitario ha detto anche lui
all’emittente qatariota “Al-Arabi” che i feriti sono studenti. Il numero
totale dei feriti e’ di undici, inclusi “cinque feriti da proiettili veri,
quattro feriti per inalazione di gas e due feriti per cadute”, ha
precisato la Mezzaluna Rossa. “Purtroppo, prendere di mira l’universita’
e’ un evento ricorrente, ma questa volta ha superato ogni limite con la
sua brutalita'”, ha dichiarato il rettore dell’universita’ in una
conferenza stampa. “Questo fa parte di una serie di azioni volte a tenere
la gente all’oscuro”, ha aggiunto. L’esercito israeliano e’ gia’ entrato
nel campus di questa universita’, considerata dai palestinesi una delle
migliori nei Territori, in diverse occasioni. Nel settembre 2024, ad
esempio, l’esercito israeliano ha confiscato proprieta’ appartenenti al
consiglio studentesco, secondo l’universita’. Dall’inizio della guerra a
Gaza, innescata dal mortale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 sul suolo
israeliano, la violenza e’ esplosa in Cisgiordania. Secondo un conteggio
dell’Afp basato sui dati dell’Autorita’ Nazionale Palestinese, oltre mille
palestinesi, tra civili e combattenti, sono stati uccisi da soldati o
coloni israeliani; e 44 israeliani, tra soldati e civili, sono stati
uccisi nel territorio durante questo periodo.

Idf: “Attaccati terroristi di Hezbollah nel sud del Libano”

L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver compiuto un attacco, “in risposta alle continue violazioni degli accordi di cessate il fuoco da parte di Hezbollah”, nella zona di Kherbet Selem, nel Libano meridionale.

Custode Terra Santa: “Le tenebre non hanno l’ultima parola”

“Le tenebre non hanno l’ultima parola”. Lo ha sottolineato il Custode di  Terra Santa, padre Francesco Ielpo, nella messa celebrata a Betlemme in  occasione dell’Epifania. “Celebrare l’Epifania qui, a Betlemme, – ha  detto Ielpo – significa lasciarsi raggiungere dal cuore stesso del  mistero che oggi la Chiesa contempla: la manifestazione di Cristo come  luce per tutti i popoli. Le letture di questa solennità presentano due  temi opposti che si intrecciano continuamente: la luce e le tenebre,  l’accoglienza e il rifiuto, la gioia e la paura. È il grande dramma  della storia umana, che passa anche oggi davanti ai nostri occhi”.

Kallas e Suica: “Israele consenta a ong di operare a Gaza”

“Chiediamo a Israele di consentire alle organizzazioni non governative  internazionali di operare e fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi  in Palestina”, senza cui l’aiuto umanitario “non può essere fornito  nella misura necessaria per prevenire ulteriori perdite di vite umane a  Gaza”. Lo scrivono in una dichiarazione congiunta l’Alta rappresentante  Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, e la commissaria Ue al  Mediterraneo Dubravka Suica, in merito alla nuova legge israeliana che  dall’entrata in vigore all’inizio dell’anno impedisce a decine di ong di  operare nel territorio palestinese.
“La  situazione umanitaria a Gaza continua a peggiorare. Con l’arrivo  dell’inverno, i palestinesi sono esposti a forti piogge e al calo delle  temperature, senza rifugi sicuri. I bambini rimangono fuori dalle  scuole. Le strutture mediche funzionano a malapena, con personale e  attrezzature minimi”, scrivono le due funzionarie europee. Al fine di  fornire aiuti “in modo rapido, sicuro e su vasta scala, le ong  internazionali devono poter operare in modo sostenuto e prevedibile”,  proseguono, sottolineando che senza di esse l’assistenza salvavita “non  può raggiungere le persone bisognose” e che la fornitura di aiuti  umanitari e la prestazione di servizi per i civili “dipendono  dall’accesso”. Secondo il diritto internazionale umanitario, “tutte le  parti in un conflitto devono consentire e facilitare il passaggio rapido  e senza ostacoli di soccorsi umanitari basati sui principi”,  concludono.

Yemen: leader separatista a Riad per colloqui de-escalation

Il leader dei separatisti yemeniti e’ atteso
in serata in Arabia Saudita per un incontro nel segno della de-escalation
dopo i recenti scontri con le forze governative sostenute a Riad. Una
delegazione guidata dal presidente del Consiglio di Transizione
Meridionale (STC), Aidarous al-Zoubaidi – appoggiato dagli Emirati Arabi
Uniti – raggiungera’ Riad “dopo aver ricevuto un invito dal ministro della
Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman”, ha dichiarato un
funzionario separatista a condizione di anonimato. L’Stc mira a
ristabilire uno Stato nello Yemen meridionale, dove una repubblica
democratica e popolare e’ stata indipendente tra il 1967 e il 1990.
All’inizio di dicembre, le sue forze hanno conquistato vaste aree di
territorio nelle province di Hadramawt e Mahra. Ma le fazioni vicine a
Riad, sostenute dai raid aerei sauditi, hanno reagito, riconquistando il
territorio perduto dai separatisti all’inizio di gennaio. L’Arabia Saudita
ha successivamente invitato entrambe le parti a un “dialogo” nella
capitale saudita per porre fine ai combattimenti. Questa conferenza,
organizzata su richiesta del governo yemenita, mira a trovare “soluzioni
giuste che soddisfino le legittime aspirazioni del popolo del Sud”, aveva
spiegato il ministero degli Esteri saudita. Questo conflitto ha acuito le
tensioni tra Abu Dhabi e Riad, potenze del Golfo tradizionalmente alleate.
I due paesi hanno unito le forze all’inizio della guerra civile yemenita
contro i ribelli Houthi, che hanno preso il controllo della capitale
Sana’a nel 2014 e del nord del Paese. L’alleanza si era gia’ fratturata
nel 2019, con Riad e Abu Dhabi che sostenevano fazioni rivali all’interno
della coalizione di governo anti-Houthi, che include l’Stc. Tuttavia
questa e’ la prima volta che i disaccordi emergono apertamente: la scorsa
settimana l’Arabia Saudita ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di azioni
“estremamente pericolose” sostenendo i separatisti.

Iran, la polizia usa lacrimogeni contro manifestanti e negozianti

La polizia iraniana ha sparato gas lacrimogeni contro manifestanti e  negozianti che protestavano e scioperavano per il decimo giorno  consecutivo, in particolare al Gran Bazar e ai grandi mercati di diverse  aree di Teheran, e ha condotto diversi arresti. Gli scioperi continuano  anche in altre città, come Shahr-e Kord, Shiraz, Kovar, Yazdanshahr e  Isfahan. I negozianti e la gente gridavano slogan come “Abbasso il  dittatore”, “Questa è l’ultima battaglia, Pahlavi tornerà” (in  riferimento a Reza, figlio del deposto Shah Mohammad Reza Pahlavi) e  “Non Gaza, non Libano, io muoio per l’Iran”. I video pubblicati da Iran  International mostrano che la polizia ha sparato gas lacrimogeni anche  all’interno della stazione della metropolitana di Khordad-15, vicino al  Gran Bazar, e nelle cabine della metropolitana, dove si trovavano anche  dei bambini.

Opera Romana Pellegrinaggi in Terra Santa da domani

Tornano i pellegrini in Terra Santa. Con la ripresa dell’operatività di Ita Airways sulla rotta Roma-Tel Aviv, l’Opera Romana Pellegrinaggi – Ufficio per la Pastorale del Pellegrinaggio del Vicariato di Roma riprende i pellegrinaggi in Terra Santa. Da domani al 10 gennaio una delegazione si recherà a Gerusalemme “per rendere evidente che riprendere i pellegrinaggi è possibile, così come auspicato dal patriarca di Gerusalemme cardinale Pierbattista Pizzaballa”.

“La Terra Santa è il pellegrinaggio per eccellenza – ha detto suor Rebecca Nazzaro, direttrice di Opera Romana Pellegrinaggi –; sostando al Santo Sepolcro sperimentiamo la vittoria della vita sulla morte e celebriamo il Signore della Vita. Quei luoghi, che hanno visto Dio assumere la nostra stessa natura umana, ci spingono a cercare il senso vero e profondo della nostra esistenza. Inoltre, andare è incontrarsi con la locale comunità cristiana che tiene accesa la lampada della Fede in Israele e Palestina. I cristiani di Terra Santa, vivono soprattutto dell’accoglienza dei pellegrini e noi non possiamo non tener conto di questo aspetto fondamentale. Andare non fa solo bene alla nostra vita di fede, ma è anche un forte e concreto gesto di carità”.

Video con spari sui manifestanti in ospedale in Iran, governo apre indagine

Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell’ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo manifestanti feriti. Un episodio che, riporta Ap, ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto ieri sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a incaricare il ministero degli Interni a formare una squadra speciale per un’indagine approfondita su quanto accaduto. La presidenza iraniana ha riconosciuto un “incidente in un ospedale nella città di Ilam”.

Consiglio Difesa dell’Iran: “Risposta ferma a ostilità contro di noi”

“Il perdurare di comportamenti ostili e di una retorica minacciosa contro l’Iran incontrerebbe una risposta proporzionata, ferma e decisa”. Lo ha affermato il Consiglio Supremo di Difesa in una dichiarazione, citata dall’Irna, sottolineando che “la sicurezza, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Iran sono linee rosse inviolabili”. “I nemici di lunga data dell’Iran stanno perseguendo una linea deliberata, reiterando e intensificando minacce e commenti interventisti in chiara violazione del diritto internazionale”, ha aggiunto, riferendosi alle minacce statunitensi contro le attività nucleari e missilistiche dell’Iran, nonché alla dura repressione delle proteste in corso da parte del Paese.

Il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar in Somaliland

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar è arrivato in Somaliland per la prima visita di alto profilo di un funzionario israeliano da quando il Paese ha riconosciuto la regione separatista del Corno d’Africa. Lo ha fatto sapere la presidenza del Somaliland. “Una delegazione guidata dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar è atterrata nella città di Hargeisa, dove è stato ricevuto all’aeroporto da alti funzionari governativi. Ha incontrato i massimi funzionari del Somaliland”, ha dichiarato la presidenza in una nota.

Appello dell’Ue: “Israele consenta le operazioni delle Ong in Palestina”

L’Unione europea invita Israele a fare marcia indietro e a consentire le operazioni in territorio palestinese alle Ong internazionali. “Invitiamo Israele a consentire alle Ong internazionali di operare e di fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi in Palestina. Senza queste Ong internazionali, gli aiuti umanitari non possono essere forniti nella misura necessaria a prevenire ulteriori perdite di vite umane a Gaza”, si legge in una dichiarazione congiunta dell’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, e dei commissari al Mediterraneo, Dubravka Suica, e alla Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. “Per fornire aiuti in modo rapido, sicuro e nella scala richiesta, le Ong internazionali devono poter operare in modo continuativo e prevedibile. Senza di esse, l’assistenza salvavita non può raggiungere le persone in difficoltà”, si legge nella dichiarazione, in cui si aggiunge che “la consegna degli aiuti umanitari e la fornitura di servizi ai civili dipendono dall’accesso”. “In base al diritto internazionale umanitario, tutte le parti di un conflitto devono consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli dei soccorsi umanitari basati su principi umanitari”, si conclude.

Somaliland, il Paese riconosciuto da Israele: qual è il suo ruolo

Per questa regione dell’Africa orientale il riconoscimento offre l’opportunità di guadagnare visibilità internazionale e migliorare la sua posizione diplomatica. Tuttavia molti Paesi continuano ad opporsi a questa mossa e a chiedere una risoluzione pacifica che rispetti l’integrità della Somalia.

Somaliland, il Paese riconosciuto da Israele: qual è il suo ruolo

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Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas

Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l’accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.

Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas

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Gaza, ipotesi ‘Project Sunrise’ per la ricostruzione: ecco l’idea Usa

Il progetto dell’amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l’IA. Secondo il “Wall Street Journal”, il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.

Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa

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Greta Thunberg: ”Violenze sessuali in Israele sui membri Flotilla, anche su italiano”

La denuncia dell’attivista svedese in un post su Instagram in cui si parla anche degli abusi subiti da Vincenzo Fullone, ultimo membro dell’equipaggio ad essere liberato dalle forze israeliane.

Greta Thunberg: ''Violenze sessuali in Israele sui membri Flotilla, anche su italiano'

Greta Thunberg: ”Violenze sessuali in Israele sui membri Flotilla, anche su italiano’

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Libano, Israele attacca presunte strutture di Hezbollah e Hamas

L’esercito israeliano ha annunciato di aver attaccato presunti depositi di armi ed edifici militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah e al gruppo islamista palestinese Hamas in “varie aree del Libano”. “Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito diversi depositi di armi ed edifici militari, sia in superficie che sotterranei, utilizzati da Hezbollah per promuovere complotti terroristici contro l’Idf e lo Stato di Israele, nonchè per il riarmo”, si legge in una dichiarazione dell’esercito. L’Idf ha aggiunto di aver colpito anche presunte strutture di produzione di armi di Hamas nel Libano meridionale, che, a suo dire, si trovavano in aree civili, “il che costituisce l’ennesimo esempio del cinico uso di civili libanesi come scudi umani da parte di organizzazioni terroristiche”. Il portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba, Avichai Adraee, ha emesso ieri un avviso di evacuazione per i villaggi di Kafr Hatta e Ain Al Tineh, nel Libano meridionale, in vista di un imminente attacco a presunte infrastrutture militari appartenenti alla milizia sciita Hezbollah nella zona. Nella sua dichiarazione, corredata di due mappe contrassegnate in rosso che indicano i luoghi dell’attacco pianificato, ha esortato “i residenti degli edifici designati” a evacuare “immediatamente” a una distanza di almeno 300 metri. Domenica, due persone sono state uccise in un altro raid israeliano a un veicolo nel Libano meridionale, che l’esercito dello Stato ebraico ha affermato essere stato condotto contro “due terroristi” di Hezbollah che stavano tentando di ricostruire le infrastrutture dell’organizzazione.

Ministro degli Esteri dell’Iran sente i colleghi di Cuba e Brasile sul Venezuela

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo cubano Bruno Rodríguez nella tarda serata di ieri, ha sottolineato la responsabilità di tutti i governi e delle Nazioni Unite di assumere una posizione ferma ed esplicita contro la “pericolosa illegalità” degli Stati Uniti dopo l’attacco al Venezuela e l’arresto del suo presidente Nicolas Maduro. Secondo l’Irna, da parte sua, Rodríguez ha condannato le azioni degli Stati Uniti nei Caraibi e in America Latina e ha ribadito la determinazione di Cuba a resistere fermamente a qualsiasi minaccia esterna. Ha sottolineato la necessità di cooperazione e coordinamento tra i paesi amici per contrastare l’unilateralismo aggressivo. In un’altra conversazione telefonica con il suo omologo brasiliano Mauro Vieira, Araghchi ha messo in guardia dalle “pericolose conseguenze della prepotenza degli Stati Uniti sullo stato di diritto nelle relazioni internazionali”.

Media: “Attacchi Idf a Gaza, uccisi bimba di 5 anni e suo zio”

Israele ha lanciato intensi attacchi di artiglieria ed elicotteri nel sud di Gaza nonostante il cessate il fuoco bombardando una tenda che ospitava palestinesi sfollati e uccidendo una bambina di cinque anni e suo zio, secondo quanto riportato da Al-Jazeera, che cita “fonti ufficiali”. Il complesso medico Nasser nel sud di Khan Younis ha dichiarato che l’attacco israeliano ha colpito una tenda nella zona costiera di al-Mawasi e che altre quattro persone, tra cui bambini, sono rimaste ferite. L’esercito israeliano ha affermato di aver colpito un combattente di Hamas che stava pianificando di attaccare le forze israeliane “nell’immediato”. Tuttavia, l’esercito non ha fornito prove a sostegno di tale affermazione e non è chiaro se la sua dichiarazione si riferisse all’attacco alla tenda. La Protezione Civile Palestinese ha dichiarato ieri che un’altra casa palestinese danneggiata in precedenti attacchi israeliani è crollata nel campo centrale di Maghazi, uccidendo un padre di 29 anni e suo figlio di otto anni.

Iran, media: “Netanyahu tramite Putin: non vogliamo attaccarvi”

Israele ha assicurato all’Iran di non essere interessato al momento a un’escalation e di non avere intenzione di attaccarlo. E’ questo il messaggio che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe inviato alla Repubblica Islamica tramite il presidente russo Vladimir Putin, riferiscono fonti diplomatiche a Kan News. Israele, secondo le fonti, e’ preoccupato che Teheran lanci un attacco preventivo nel timore di un’imminente aggressione di Tel Aviv, in una fase caotica segnata dalle proteste contro il carovita in tutto l’Iran.

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