2026-01-11 08:33:00
Due giorni dopo il vertice della coalizione dei volenterosi, Emmanuel Macron ha incontrato in una riunione a porte chiuse tute le forze politiche rappresentate in Parlamento per presentare loro il piano di dispiegamento di diverse migliaia di soldati francesi in Ucraina, una volta concluso un accordo di pace. Secondo la leader del gruppo parlamentare France Insoumise Mathilde Pano, la Francia potrebbe inviare “6mila soldati” in Ucraina.
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Il Regno Unito, invece, mobiliterà 200 milioni di sterline (230 milioni di euro) per preparare il suo esercito in vista di un futuro dispiegamento di una forza multinazionale.
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Nell’ultima settimana, la Russia ha lanciato contro l’Ucraina quasi 1100 droni d’attacco, oltre 890 bombe guidate e piu’ di 50 missili di vario tipo: balistici, alati e anche a medio raggio Oreshnik. Lo ha riferito il presidente ucraino Volodymnyr Zelensky su Telegram. “In molte regioni la situazione rimane difficile dopo gli attacchi russi alle nostre infrastrutture critiche”, ha spiegato. Zelensky ha accusato Mosca di “continui attacchi terroristici” contro “obiettivi che non hanno alcun senso dal punto di vista militare: centrali elettriche, edifici residenziali”. Non solo. “Hanno aspettato appositamente il freddo gelido per peggiorare la situazione della nostra gente. Si tratta di un terrorismo russo consapevole e cinico proprio contro le persone”, ha insistito. “Ringrazio tutti coloro che lavorano per l’Ucraina. In questo momento è particolarmente importante la stabilità interna e il lavoro per rafforzare la nostra difesa. Abbiamo bisogno di un sostegno stabile all’Ucraina, alla nostra difesa, di una diplomazia coordinata per la pace. Ringrazio tutti i partner che lavorano con noi in questo senso”, ha concluso.
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“Oggi si vive nel mondo una lotta, a volte cruenta, con guerre, tra autoritarismo e democrazia. Bisogna vedere la realtà: Trump e Putin non sono dalla parte della democrazia. Sono dalla stessa parte, quella dell’autoritarismo”. Così lo scrittore Javier Cercas in un’intervista al Corriere della Sera. “L’unica possibilità certa della vittoria della democrazia, che oggi è in pericolo, è che l’Europa si unisca – osserva – perché l’Europa è il luogo in cui la democrazia è ancora viva, è più solida. Per questa ragione Trump e Putin vogliono disarticolarla”. Per Cercas in Europa “dobbiamo decidere se essere indipendenti dagli Usa e creare un’unione vera. Se l’Europa è veramente unita può competere con gli Stati Uniti e la Russia, da tutti i punti di vista”. E aggiunge: “Se esistesse un esercito europeo, Mosca non potrebbe fare quello che sta facendo. Ogni giorno è più urgente capire che gli Usa non sono più un alleato. O andiamo verso un’Europa unita, indipendente, con una forza militare e con una politica estera unica, oppure tutto andrà sempre peggio”. Ai leader europei chiede quindi “di camminare insieme”, “mentre invece sembrano spesso pensare solo alle prossime elezioni”. Cercas sostiene anche che “sarebbe ridicolo andare alla guerra con” Trump. E, dunque, “la diplomazia è l’unica strada nel rapporto con gli Stati Uniti. Dall’altra parte, bisogna lavorare molto più intensamente per diventare completamente indipendenti in tutti i sensi dagli Stati Uniti”. Se è contento che Maduro non sia più al suo posto, “ovviamente sì. Era un tiranno, un dittatore – è la sua risposta – È una vergogna che una parte della sinistra europea lo abbia appoggiato”. Ma aggiunge: “quello scelto dall’America non era il modo giusto di agire”. La strada migliore per i venezuelani “sarebbe che il potere fosse restituito al popolo, ma il proposito di Trump purtroppo non è questo. Anche gli ex collaboratori di Maduro non credono alla democrazia”.
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Al vertice dei Volenterosi del 7 gennaio a Parigi, sullo sfondo delle tensioni sulla Groenlandia, si è parlato di Ucraina, certo e di come i Paesi europei potrebbero vigilare sui confini che potrebbero nascere da un eventuale accordo di pace. Ma quello di cui non si è parlato era probabilmente il tema al centro della questione: i rapporti con gli Usa. Ecco cosa sta cambiando
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Una giovane donna ferita ieri in un attacco ucraino sulla città russa di Voronezh è morta in ospedale. Lo ha dichiarato il governatore regionale di Voronezh Alexander Guusev. Nel bombardamento effettuato con droni erano stati colpiti più di dieci abitazioni private, una scuola e diversi edifici amministrativi. Voronezh ha subito ieri “uno dei peggiori attacchi di droni dall’inizio dell’operazione militare speciale”, ha detto Gusev.
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Il ministero della Difesa russo ha ufficializzato il 30 dicembre 2025 che il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da due ricercatori statunitensi che qualche giorno fa hanno scoperto, studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un’ex base aerea nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata poi utilizzata tra l’8 e il 9 gennaio per colpire Leopoli. Ma di cosa si tratta?
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Il tenente generale Fanil Sarvarov (CHI ERA), ucciso ieri mattina a Mosca nell’esplosione di un’autobomba, è l’ultima figura di rilievo russa assassinata dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, ordinata da Vladimir Putin nel 2022. Ecco la sequenza di attentati per i quali Mosca accusa i servizi ucraini.
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La Russia ha attaccato nella notte l’Ucraina con 154 droni, per la maggior parte abbattuti. Lo riferisce Rbc-Ucraina citando il canale Telegram dell’Aeronautica ucraina. Dei droni inviati, 125 sono stati distrutti da aviazione, forze missilistiche antiaeree, unita’ di guerra elettronica e sistemi senza pilota.
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Diverse esplosioni sono state avvertite a Kiev circa un’ora dopo la mezzanotte, secondo quanto riportato da un giornalista del Kiyv Indipendent presente sul posto. Il portale del consiglio comunale della capitale ucraina, in un messaggio su Telegram ha invitato la popolazione a recarsi nei rifugi e le sirene hanno suonato nella città.
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Diverse esplosioni sono state avvertite a Kiev circa un’ora dopo la mezzanotte, secondo quanto riportato da un giornalista del Kiyv Indipendent presente sul posto. Il portale del consiglio comunale della capitale ucraina, in un messaggio su Telegram ha invitato la popolazione a recarsi nei rifugi e le sirene hanno suonato nella città.
Due giorni dopo il vertice della coalizione dei volenterosi, Emmanuel Macron ha incontrato in una riunione a porte chiuse tute le forze politiche rappresentate in Parlamento per presentare loro il piano di dispiegamento di diverse migliaia di soldati francesi in Ucraina, una volta concluso un accordo di pace. Secondo la leader del gruppo parlamentare France Insoumise Mathilde Pano, la Francia potrebbe inviare “6mila soldati” in Ucraina.
Il Regno Unito, invece, mobiliterà 200 milioni di sterline (230 milioni di euro) per preparare il suo esercito in vista di un futuro dispiegamento di una forza multinazionale.
Gli approfondimenti:
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Zelensky: “Dalla Russia 1110 droni, 890 bombe e 50 missili”
Nell’ultima settimana, la Russia ha lanciato contro l’Ucraina quasi 1100 droni d’attacco, oltre 890 bombe guidate e piu’ di 50 missili di vario tipo: balistici, alati e anche a medio raggio Oreshnik. Lo ha riferito il presidente ucraino Volodymnyr Zelensky su Telegram. “In molte regioni la situazione rimane difficile dopo gli attacchi russi alle nostre infrastrutture critiche”, ha spiegato. Zelensky ha accusato Mosca di “continui attacchi terroristici” contro “obiettivi che non hanno alcun senso dal punto di vista militare: centrali elettriche, edifici residenziali”. Non solo. “Hanno aspettato appositamente il freddo gelido per peggiorare la situazione della nostra gente. Si tratta di un terrorismo russo consapevole e cinico proprio contro le persone”, ha insistito. “Ringrazio tutti coloro che lavorano per l’Ucraina. In questo momento è particolarmente importante la stabilità interna e il lavoro per rafforzare la nostra difesa. Abbiamo bisogno di un sostegno stabile all’Ucraina, alla nostra difesa, di una diplomazia coordinata per la pace. Ringrazio tutti i partner che lavorano con noi in questo senso”, ha concluso.
Cercas: “Trump e Putin sono dalla parte dell’autoritarismo”
“Oggi si vive nel mondo una lotta, a volte cruenta, con guerre, tra autoritarismo e democrazia. Bisogna vedere la realtà: Trump e Putin non sono dalla parte della democrazia. Sono dalla stessa parte, quella dell’autoritarismo”. Così lo scrittore Javier Cercas in un’intervista al Corriere della Sera. “L’unica possibilità certa della vittoria della democrazia, che oggi è in pericolo, è che l’Europa si unisca – osserva – perché l’Europa è il luogo in cui la democrazia è ancora viva, è più solida. Per questa ragione Trump e Putin vogliono disarticolarla”. Per Cercas in Europa “dobbiamo decidere se essere indipendenti dagli Usa e creare un’unione vera. Se l’Europa è veramente unita può competere con gli Stati Uniti e la Russia, da tutti i punti di vista”. E aggiunge: “Se esistesse un esercito europeo, Mosca non potrebbe fare quello che sta facendo. Ogni giorno è più urgente capire che gli Usa non sono più un alleato. O andiamo verso un’Europa unita, indipendente, con una forza militare e con una politica estera unica, oppure tutto andrà sempre peggio”. Ai leader europei chiede quindi “di camminare insieme”, “mentre invece sembrano spesso pensare solo alle prossime elezioni”. Cercas sostiene anche che “sarebbe ridicolo andare alla guerra con” Trump. E, dunque, “la diplomazia è l’unica strada nel rapporto con gli Stati Uniti. Dall’altra parte, bisogna lavorare molto più intensamente per diventare completamente indipendenti in tutti i sensi dagli Stati Uniti”. Se è contento che Maduro non sia più al suo posto, “ovviamente sì. Era un tiranno, un dittatore – è la sua risposta – È una vergogna che una parte della sinistra europea lo abbia appoggiato”. Ma aggiunge: “quello scelto dall’America non era il modo giusto di agire”. La strada migliore per i venezuelani “sarebbe che il potere fosse restituito al popolo, ma il proposito di Trump purtroppo non è questo. Anche gli ex collaboratori di Maduro non credono alla democrazia”.
L’Europa può contare sul sostegno degli Usa in Ucraina?
Al vertice dei Volenterosi del 7 gennaio a Parigi, sullo sfondo delle tensioni sulla Groenlandia, si è parlato di Ucraina, certo e di come i Paesi europei potrebbero vigilare sui confini che potrebbero nascere da un eventuale accordo di pace. Ma quello di cui non si è parlato era probabilmente il tema al centro della questione: i rapporti con gli Usa. Ecco cosa sta cambiando
L’Europa può contare sul sostegno degli Usa in Ucraina?
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Mosca, morta giovane ferita in attacco Kiev su Voronezh
Una giovane donna ferita ieri in un attacco ucraino sulla città russa di Voronezh è morta in ospedale. Lo ha dichiarato il governatore regionale di Voronezh Alexander Guusev. Nel bombardamento effettuato con droni erano stati colpiti più di dieci abitazioni private, una scuola e diversi edifici amministrativi. Voronezh ha subito ieri “uno dei peggiori attacchi di droni dall’inizio dell’operazione militare speciale”, ha detto Gusev.
Missile ipersonico russo Oreshnik, cos’è e dove può colpire
Il ministero della Difesa russo ha ufficializzato il 30 dicembre 2025 che il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da due ricercatori statunitensi che qualche giorno fa hanno scoperto, studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un’ex base aerea nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata poi utilizzata tra l’8 e il 9 gennaio per colpire Leopoli. Ma di cosa si tratta?
Missile ipersonico russo Oreshnik, cos’è e dove può colpire
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Attentati in Russia, le vittime tra ufficiali e fedelissimi di Putin
Il tenente generale Fanil Sarvarov (CHI ERA), ucciso ieri mattina a Mosca nell’esplosione di un’autobomba, è l’ultima figura di rilievo russa assassinata dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, ordinata da Vladimir Putin nel 2022. Ecco la sequenza di attentati per i quali Mosca accusa i servizi ucraini.
Attentati in Russia, le vittime tra ufficiali e fedelissimi di Putin
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Kiev: 154 droni da Russia. Quasi tutti abbattuti
La Russia ha attaccato nella notte l’Ucraina con 154 droni, per la maggior parte abbattuti. Lo riferisce Rbc-Ucraina citando il canale Telegram dell’Aeronautica ucraina. Dei droni inviati, 125 sono stati distrutti da aviazione, forze missilistiche antiaeree, unita’ di guerra elettronica e sistemi senza pilota.
Esplosioni a Kiev, suonano le sirene
Diverse esplosioni sono state avvertite a Kiev circa un’ora dopo la mezzanotte, secondo quanto riportato da un giornalista del Kiyv Indipendent presente sul posto. Il portale del consiglio comunale della capitale ucraina, in un messaggio su Telegram ha invitato la popolazione a recarsi nei rifugi e le sirene hanno suonato nella città.