2026-01-07 19:14:00
Rilascio in corso in questi giorni nell’Unione europea, BirdyChat il primo (semisconosciuto) servizio coinvolto. Ma occhio alla privacy: i dettagli
Il 2026, per WhatsApp, si apre nel segno dell’interoperabilità. Prima novità dell’anno per il servizio di messaggistica targato Meta, che in questi giorni sta rilasciando ai suoi utenti dell’Unione europea un nuovo aggiornamento che consente loro di chattare con contatti che utilizzano altre piattaforme senza per questo essere costretti a scaricarle a propria volta (e viceversa). Nessuna sorpresa, comunque: lungi dal trattarsi di un’iniziativa di Menlo Park, l’update non è altro che il modo con cui la company ha dovuto adeguarsi alle prescrizioni del Digital Markets Act, diventato applicabile a partire dal 2 maggio 2023.
La procedura di attivazione
Come trapelato nei mesi scorsi, la prima (e finora unica) app di terze parti a poter godere di tale inedita funzione è la semisconosciuta BirdyChat, sviluppata da una software house lettone di nome Fyello Productivity e che ad oggi conta solo una recensione su App Store e poco più di 5 mila download su Google Play. Arriverà anche il tempo di nomi ben più grossi come Telegram, Signal e iMessage, ma intanto la novità è esplorabile con una manciata di tap sullo schermo. Dal menù delle impostazioni bisogna infatti seguire il percorso «Account» > «Chat di terzi» > «Attiva» > «Continua» e selezionare poi le app esterne da cui si desidera ricevere messaggi (al momento solo BirdyChat, per l’appunto). Dopodiché occorre scegliere tra visualizzazione combinata o separata: nel primo caso – si legge – «WhatsApp e le chat di terzi saranno combinate nella stessa casella di posta», mentre nel secondo «le chat di terzi saranno in una cartella separata all’interno della posta principale». Infine un ultimo tocco su «Attiva» renderà operativo il collegamento, che ad ogni modo resterà revocabile (ed eventualmente riattivabile) in qualsiasi istante.
Il nodo della privacy
Fino a qui tutto chiaro: come riassume il centro assistenza, tale procedimento consentirà di «inviare messaggi, foto, video, messaggi vocali e documenti con gli utenti dei servizi di messaggistica supportati che siano stati integrati su WhatsApp». Più difficile è invece farsi un’idea di come le piattaforme esterne tutelino (o meno) la privacy, se è vero che è la stessa WhatsApp ad avvisare gli utenti che queste ultime «hanno le proprie normative e potrebbero gestire i dati in modo diverso». Per quanto riguarda BirdyChat nessun problema, protetta com’è anch’essa da crittografia end-to-end. Ma in generale la raccomandazione numero uno è sempre quella di prendere attentamente visione delle policy sul tema di ogni nuovo contratto che si ha intenzione di sottoscrivere. Non a caso Meta invita anche a tenere presente non solo che «le truffe e lo spam potrebbero essere più comuni quando si inviano messaggi con app di terzi», ma anche che in questo modo «gli utenti che hai bloccato su WhatsApp potrebbero inviarti messaggi». A ognuno il compito di decidere se ne valga la pena.








