2026-01-18 22:01:00
Che cosa possono fare delle cuffie a trasmissione ossea? Farci sentire musica in piscina mentre nuotiamo senza problemi di infiltrazioni e di aggiustamenti, né limitare l’uso dei tappi auricolari. La tecnologia di bandiera di Shokz, di cui abbiamo già parlato largamente in passato, dispiega sulla carta tutti i suoi vantaggi negli Shokz OpenSwim Pro, che nascono proprio per questo: far ascoltare musica mentre si nuota o si fa genericamente sport.
Anche se indirizzati, come dice il nome, a chi fa nuoto, questi auricolari possono infatti diventare molto utili anche in altri contesti come la corsa e l’outdoor in genere, grazie alla loro struttura assolutamente impermeabile, alla memoria interna per MP3 in streaming e alla solidità.
Li abbiamo provati per comprendere vantaggi e svantaggi, qualità musicale e autonomia, e capire se il prezzo, significativo anche per i prodotti Shokz (199 euro sia sul sito ufficiale che su Amazon), trovi un riscontro nelle peculiarità e nella qualità del dispositivo.
Sport, ma con cura
Lo sport, o meglio il mercato degli accessori per lo sport, si è affinato moltissimo negli ultimi anni, tanto che oggi chiunque si dedichi ad un livello anche amatoriale ad una qualunque attività vuole poter contare su tecnologia e qualità, e le Shokz OpenSwim Pro non contravvengono alla regola.
Realizzate interamente in gomma morbida, le nuove Shokz OpenSwim Pro sono leggere e si indossano molto bene
Shokz mette nella scatola, oltre alle cuffie vere e proprie, una custodia in gomma idrorepellente, un cavo di ricarica con connettore USB-C e due tappi per le orecchie, un accessorio indispensabile per chi fa nuoto.
Le cuffie sono molto leggere, circa 27 grammi, e sono interamente coperte in gomma bicolore (nero e arancio o nero e grigio), sagomate per adattarsi ad ogni conformazione fisica. Non dovendo entrare nelle orecchie, il problema della misura non sussiste e non ci sono infatti adattatori di nessun tipo.
I controlli sono essenziali. Ci sono un pulsante principale multifunzione e due tasti per il volume che svolgono anche alcune azioni secondarie. Sono facili da usare, anche se la loro forma poco sporgente richiede un minimo di abitudine, soprattutto mentre si nuota.
Il connettore per la ricarica è di tipo proprietario. Non è una novità per Shokz (diversi suoi prodotti hanno cavi non standard) per garantire una maggiore tenuta all’acqua e all’umidità.
Qui il sistema è anche più giustificato, anche se suscita qualche preoccupazione: in caso di rottura del cavo si deve andare alla ricerca di un sostituto, cosa non certo facile come comprare un cavo USB-C.
Le ossa sono le nuove orecchie
L’altro aspetto che rende le cuffie interessanti e di fatto quasi uniche nel loro contesto è la trasmissione ossea.
Questa tecnologia, come accennato, non è una novità: ne abbiamo già parlato qui a Macitynet diverse volte (anche molti anni fa), ma non è poi così diffusa e vale la pena ripetere alcuni concetti.
La conduzione ossea è alla base della nascita del marchio Shokz, che ha puntato a creare dispositivi che lasciano, grazie ad essa, libero il canale uditivo. Anche se da qualche tempo il brand americano sta lavorando anche su auricolari tradizionali (anche se sempre “open”, come dimostra il recente annuncio al CES dei nuovi Shokz OpenFit Pro), è qui che tecnicamente gli OpenSwim Pro mostrano il loro significato di base.
Le Shokz OpenSwim Pro, come altri modelli a trasmissione ossea, fanno percepire la musica provocando la vibrazione delle ossa che a loro volta la inviano alla coclea, che è poi il recettore vero e proprio dell’audio. In questo modo la coclea non riconosce la musica tramite la vibrazione e la pressione dell’aria che entra nell’orecchio, come nelle cuffie classiche, ma dalla vibrazione trasmessa dalle ossa.

La prova del nove: dopo più di qualche immersione, le cuffie hanno continuato a funzionare regolarmente senza problemi
La trasmissione ossea annovera sicuramente il fatto di lasciare il canale uditivo libero, il che significa che le cuffie non isolano dal mondo esterno: i suoni passano tutti e, in ottica sportiva, questo significa che le indicazioni dell’allenatore arrivano tranquillamente, così come tutti gli altri rumori ambientali.
Altro vantaggio, molto importante in questo modello pensato per il nuoto, è che si possono usare tappi per le orecchie, indispensabili per evitare che l’acqua entri nel canale uditivo e, ristagnando, favorisca irritazioni e infezioni, come la classica otite del nuotatore.
Streaming ovunque
Dal punto di vista ergonomico le Shokz OpenSwim Pro sono comode e non stringono: si indossano appoggiandole davanti alle orecchie, restano stabili grazie all’archetto posteriore e, non entrando nel condotto uditivo, non creano punti di pressione nemmeno durante sessioni prolungate.
Una volta indossate, le cuffie si connettono a una sorgente, nel nostro caso un iPhone, e possono riprodurre qualunque tipo di audio in streaming. I test sono stati effettuati perlopiù usando audio da Spotify, sia durante le sessioni in strada che in piscina.
Per i test (e per le foto) abbiamo approfittato dell’ospitalità della Piscina Arioli Venegoni (Milanosport), che ci ha gentilmente concesso di effettuare le immagini che vedete in queste pagine, anche se le prove sono state svolte pure in altri ambienti.

Le cuffie Shokz OpenSwim Pro si indossano bene anche se, come il nostro manichino Jack, avete le orecchie piccole, perché la forma è salda e ferma
La tecnologia, vantaggi e svantaggi
La riproduzione musicale è il vero cuore delle Shokz OpenSwim Pro e il punto su cui va fatta più chiarezza, perché l’esperienza cambia a seconda che ci si trovi fuori dall’acqua o immersi, e dalla fonte utilizzata (Bluetooth o memoria interna).
Sopra la superficie, le cuffie funzionano come un normale auricolare a conduzione ossea: collegate via Bluetooth allo smartphone, permettono di ascoltare musica in streaming, podcast e qualsiasi altro contenuto audio.
La portata del segnale Bluetooth (5.4) è davvero molto buona, tanto che ha coperto più o meno tutta l’ampiezza della piscina al coperto, pur lasciando lo smartphone chiuso in borsa a bordo vasca, permettendoci di effettuare i primi test in streaming senza problemi.
La qualità della musica è quella tipica di questa tecnologia, quindi corretta e ben bilanciata sui medi, ma inevitabilmente lontana da quella di auricolari tradizionali.
Shokz dispone delle tecnologie più sofisticate nel campo della conduzione ossea, ma non può ovviare ai suoi limiti fisici e quindi la musica non può avere la stessa qualità di quella riprodotta da auricolari classici.
Il suono degli OpenSwim Pro è abbastanza ricco e variegato, ma può apparire un po’ piatto, meno esteso nella gamma bassa e con una prevalenza dei medi. Possiamo paragonarlo a quello di un discreto paio di auricolari in-ear, non a quello di auricolari tradizionali da 200 euro, che è il prezzo degli OpenSwim Pro.
In contesti come la corsa o l’allenamento all’aperto l’esperienza resta comunque piacevole e adeguata allo scopo, che non è l’ascolto audiofilo ma l’accompagnamento all’attività fisica.
In acqua altra musica
In acqua, però, lo scenario cambia per due ragioni.
La prima è che il segnale Bluetooth diventa instabile non appena la testa viene immersa, un limite fisico noto e inevitabile. Pretendere di usare le OpenSwim Pro per ascoltare musica in Bluetooth non è però né lo scenario ideale né il target progettato da Shokz, che lo sconsiglia apertamente.
Del resto è difficile immaginare di nuotare in una piscina pubblica restando nel raggio di azione di un telefono per evidenti ragioni. La principale è che, come minimo, si dovrebbe avere qualcuno che custodisca lo smartphone e segua avanti e indietro l’allenamento. Lasciare il telefono a bordo piscina non è sempre un’ipotesi rassicurante.
In alternativa si potrebbe usare una fascia da braccio, ma un oggetto di questo tipo, poco idrodinamico e poco comodo, sarà sicuramente rifiutato da un appassionato nuotatore.
Shokz pensa le OpenSwim Pro da usare con una custodia impermeabile da braccio e con la riproduzione in locale tramite la memoria interna da 32 GB, una quantità enorme se rapportata alle dimensioni dei file.
Caricando musica in formato MP3 o M4A, le cuffie diventano completamente autonome e garantiscono una riproduzione continua, senza interruzioni e senza dipendere da uno smartphone a bordo vasca o al braccio.
La gestione dei file MP3, che su macOS si può fare tramite l’App Musica, ricorda un po’ i tempi passati nell’era dello streaming, ma non rappresenta un problema. Il passaggio dei dati dal computer alle cuffie è molto semplice, dato che una volta collegate alla porta USB-C si presentano come una chiavetta USB.
Lo switch tra ascolto in locale e in streaming si effettua tramite l’app a corredo, che serve anche per aggiornare il firmware e modificare il funzionamento dei pulsanti sulle cuffie.
La conduzione ossea, in questo contesto, mostra tutti i suoi vantaggi: è il secondo aspetto da tenere in considerazione che conferisce alle Shokz OpenSwim Pro un vantaggio rispetto alla concorrenza.

Nessun problema a usare le cuffie sott’acqua: solo il segnale Bluetooth va a strappi, ma ci sono ben 32 GB di musica archiviabile in locale da usare in questo caso
Non avendo nulla inserito nel condotto uditivo, non ci sono problemi di infiltrazioni d’acqua, di adattamento o di continui aggiustamenti durante la nuotata.
Inoltre, l’uso dei tappi per le orecchie, consigliabile per motivi sanitari, non solo non penalizza l’ascolto, ma può addirittura migliorarlo: riducendo il rumore ambientale della piscina e isolando il condotto uditivo, i tappi rendono la musica più percepibile e controllata, soprattutto nei passaggi ritmici.
Anche qui la qualità non è, e non potrebbe essere, quella di un paio di AirPods Pro di ultima generazione, ma il compromesso tecnico ha senso. In un’ottica sportiva, quando si nuota, si corre o si fa palestra, lo scopo delle cuffie non è produrre musica con la massima qualità possibile, ma aumentare la concentrazione.
Nel caso specifico del nuoto, del resto, non ci sono molti altri modi per ottenere ciò che fanno le OpenSwim Pro e pareggiarne qualità e funzioni.

Fuori e dentro l’acqua, con streaming nel primo caso e musica archiviata in locale nel secondo
Fuori dalla piscina e autonomia
Anche se le Shokz OpenSwim Pro sono progettate per l’uso in ambiente acquatico — piscina, ma anche mare con qualche attenzione in più per via del sale, e sport dove l’acqua è presente in vari modi, come barca o canoa — nulla vieta di usarle anche per attività più classiche come la corsa o la palestra.
Essendo pensate per resistere all’immersione, cosa che fanno molto bene come mostrano anche alcune immagini, non temono in alcun modo pioggia, sudore, polvere o fango. Considerata la struttura in gomma morbida, possono essere maltrattate in molti modi, anche piegate e ripiegate su se stesse senza problemi.
Sostanzialmente, se si pratica sport di qualunque tipo in cui può capitare di fare i conti con acqua e ambienti non ideali, non ci sono molti concorrenti diretti delle OpenSwim Pro.
La durata della batteria è molto buona: 9 ore di riproduzione continua nelle dichiarazioni ufficiali, una stima che possiamo avvallare considerando che, dopo una sessione di oltre quattro ore di sport, le cuffie erano ancora ben al di sopra del 60% di carica.
Conclusioni
Comode, tecnologicamente avanzate e dotate di caratteristiche peculiari — come quella di funzionare anche sott’acqua, con i dovuti accorgimenti nella scelta della fonte — le Shokz OpenSwim Pro si fanno apprezzare sin da subito perché incarnano bene lo spirito dello sportivo.
Il nome può risultare ingannevole perché, pur nate con in mente il nuoto, le OpenSwim Pro sono adatte a molti altri sport dove possono mettere in mostra i loro punti di forza: impermeabilità totale, solidità costruttiva e comodità.
Si deve accettare qualche compromesso nella qualità audio, in particolare nella resa di bassi e alti, ma considerata la tecnologia necessaria per funzionare nei contesti per cui sono progettate non c’è molto da recriminare.
Il costo non è popolare, ma il prodotto vale la spesa, soprattutto tenendo conto che si rivolge a una clientela con esigenze molto specifiche.
Pro:
• Comode, leggere, polivalenti
• La conduzione ossea offre libertà inaspettate
• La memoria interna ovvia alla problematica del segnale in acqua
Contro:
• Sott’acqua solo musica in locale
• Costo importante
• Pensate perlopiù per chi fa sport
Prezzo:
• 199,00 € (versione Rossa)
• 199,00 € (versione Grigia)
Shokz OpenSwim Pro è disponibile a partire dal sito web italiano della casa madre, ma lo si può trovare più comodamente anche presso Amazon.it.
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