2026-01-16 14:51:00
L’ideatore del tg satirico di Canale 5. «Diventare un settimanale non è assolutamente un intoppo nella mia carriera. Cosa posso volere di più?». Le veline passano da 2 a 6, conduce la coppia Greggio-Iacchetti
«L’accusa più infame è dirci che siamo una trasmissione vecchia: siamo la trasmissione più giovane, più moderna e sul pezzo della tv».
Antonio Ricci è quello di sempre, anche ora che Striscia la notizia da quotidiana è diventata un appuntamento settimanale (il via giovedì 22 in prima serata). La svolta è epocale ma lui si mostra sereno: «Diventare un settimanale non è assolutamente un intoppo nella mia carriera. Cosa posso volere di più? Sono 45 anni che faccio trasmissioni di successo, potevo mollare 10 anni fa ma mi piacciono le sfide. Noi siamo indistruttibili: solo dei pazzi potevano pensare che Mediaset avrebbe rinunciato al brand Striscia».
Ricci non si limita a parlare della sua creatura, l’incontro con la stampa è l’occasione per rivelare che Stefano De Martino aveva detto sì alla conduzione del tg satirico di Canale 5: «Ho un suo messaggio, doveva venire con Herbert Ballerina». Accordo raggiunto a ottobre 2023, ma qualche mese dopo Amadeus ha lasciato la Rai e lo scenario è cambiato: «Per ottenere risultati con l’esordiente De Martino su una rete dormigliona come Rai1, la Rai è partita con una delle sue edizioni più taroccate di Affari Tuoi: dovevano ammazzare il fellone Amadeus». Quindi attacca il programma che solletica la voglia degli italiani a giocare d’azzardo: «Max Giusti durante un podcast ha detto che Affari Tuoi aveva un budget che non doveva sforare i 30mila euro di media per ogni puntata. Noi ci siamo trovati davanti una notizia clamorosa: la fortuna e la casualità non esistevano perché alla fine dell’anno si doveva stare in quei conti lì, 30mila a puntata. Questi ti fanno capire che tutte le sere puoi vincere 300mila, invece no. La Rai continua a mandare in onda un game che induce al gioco d’azzardo, una delle cose più schifose. Perché la politica non interviene? La Meloni era contro il gioco d’azzardo, io voglio vedere che provvedimenti prenderà il centrodestra».
Ricci torna a parlare di Giorgia Meloni quando le domande toccano la situazione geopolitica: «La guerra è la cosa più orribile che possa succedere. I massacri sono un gesto di follia e barbarie che non si può ammettere. “Io sono cattolica” dice la nostra premier, ma se sei cattolica devi aborrire la guerra e farti sentire. Io sono interdetto soprattutto dal fatto che ormai è una cosa normale, ma è agghiacciante. Non pensavo di arrivare alla mia età e sentire frasi come “voglio la Groenlandia perché mi serve”. È una roba inimmaginabile per quelli come me che in gioventù credevano nella pace, in un mondo diverso, di rispetto».
Ricci mostra un filmato di diverso tempo fa in cui parlava di Chiara Ferragni e aveva la «premonizione» giusta: difficile dimostrare le accuse contro di lei senza denunce. «State parlando con un guru che la sa lunghissima». L’aggancio all’attualità è il caso Signorini: «Per dimostrare il “sistema Signorini” non bastano due ragazzi. Ci vogliono quei 100 che promette di avere Corona, ma ne basterebbero anche 50 o 30. Queste denunce andrebbero fatte, ma per ora ne abbiamo viste solo due. Questo fa pensare che a Signorini resterà tutto lo sfregio del mondo, ma il “sistema Signorini” è ancora da dimostrare. Quindi cautela».
Cinque le puntate previste, confermati Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, tra le novità 6 veline invece di 2, una band dal vivo diretta dal maestro Demo Morselli. L’impianto ha «i crismi del grande varietà, del resto ho cominciato con Fantastico». Tra gli ospiti della prima puntata Del Piero (nei panni di Capitan Alex, «che sistema tutti i mali del mondo a pallonate») e Maria De Filippi: «Non avendo più il povero ciclista (il riferimento è a Brumotti) a mettere le cacche sulle macchine di chi parcheggia nei posti riservati ai disabili, abbiamo esagerato e abbiamo preso come vendicatrice Maria De Filippi». La vera Roberta Bruzzone invece sarà protagonista di «Striscia criminale» per «raccontare le cose più efferate che succedono dietro le quinte dei programmi tv».
Lo slogan di queste prime serate è «La voce della presenza»: «Finché c’è Striscia c’è speranza di una tv diversa perché in tv non c’è niente di peggio di far vedere qualcosa di nuovo: è un mondo dove vige la geriatria».








