2026-01-13 23:10:00
“Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni”: è quanto hanno scritto Alberto Trentini e la famiglia in una dichiarazione letta dall’avvocata Alessandra Ballerini all’uscita dall’aeroporto di Ciampino. “Gioia immensa toccare la mia bella Italia. Abbracciare i miei figli è stato un piacere immenso”, ha riferito Burlò, per poi sottolineare: “Sono stato sequestrato in un modo abbastanza disumano. Violenze fisiche io onestamente non ne ho avute ma psicologiche sì” (VIDEO). Ora “lavoriamo per liberare gli altri italiani, ce ne sono 42 detenuti dei quali 24 sono politici, però hanno passaporto italiano e venezuelano, ma anche loro devono rientrare”, ha dichiarato Tajani. Ieri, Mattarella ha chiamato la madre di Trentini: “Dopo la sofferenza condividiamo la gioia”, le ha detto.
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Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso
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La detenzione dell’italiano era iniziata il 15 novembre 2024. L’operatore umanitario si trovava in Venezuela da meno di un mese, per conto della Ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità. Il 46enne, che era arrivato a Caracas il 17 ottobre, era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava verso Guasdualito, per portare aiuti alle comunità locali. Ha trascorso 423 giorni in un carcere di massima sicurezza alle porte della capitale venezuelana. Ecco la sua storia
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Studenti dell’Università Centrale del Venezuela (Ucv), insieme a familiari dei detenuti e a organizzazioni per i diritti umani, si sono riuniti oggi nella Plaza del Rectorado di Caracas per chiedere la liberazione dei prigionieri politici detenuti dal regime chavista. I manifestanti hanno esposto cartelli e fotografie di alcuni degli oltre 900 detenuti che, secondo le denunce delle Ong, restano rinchiusi in carceri e centri di detenzione del Paese. La mobilitazione arriva a cinque giorni dall’annuncio del presidente del Parlamento chavista, Jorge Rodríguez, fratello della presidente de facto ad interim Delcy Rodríguez, che aveva promesso la scarcerazione di un “numero significativo” di prigionieri politici. Secondo le organizzazioni umanitarie, tuttavia, finora ne sarebbe stato liberato meno dell’8%. Nel corso di una conferenza stampa, i familiari hanno chiesto il rilascio “immediato e senza condizioni” di tutti i prigionieri politici e il rispetto delle garanzie fondamentali, denunciando ritardi, opacità nelle procedure e condizioni di reclusione definite disumane. La protesta si è svolta in modo pacifico ed è stata monitorata dalle forze di sicurezza dell’esecutivo, riferiscono i principali media indipendenti venezuelani.
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L’avvocato penalista ed ex procuratore venezuelano Zair Mundaray ha denunciato l’arresto arbitrario di 16 minori avvenuto lo scorso 5 gennaio a Barcelona, capoluogo dello stato di Anzoátegui. Secondo quanto riferito dal legale sui social network, i ragazzi sarebbero stati accusati di aver celebrato la cattura, da parte degli Stati Uniti, dell’ex presidente de facto Nicolás Maduro. I minori, residenti nei quartieri El Espejo e La Aduana, sarebbero stati fermati dalla polizia municipale e successivamente si sarebbero presentati davanti al giudice dei minori su indicazione – sempre secondo Mundaray – della procuratrice Jesmit Milano e del procuratore generale Tarek William Saab. Alla base del procedimento vi sarebbero accuse particolarmente gravi, tra cui associazione per delinquere, incitamento all’odio e tradimento della patria. I ragazzi sono stati trasferiti nel centro di reclusione del barrio Las Casitas di Barcelona, una struttura che, stando alla denuncia, non garantirebbe condizioni igienico-sanitarie adeguate alla detenzione di minori. Familiari e organizzazioni per i diritti umani parlano di detenzioni arbitrarie inserite in un clima di crescente repressione. In seguito, 15 dei 16 adolescenti sono stati rilasciati con misure cautelari, pur restando formalmente imputati.
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“Sono finalmente libero dopo 14 mesi trascorsi in un carcere venezuelano ingiustamente, voglio ringraziare il governo, l’ambasciatore, l’arcivescovo e tutte le autorità che hanno portato me e Alberto in libertà. Vi ringrazio moltissimo e non vedo l’ora di tornare in Italia e riabbracciare la mia famiglia”. Lo ha detto Mario Burlò, liberato nelle scorse ore in Venezuela dove era detenuto
“,”postId”:”3ec2e592-7a6e-4c13-ba3c-26da6922c3f3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T20:56:00.500Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T21:56:00+0100″,”video”:{“videoId”:”1065655″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/venezuela-trentini-libero-ringrazio-meloni-e-tajani-1065655″},”altBackground”:true,”title”:”Venezuela, Trentini libero: “Ringrazio Meloni e Tajani””,”content”:”
“Sono Alberto Trentini. Sono qui nella residenza dell’ambasciata italiana a Caracas. Sono libero. Desidero ringraziare il Presidente del Consiglio, il governo, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato ed ha portato a termine la liberazione mia e di Mario Burlo'”. Lo afferma Alberto Trentini, nel giorno della sua liberazione dalle carceri venezuelane. Trentini aggiunge: “Sono in partenza per l’Italia, molto presto, e non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia”.
“,”postId”:”ce4091fd-b7c3-4fab-ac4d-76b4edcaf147″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T20:47:12.098Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T21:47:12+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cabello: “Necessari test Dna per identificare vittime raid Usa””,”content”:”
Il raid degli Stati Uniti a Caracas del 3 gennaio scorso ha ridotto i corpi delle vittime “a pezzetti”, tanto che per identificarle sono in corso test del Dna sui resti. E’ quanto ha detto Diosdato Cabello, il falco del governo di Nicolas Maduro, rimasto ministro dell’Interno ora nel nuovo governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez.
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“Hanno condotto un completo oltraggio al Venezuela mentre la gente dormiva”, ha detto del raid in cui sono rimaste uccise almeno 100 persone, metà delle quali membri delle forze di sicurezza venezuelane o cubane, che fornivano la protezione a Maduro che è stato catturato, insieme alla moglie, del blitz degli americani.
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Cabello, sulla cui testa pende una taglia Usa di 25 milioni di dollari e controlla i servizi di intelligence e i temuti ‘colectivos’, una milizia che intimidisce gli oppositori, ha ribadito la richiesta della liberazione di Maduro, e affermato che il Paese è ancora controllato dalle forze bolivariane. “Il Paese è calmo, in pace e sta tornando alla normalità, dobbiamo andare avanti”, ha poi però aggiunto.
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Non solo Luigi Gasperin, Biagio Pilieri, Alberto Trentini e Mario Burlò, recentemente liberati e tornati (o di ritorno) in Italia. Nelle carceri del Venezuela ci sono altri detenuti 42 italiani con doppia nazionalità: 24 di loro si ritiene siano rinchiusi per motivi politici. Ecco chi sono e cosa sappiamo finora sulle loro vicende.
“,”postId”:”37d0a69b-13af-4b8d-aa7e-3998e07e18c3″,”postLink”:{“title”:”Venezuela, in carcere 42 italiani con doppio passaporto: chi sono”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/13/venezuela-detenuti-italiani-cosa-sappiamo”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/4910e9c114ff9991c79d549de78e2349a8d8bcd1/skytg24/it/mondo/2026/01/13/venezuela-detenuti-italiani-cosa-sappiamo/venezuela-carcere-caracas.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-13T20:02:00.812Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T21:02:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, Trentini e Burlò arrivati in Italia: l’abbraccio con i familiari”,”content”:”
Alberto Trentini e Mario Burlò sono tornati in Italia. Erano stati rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Il loro aereo è atterrato a Ciampino. Ad accoglierli la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani
“,”postId”:”c3864895-ffc5-4f06-a2d9-27c9fca9fd0d”,”postLink”:{“title”:”Trentini e Burlò arrivati in Italia: l’abbraccio con i familiari”,”url”:”https://tg24.sky.it/cronaca/video/2026/01/13/trentini-e-burlo-arrivati-in-italia-a-ciampino-video-1065720″,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/480694aa0fce70207602e07f6d8380e47f1eb91c/skytg24/it/cronaca/video/2026/01/13/trentini-e-burlo-arrivati-in-italia-a-ciampino-video-1065720/trentini_burl_italia_abbraccio.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-13T19:33:00.917Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T20:33:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, Tajani: “Ancora 24 italiani detenuti politici, nostro impegno prosegue””,”content”:”
Dopo l’arrivo in Italia di Trentini e Burlò, il ministro degli Esteri riferisce in un’informativa al Senato sulla situazione dei detenuti italiani in Venezuela: “La liberazione di Alberto Trentini e degli altri connazionali che sono stati rilasciati in questi giorni è un importante passo in avanti per chiudere una pagina dolorosa. Ci sono ancora 42 detenuti italiano-venezuelani”
“,”postId”:”8d610a8e-6541-43c6-9dfd-b846f0c5a2e5″,”postLink”:{“title”:”Venezuela, Tajani: ‘Ancora 24 italiani detenuti politici'”,”url”:”https://tg24.sky.it/politica/video/2026/01/13/venezuela-tajani-nostro-impegno-prosegue-ancora-24-italiani-detenuti-politici-1065791″,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/1edb586dc14464fa086295543535b13173ae9032/skytg24/it/politica/video/2026/01/13/venezuela-tajani-nostro-impegno-prosegue-ancora-24-italiani-detenuti-politici-1065791/tajani_13_gennaio_2026_ANSA.jfif?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-13T19:23:32.319Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T20:23:32+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Puntiamo a 50 milioni di barili di greggio””,”content”:”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito l’operazione che ha condotto l’arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro “un attacco impeccabile”. “E ci hanno chiesto di aiutarli. Parliamo di cinquanta milioni di barili di petrolio, che valgono cinque miliardi di dollari, e lo abbiamo fatto. Stiamo lavorando con il popolo venezuelano”, ha detto parlando al Detroit Economic Club.
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“Ho fatto rinascere il Venezuela. Questo farà bene a loro e agli Stati Uniti”. Lo ha detto Donald Trump parlando a Detroit. “Otterremo milioni e milioni di barili di petrolio”, ha aggiunto.
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Il ministro degli Interni del Venezuela, Diosdado Cabello, ha affermato oggi in una conferenza stampa che la questione del traffico di droga è stata solo un pretesto per consentire agli Stati Uniti di mettere le mani sul petrolio del Paese. “Il Cartel de lo soles non è mai esistito, era solo una narrativa per giustificare l’aggressione al nostro Paese ed è già stata smentita dagli stessi Stati Uniti. Il motivo reale era il petrolio, e di questo siamo convinti”, ha detto Cabello in controtendenza con le ultime dichiarazioni del governo che privilegiano adesso la cooperazione con gli Usa proprio in materia di energia. Il ministro che controlla le forze di sicurezza e le milizie civili del governo chavista esponeva i risultati di un’operazione antidroga condotta il 6 gennaio e che ha portato al sequestro di 6 tonnellate e mezzo di stupefacenti (tra marijuana e cocaina), ma ha risposto anche a una domanda sulla situazione della vita quotidiana nel Venezuela. Secondo Cabello “è falso che che ci siano negozi chiusi e poca gente nelle strade”, ma ha ammesso che l’atmosfera nel Paese è quella di una “quiete tesa”. “Non siamo mai stati bombardati prima, la gente ha paura di quello che potrebbe succedere”, ha detto.
“,”postId”:”d9de589e-fb46-47f9-9c5f-d31866a0f2ee”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T18:15:32.004Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T19:15:32+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Rientra a Venezia la madre di Trentini”,”content”:”
Armanda Colusso, la mamma di Alberto Trentini, è rientrata poco fa nella sua abitazione del Lido di Venezia. La donna aveva lasciato casa ieri per andare ad abbracciare a Roma il figlio 46enne, liberato dopo 423 giorni di prigionia in Venezuela. Nella giornata di oggi è rientrata con il figlio, che però ha preferito riabbracciare i familiari lontano dal lido di Venezia e dalle telecamere che erano lì ad attenderlo. La donna non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
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“Smettiamola anche con quel giochino vergognoso – non se ne può più – di etichettare chi esprime delle critiche serie con coerenza rispetto a queste nuove dottrine. Qui non c’è nessun fan di Maduro, chi vi parla quando era presidente del Consiglio non lo ha riconosciuto. E attenzione, non sono neppure fan di Hamas, smettiamola con queste diffamazioni becere. Becere, perché noi un attimo dopo il 7 ottobre siamo stati i primi a intervenire, a condannare con fermezza la furia omicida scatenata da Hamas su civili inermi, ma se continuiamo a mettere al primo posto come nostra politica estera, la subalternità agli Stati Uniti a Trump che attacca Paesi sovrani in barba al diritto internazionale, allora rendiamoci conto che crolla tutto, crolla l’ordine mondiale, crolla il primato del diritto e il primato della politica”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, intervenendo in aula alla Camera dopo l’informativa del ministro Antonio Tajani su Venezuela e Iran.
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“Partecipo a nome del Movimento 5 Stelle alla gioia per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò e ringraziamo i politici, diplomatici, funzionari e agenti che hanno contribuito a questo risultato e ci stringiamo con questa gioia anche ai familiari”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, intervenendo in aula alla Camera dopo l’informativa del ministro Antonio Tajani su Venezuela e Iran.
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“Maduro era un tiranno amico degli ayatollah, che usano gli stessi mezzi del tiranno venezuelano ma in Iran purtroppo parliamo già di migliaia e migliaia di morti. Dov’è l’Ue sull’Iran? Come sempre una grande assente. Speriamo che il dialogo con Rodriguez” in Venezuela “sia una fase di transizione ma non dimentichiamo che è stata la vice di Maduro e quindi il domani dovrà necessariamente essere migliore. Siamo al fianco dei venezuelani per la loro libertà. Con grande schiettezza, noi che non abbiamo nulla da rimproverarci perché abbiamo sempre criticato Maduro e il regime in Iran, ribadiamo con forza l’autodeterminazione dei popoli”. Lo ha detto intervenendo in Aula della Camera dopo l’informativa del ministro degli Esteri Tajani, l’esponente della Lega Paolo Formentini.
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Alla Camera è in corso l’informativa del ministero degli Esteri Antonio Tajani sul Venezuela e sulla situazione iraniana. Dopo il ministro sono previsti gli interventi di di un rappresentante di gruppo per 10 minuti ciascuno.
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Applauso unanime dell’Aula della Camera per Mario Burrò e Alberto Trentini, quando il ministro degli Esteri Antonio Tajani ricorda, durante l’informativa, che i due italiani sono rientrati oggi dal Venezuela nel loro paese dopo la liberazione.
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Dopo l’informativa sulla tragedia di Crans Montana, il ministro degli Esteri Antonio Tajani svolge ora alla Camera l’informativa sulla situazione in Venezuela.
“,”postId”:”a0da091d-57d9-4517-b066-397b9ef9e789″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T14:22:21.819Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T15:22:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Machado smentisce Delcy: “Nessun rilascio di massa dei detenuti politici””,”content”:”
“Cinque giorni dopo l’annuncio ufficiale del rilascio di massa dei prigionieri politici, non ci sono prove che suggeriscano che la misura venga attuata come annunciato. La cifra di 116 prigionieri rilasciati, diffusa dal regime lunedì 12 gennaio, non riflette la realtà”. Lo si legge in una nota diffusa dai leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado e Edmundo González. “A mezzogiorno di martedì 13 gennaio, le organizzazioni per i diritti umani erano riuscite a verificare il rilascio di sole 56 persone. Questo numero rappresenta meno del 5% delle oltre 1.000 persone che rimangono ingiustamente imprigionate per motivi politici. Quelli rilasciati – prosegue il comunicato – sono quasi sempre sottoposti a misure di detenzione preventiva abusive. Gli elenchi di coloro che saranno rilasciati non sono stati pubblicati. Le famiglie dei prigionieri non sono state informate della procedura di rilascio. Centinaia di loro rimangono in veglia, accampati fuori dai centri di detenzione, in attesa di notizie, spendendo denaro che non hanno e mettendo a rischio la propria salute. Gli appelli delle organizzazioni venezuelane e internazionali che si battono per il rispetto dei diritti umani dei prigionieri politici vengono ignorati. Pertanto, il nostro messaggio al regime, al Venezuela e al mondo è chiaro: non può esserci transizione con i prigionieri politici, né può esserci libertà in Venezuela finché una singola persona viene perseguitata per motivi politici. La nostra richiesta rimane la stessa, unica, chiara e non negoziabile: il rilascio immediato, completo, incondizionato e verificabile di tutti i prigionieri politici”, conclude la nota.
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I resti dei 32 militari cubani morti a Caracas il 3 gennaio durante l’operazione delle forze speciali Usa per catturare il leader venezuelano Nicolás Maduro verranno rimpatriati giovedì a L’Avana. Lo riferisce oggi una nota del governo castrista di Miguel Miguel Díaz-Canel dove si annuncia anche la realizzazione di un “omaggio postumo” ai “combattenti caduti eroicamente durante la criminale aggressione perpetrata dal governo degli Stati Uniti contro la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela”. “Durante una cerimonia militare all’Aeroporto Internazionale José Martí de L’Avana – -prosegue la nota – (i caduti) riceveranno il primo omaggio postumo e successivamente le loro spoglie saranno trasportate in processione lungo la Avenida Rancho Boyeros fino alla sede del ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie”. Il governo cubano invita quindi la popolazione a rendere omaggio ai caduti durante la processione e nella camera ardente che verrà allestita all’interno del ministero e informa che “le salme verranno inumate nel Panteon dei Caduti in difesa della Patria”.
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Dopo una prigionia lunga, in condizioni difficili, con gli affetti lontani e in un quasi isolamento, il “rientro alla vita quotidiana non può essere un semplice ritorno alla normalità. E’ piuttosto un processo complesso di riadattamento. Lento”. Lo spiega all’Adnkronos Salute lo psicologo David Lazzari, presidente dell’Osservatorio benessere psicologico e salute, in merito al rientro di Alberto Trentini, Mario Burlò e gli altri connazionali che sono stati liberati in questi giorni dalle prigioni venezuelane.
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“L’isolamento prolungato e la privazione dei contatti”, come è successo a Trentini e Burlò, “producono effetti – che sono stati documentati da un punto di vista scientifico – sul funzionamento psicobiologico e neurobiologico, quindi sulla psiche e sul cervello in generale. Si tratta di alterazioni della percezione del tempo, di ipervigilanza, difficoltà di concentrazione e di decisione, disturbi del sonno, cambiamenti nella regolazione emotiva e anche nei rapporti con gli altri. Sono risposte adattive a una condizione estrema, non effetti di fragilità personale”, sottolinea Lazzari.
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Per questo, continua, “in questa fase iniziale, dopo la liberazione, è fondamentale favorire quella che tecnicamente viene definita una decompressione graduale del sistema psicofisiologico, evitando forzature e aspettative irrealistiche. Il recupero passa dalla ricostruzione di un senso di sicurezza, dalla ripresa progressiva delle relazioni affettive e sociali. E ovviamente anche da un supporto psicologico qualificato, che sia orientato non solo alla elaborazione dell’esperienza vissuta, ma anche alla ricostruzione della continuità di vita e di progetto. In questo modo possiamo dire che il rientro può trasformarsi in una risposta reale e non in un’ulteriore fonte di stress. No a forzature quindi che possono essere dannose, ma rispetto dei tempi individuali di adattamento”, conclude lo psicologo.
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Si è conclusa in Senato l’informativa del ministro degli esteri Antonio Tajani e il successivo dibattito. La seduta è ora sospesa e riprenderà alle 17 per esaminare il decreto sull’ex Ilva di Taranto.
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Si respira un’aria sospesa al Lido di Venezia, in attesa dell’arrivo di Alberto Trentini, il 46enne cooperante finalmente libero dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. Bocche cucite e massimo riserbo, così come durante il lunghissimo periodo di detenzione, tra amici, parenti, conoscenti. Nell’abitazione dei genitori, a due passi dalla parrocchia di Sant’Antonio, le tapparelle sono alzate ma nessuno si affaccia. Lì dentro ad attendere Trentini è rimasto solo il padre, costretto a casa per alcuni gravi problemi di deambulazione. La famiglia, che da sempre ha chiesto silenzio e riserbo, non ha fatto trapelare se il 46enne arriverà nel pomeriggio, in serata o se addirittura sarà scelto per il ricongiungimento un luogo differente, magari da qualche zio o parente, in centro a Venezia o nel trevigiano. In via Sandro Gallo, la strada che lambisce l’abitazione dei genitori, i negozi hanno un esposto palloncini bianchi rossi e verdi, a manifestare l’orgoglio italiano per la liberazione del cooperante.
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“Oggi si è aperta una nuova stagione per il Venezuela che porta con sé la speranza di stabilità e sviluppo. Una stagione al termine della quale un Venezuela prospero e libero avrà di nuovo il posto che merita nella comunità delle nazioni. Noi saremo al loro fianco a sostegno del cammino verso la democrazia e la libertà”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’informativa al Senato sugli sviluppi in Venezuela.
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“Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, con cui in questi mesi ho mantenuto uno stretto, costante raccordo, ha sempre manifestato il pieno sostegno dell’amministrazione americana per il rilascio dei nostri detenuti”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’informativa al Senato.
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“Ora che la stagione di Maduro, segnata da oppressione e violenza, è nel passato, il nostro obiettivo, come indicato dal Presidente del Consiglio, è avviare una fase nuova, attivando un partenariato positivo con le Autorità guidate da Delcy Rodriguez”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’informativa al Senato. “Il rilascio dei prigionieri politici è un segnale forte che la nuova Amministrazione ha voluto lanciare. Siamo aperti a raccoglierlo con speranza e a costruire una collaborazione diversa con la nuova leadership di Caracas nell’interesse superiore dei venezuelani e della sicurezza internazionale”, ha aggiunto.
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“E’ con emozione che condivido con quest’Aula la grande gioia e soddisfazione, mia personale e del Governo, per la liberazione nella notte di ieri dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che ho accolto stamane con il Presidente del Consiglio all’aeroporto di Ciampino. La loro scarcerazione segue di pochi giorni quella di Biagio Pilieri e Gerardo Antonio Buzzetta. Per Luigi Gasperin abbiamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. E’ il risultato di mesi di lavoro silenzioso, costante e tenace del Governo, che ha consentito, dopo la rimozione di Maduro, di cogliere un obiettivo così importante”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’informativa al Senato.
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Sondaggi in America Latina mostrano opinioni molto frammentate sull’arresto di Maduro: alto sostegno in alcuni Paesi andini e dell’America Centrale, maggiore diffidenza in Messico, Ecuador e Uruguay, e dominante preferenza per un governo dell’opposizione piuttosto che per un’autorità imposta dagli Stati Uniti.
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Gruppi di parenti di prigionieri politici si sono accampati nella notte fuori dal carcere di El Rodeo I, vicino a Caracas, per chiedere il rilascio dei detenuti annunciati dal governo guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez. La protesta si inserisce in un contesto di critiche per la lentezza del processo e la mancanza di informazioni ufficiali. Decine di famiglie si sono recate al penitenziario dopo che giovedì scorso le autorità hanno annunciato la liberazione di un “numero significativo” di reclusi in seguito alla cattura di Nicolás Maduro da parte Usa. Da allora, i parenti sono rimasti sul posto, sopportando diverse notti di attesa, dormendo in auto o all’aperto a basse temperature e senza la presenza della polizia in una zona considerata pericolosa. Il Ministero dei servizi penitenziari ha segnalato 116 rilasci, sebbene ong e partiti di opposizione (secondo cui nel Paese ci sono tra 800 e 1.200 detenuti per motivi politici) abbiano finora confermato solo cifre significativamente inferiori. Per Foro Penal, ieri sera ci sono stati tra i 49 e i 56 rilasci, mentre la Piattaforma unitaria democratica (Pud, la principale coalizione di opposizione) ne ha registrati fino a 73.
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“Ho trovato” Alberto Trentini e Mario Burlò “in ottime condizioni di salute, anche da un punto di vista psicologico. Sono molto forti, nonostante il periodo di detenzione. Hanno detto di non aver avuto torture fisiche, certo, le condizioni di detenzione non sono un fatto positivo”. Così il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione dell’Accademia regionale di Polizia Locale del Lazio, a Roma. Il vicepresidente del consiglio ha poi ricordato la “grande soddisfazione, anche umana”, per la liberazione. “Burlò ha detto ‘io non mi sono mai sentito solo perché sapevo che c’era il governo del mio paese insieme alla mia famiglia che mi sosteneva’ è un riconoscimento che riscalda il cuore – aggiunge – continueremo a lavorare adesso per liberare gli altri. Sono 42 gli italiani detenuti in Venezuela, dei quali 24 sono politici. Continuiamo a lavorare perché si possa, con una nuova relazione tra Roma e Caracas, anche avere la possibilità di liberare il maggior numero possibile dei detenuti politici in modo particolare gli italiani”.
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Per il primo attacco contro un’imbarcazione sospettata di trasportare droga, che a settembre ha fatto 11 morti, il Pentagono ha utilizzato un aereo camuffato da mezzo civile. A rivelarlo sono funzionari citati dal New York Times, secondo cui il velivolo usato per il raid trasportava le munizioni all’interno della fusoliera, anziché in modo visibile sotto le ali.
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L’aspetto ‘non militare’ è significativo, secondo gli esperti di questioni legali, perché l’amministrazione ha sostenuto la legalità dei suoi attacchi letali – non omicidi – alle imbarcazioni di presunti narcotrafficanti basandosi sul fatto che il presidente Trump ha “stabilito” che gli Stati Uniti sono impegnati in un conflitto armato con i cartelli della droga. Le leggi sui conflitti armati proibiscono ai combattenti di fingere uno status civile per ingannare gli avversari e indurli ad abbassare la guardia, in modo da attaccarli e ucciderli. Si tratta di tattiche che costituiscono ‘perfidia’, un crimine di guerra.
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Per il generale in pensione Steven J. Lepper, ex vice giudice avvocato generale dell’aeronautica militare degli Stati Uniti, se l’aereo fosse stato dipinto in modo da nascondere la sua natura militare e si fosse avvicinato abbastanza durante il raid da essere visto dalle persone sulla barca, ingannandole e impedendo loro di rendersi conto che avrebbero dovuto intraprendere azioni evasive o arrendersi per sopravvivere, si sarebbe trattato di un crimine di guerra secondo gli standard dei conflitti armati.
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“Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni. Da adesso in poi abbiamo bisogno di vivere giornate serene e costruttive per tentare di cancellare i brutti ricordi e superare le sofferenze di questi 14 mesi. Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in tanti modi diversi anche silenziosamente ma efficacemente”. Così la famiglia di Alberto Trentini, con l’avvocata Alessandra Ballerini all’uscita dall’aeroporto di Ciampino.
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“Ora vi chiediamo di rispettare il nostro desiderio di stare un po’ raccolti, lontani dal clamore di queste giornate per affrontare con tranquillità ed entusiasmo Il futuro di libertà che ci attende. Un pensiero va a tutte le persone ancora detenute e alle loro famiglie perché possano presto condividere la gioia della liberazione. La solidarietà dentro e fuori dal carcere è la nostra salvezza” aggiungono.
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“Sì ho temuto” potesse finire male. “Avevo paura che ci avrebbero ammazzato. Perché erano loro i terroristi, non noi dentro. Avevo paura di non rivedere i miei figli”. Lo ha detto Mario Burlò, l’imprenditore rilasciato ieri in Venezuela dopo oltre 14 mesi di detenzione è arrivato questa mattina a Ciampino. “Qui pensavano che io fossi morto. Quando uno lede il diritto di difesa, il diritto di parlare… è stata una tortura. È stato un vero e proprio sequestro di persone – ha affermato Burlò – . Ti prendo la tua vita e te la porto via, così è stato”, ha sottolineato l’imprenditore torinese rispondendo ai cronisti. “Non posso dire che mi siano state fatte violenze fisiche, questo no. Ma non poter parlare con i figli o con l’avvocato, stare senza diritto di difesa, completamente isolati – ha precisato – Ci davano un materasso piccolo piccolo. E visto che c’era la paura di cadere dalla parte superiore ci facevano dormire per terra con gli scarafaggi. Io la definisco l’Alcatraz peggiore”, ha ribadito Burlò parlando del carcere piegando poi quale è stata la cosa più difficile da affrontare: “Non poter parlare con i miei figli. Non poter dire: ‘papà sta bene, papà non è morto, papà c’è'”, ha raccontato uscendo dall’aeroporto.
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Un imprenditore venezuelano è stato arrestato dalla polizia di Stato a Bardonecchia (Torino) lo scorso 5 gennaio in esecuzione di un mandato di cattura emesso dal suo Paese di origine ed è stato rimesso in libertà dalla Corte d’appello di Torino: i giudici, pur prendendo atto degli indizi a carico dell’uomo, hanno fatto presente che in Venezuela si verificano diffuse violazioni dei diritti umani e che le carceri locali non permettono di scongiurare il rischio di un trattamento inumano e degradante. Dunque non si può corso all’iter verso l’estradizione. Il caso è stato riportato da alcuni quotidiani torinesi. L’uomo si chiama Francisco Javier D’Agostino Casado, 51 anni, con doppia nazionalità ispano-venezuelana. Secondo le autorità giudiziarie di Caracas è coinvolto in un traffico illegale di petrolio.
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“Il sorriso dei figli di Burlò, l’abbraccio della mamma di Trentini al figlio sono scene che ti toccano, perchè ci sono gli aspetti umani oltre che quelli politici. Rivedere due persone che possono essere finalmente vicine alle loro famiglie è qualcosa che ci riempe il cuore. Con il presidente del Consiglio siamo stati davvero molto contenti di averli rivisti anche in buone condizioni nonostante la detenzione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando al Tg2
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I 423 giorni di detenzione? “Li ho superatinpensando comunque ai miei ragazzi, ai miei amici che mi stavano vicino enche sapevano, conoscendomi, che erano accuse folli, senza alcunnfondamento”. Lo dice l’imprenditore Mario Burlo’, raggiuntontelefonicamente dal Tg2 dopo il rientro in Italia. “Diciamo che io sononstato sequestrato, come purtroppo moltissimi stranieri che ancora sono li’n- racconta -, 94 stranieri di 34 nazionalita’ differenti, in un modonabbastanza disumano. Violenze fisiche io onestamente non ne ho avute manpsicologiche si’, non parlare con i propri figli per un anno, la primanchiamata l’ho fatta dopo undici mesi e mezzo… E’ difficile per un papa’,na tutti i genitori che mi stanno ascoltando chiedo solo di dare un fortenabbraccio ai propri figli perche’ e’ la gioia piu’ grande”.
“,”postId”:”1cc93e1c-3f77-45dc-8901-a1707ab87443″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:44:49.638Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:44:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, legale di Burlò a Sky TG24: ‘Non si è mai perso d’animo’. VIDEO”,”content”:”
L’avvocato di Mario Burlò, Maurizio Basile, ai microfoni di Sky TG24 all’arrivo dell’imprenditore italiano a Ciampino: “Abbiamo tenuto i contatti costanti con il console a Caracas, che ha messo un impegno straordinario in questa vicenda, è stato molto vicino alla famiglia”.
“,”postId”:”ccd03950-1aba-47bb-ab71-cbac542c83bb”,”postLink”:{“title”:”Venezuela, legale di Burlò a Sky TG24: ‘Non si è mai perso d’animo'”,”url”:”https://tg24.sky.it/cronaca/video/2026/01/13/venezuela-legale-di-burlo-non-si-e-mai-perso-danimo-1065719″,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/7d707fda331536abe0366dac67bfe7d077f3adab/skytg24/it/cronaca/video/2026/01/13/1065719_1768294171302_thumb_494.0000001_1768294484984.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:42:29.788Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:42:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, Burlò: “Piacere immenso abbracciare i miei figli””,”content”:”
“Gioia immensa toccare la mia bella Italia: graziena tutti per lo sforzo che avete fatto, dal governo all’ambasciatore antutti, tutti, il piacere di abbracciare i miei figli e’ stato un piacerenimmenso”. Lo sottolinea – al telefono con il Tg2 – Mario Burlo’,nl’imprenditore rientrato a Ciampino con Alberto Trentini. “Non e’ statonfacile, e’ stato difficile – racconta – ma il pensiero che il governonc’era, i miei figli e l’amore che provo per loro, mi hanno dato la forzandi andare avanti. Si, sono provato, ho perso 30 chili ma non importa,nl’importante e’ essere tornato, riabbracciare i miei ragazzi. Ringrazionmoltissimo anche i miei avvocati che non hanno dormito la notte pernarrivare a questo risultato. Grazie di cuore”.
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“Sono le parole più belle che potevamo ascoltare, almeno il nostro lavoro è servito a non far sentire questi nostri connazionali soli e li ringrazio delle belle parole”: a dichiararlo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, al Tg2 Italia Europa commentando le parole dell’imprenditore torinese rilasciato in Venezuela, Mario Burlò che al telefono ha detto di non essersi mai sentito solo e di aver sempre sentito le istituzioni accanto.”Facciamo tutto questo per stare vicini ai nostri compatrioti quando sono in difficoltà”, ha aggiunto Tajani.
“,”postId”:”45636bb3-dc32-4c31-83e1-ff44ebc57ae2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:33:54.448Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:33:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, Bonelli (Avs): “Trump non esporta la democrazia””,”content”:”
“La liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlo,ninsieme a quella degli altri cittadini italiani detenuti, e’ una notizianche salutiamo con grande gioia. Va riconosciuto il ruolo delle istituzioninitaliane: oggi conta che siano liberi e possano riabbracciare i proprinfamiliari”. Cosi’ Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi enSinistra e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo a Coffee Break sunLa7. “Continuiamo pero’ a criticare con nettezza l’intervento militarendegli Stati Uniti. L’uso della forza armata da parte di Donald Trump nonnha nulla a che vedere con la difesa dei diritti umani, ma serve andistrarre dalle profonde tensioni sociali ed economiche interne agli USA.nSe davvero l’obiettivo fosse abbattere regimi dittatoriali, bisognerebbenspiegare perche’ Trump ha graziato Juan Orlando Herna’ndez, ex presidentendell’Honduras condannato per narcotraffico. E’ la prova di una politicanestera a doppio standard, priva di coerenza sul piano dei diritti. Lanverita’ e’ che a Trump non interessa la democrazia: interessano ilnpetrolio, le terre rare e il controllo delle risorse naturali. Non e’ unncaso che gli Stati Uniti si siano ritirati da numerosi accordininternazionali, compresi quelli sul clima, mentre l’Artico diventanstrategico per lo scioglimento dei ghiacci legato alla crisi climatica. Inconflitti nel mondo sono sempre piu’ connessi al controllo delle risorsenenergetiche. Per questo continuiamo a sostenere che le politichenclimatiche sono una vera politica di pace: ridurre la dipendenza daincombustibili fossili significa ridurre le guerre”.
“,”postId”:”1a4b5353-fddc-4dce-9cc0-b168a25318a9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:30:48.579Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:30:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Famiglia di Trentini: ‘Felicità di oggi non cancella sofferenze’. VIDEO”,”content”:”
“Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni”. È quanto hanno scritto Alberto Trentini e la famiglia in una dichiarazione letta dall’avvocata Alessandra Ballerini all’uscita dall’aeroporto di Ciampino.
“,”postId”:”d5e73477-1e02-4432-b827-11d0e796494c”,”postLink”:{“title”:”Famiglia di Trentini: ‘Felicità di oggi non cancella sofferenze'”,”url”:”https://tg24.sky.it/cronaca/video/2026/01/13/legale-trentini-felicita-di-oggi-non-cancella-sofferenze-1065726″,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/595044b37ee8261a51b40596ad00fb66a8e15d4d/skytg24/it/cronaca/video/2026/01/13/1065726_1768296133217_thumb_494.0000001_1768296149687.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:23:20.152Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:23:20+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, Meloni a Trentini e Burlò: “Bentornati a casa””,”content”:”
“Bentornati a casa!”. Giorgia Meloni, presidentendel Consiglio, lo scrive sui social dove posta un video che la ritraenall’aeroporto militare di Ciampino con Alberto Trentini e Mario Burlo’,npoco dopo il loro sbarco dal volo di Stato che li ha riportati in Italianal termine della lunga detenzione in Venezuela. “Come va?” chiede Meloni anTrentini che risponde sorridente “Bene, bene” e la ringrazia piu’ volte.n”Ha riabbracciato mamma?”, domanda ancora la premier, “e’ stata tanto innpensiero… “. Salutando poi Burlo’ e i suoi familiari con un caloroson”Bentornato”, la premier, accompagnata dal ministro degli Esteri, AntonionTajani, dice: “Non voglio disturbare perche’ avete tanto tempo danrecuperare”.
“,”social”:{“socialType”:”twitter”,”src”:”https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/2011001534499205503″,”cookieAllowed”:true},”postId”:”f627a2c7-01d7-4cfe-84c6-91dd9a5dda9d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:22:28.720Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:22:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Burlò: “Non parlare con i propri figli per un anno è stato difficile””,”content”:”
“Ho superato la detenzione pensando ai ragazzi e agli amici che mi stavano vicino che sapevano conoscendomi che erano accuse folli e infondate. Sono stato sequestrato come purtroppo moltissimi stranieri che ancora sono lì 94 stranieri di 34 nazionalità differenti in un modo disumano. Violenze fisiche io onestamente non ne ho subite ma psicologiche sì: non parlare con i propri figli per un anno, la prima chiamata dopo 11 mesi e mezzo. E’ difficile per tutti i genitori che mi stanno ascoltando chiedo solo di dare un forte abbraccio ai propri figli è la gioia più grande”. Lo ha detto al ‘Tg2’ Italia Europa, Mario Burlò, dopo il suo arrivo a Ciampino.
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Sul Venezuela “noi continuiamo a lavorare conngrande attenzione, sperando e siamo convinti che la nuova amministrazionenpossa permettere di avere un rapporto piu’ proficuo tra Caracas e Roma”.nLo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani,nintervenendo al Tg2 Italia-Europa.
“,”postId”:”2409bd3d-0afa-4b1e-a664-beb4d9d10534″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:18:44.355Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:18:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: “Lavoriamo per liberare altri italiani detenuti””,”content”:”
“Lavoriamo per liberare gli altri italiani, comensapete ce ne sono 42 detenuti dei quali 24 sono politici, pero’ hannonpassaporto italiano e venezuelano, ma anche loro devono rientrare”. Lo handichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani,nintervenendo al Tg2 Italia-Europa.
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“Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente in Italia. Bentornati!”: lo scrive il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X pubblicando una foto dell’arrivo dei due italiani a Ciampino.
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Lungo abbraccio ai famigliari sulla pista di Ciampino per Alberto Trentini e Mario Burlò, appena scesi dall’aereo di Stato che li ha riportati in Italia dal Venezuela. Il cooperante veneziano ha stretto la mamma Armanda, visibilmente commossa, e poi ha salutato l’avvocato Alessandra Ballerini, che ha assistito la sua famiglia in questi mesi. Burlò ha potuto riabbracciare i figli Gianna e Corrado, come si vede nelle immagini diffuse da Palazzo Chigi, prima di un breve saluto con la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani che nella saletta dello scalo di Ciampino hanno dato loro il “bentornati a casa”. “Hai abbracciato la mamma, è stata tanto in pensiero lo sai?”, ha detto Meloni a Trentini che, stringendole la mano, l’ha più volte ringraziata. “Ma stai scherzando”, la risposta della premier, che poi ha salutato anche Burlò e i figli: “Non vi voglio disturbare perché avete del tempo da recuperare”
“,”postId”:”1dd563d4-dfa5-4fc7-a6b1-b7b01e3b158e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:01:07.207Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:01:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trentini e Burlò arrivati in Italia a Ciampino. VIDEO”,”postId”:”2d3ffaf4-4f76-4b6d-8d18-4a928efecadf”,”postLink”:{“title”:”Trentini e Burlò arrivati in Italia a Ciampino. VIDEO | Video Sky – Sky TG24″,”url”:”https://video.sky.it/news/cronaca/video/trentini-e-burlo-arrivati-in-italia-a-ciampino-video-1065720″,”imageSrc”:”https://videoplatform.sky.it/captures/494/2026/01/13/1065720/1065720_1768294516720_thumb_494.0000001.jpg”}},{“timestamp”:”2026-01-13T09:00:11.507Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T10:00:11+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trentini, l’avvocata: “Felici, ma nostra felicità ha prezzo altissimo” “,”content”:”
“Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni. Da adesso in poi o abbiamo bisogno di vivere giornate serene e costruttive per tentare di cancellare i brutti ricordi e tentare di superare le sofferenze di questi 14 mesi. Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in tanti modi diversi, anche silenziosamente ma efficacemente. Ora vi chiediamo di rispettare il nostro desiderio di stare un po’ raccolti lontani dal clamore di queste giornate per affrontare con tranquillità ed entusiasmo il futuro di libertà che ci attende. Un pensiero va a tutte le persone ancora detenute e alle loro famiglie. Che possano presto condividere la gioia della liberazione. La solidarietà dentro e fuori dal carcere è stata la nostra salvezza”. Lo ha dichiarato l’avvocata di Trentini ai microfoni di Sky TG24 a Ciampino, leggendo una nota concordata con la famiglia del suo assistito.
“,”postId”:”3be2c8c5-0cae-4563-a516-6a7264336d09″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T08:40:18.052Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T09:40:18+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Burlò: “Ce l’abbiamo fatta ma è stata durissima””,”content”:”
“Ce l’abbiamo fatta anche questa volta, ma è stata davvero dura”. Lo ha detto Mario Burlò, l’imprenditore rilasciato ieri in Venezuela dopo oltre 14 mesi di detenzione, secondo quanto ha riferito il suo avvocato Maurizio Basile. Ad accogliere l’imprenditore all’aeroporto di Ciampino c’erano anche i figli Gianna e Corrado. Il legale ha poi sottolineato che al momento l’imprenditore “sembra non debba essere convocato in procura. Non so cosa succederà adesso – ha aggiunto – credo che sarà organizzato il rientro a Torino”. “L’ho sentito ieri al telefono quando era ancora a Caracas – ha spiegato ancora l’avvocato – Mi ha detto: ‘Mi hanno contestato terrorismo. Ma cosa c’entro io? Non ho mai fatto politica nemmeno in Italia”. Mario “era molto provato da questa esperienza. Ha parlato di una detenzione davvero molto, molto dura – ha affermato Basile – l’avvocato venuto in aeroporto – Ora sta bene. Nell’ultima telefonata che poi ha fatto ieri sera con sua figlia mi pare che fosse già rinfrancato”. “Un enorme ringraziamento – ha concluso il legale – al console Jacopo Martino e a tutta la rete diplomatica a Caracas, davvero molto vicina alla famiglia. E al ministero degli Esteri”.
“,”postId”:”518bb91a-e165-4dfd-9d7c-ced81ab73e5d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T08:30:16.031Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T09:30:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Atterrato a Ciampino l’aereo con Trentini e Burlò. VIDEO”,”postId”:”4a9a69b4-6226-4d1c-b18a-b9d4305aca9d”,”postLink”:{“title”:”Atterrato a Ciampino l’aereo con Trentini e Burlò | Video Sky – Sky TG24″,”url”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/atterrato-a-ciampino-laereo-con-trentini-e-burlo-1065716″,”imageSrc”:”https://videoplatform.sky.it/captures/494/2026/01/13/1065716/1065716_1768292806088_thumb_494.0000001.jpg”}},{“timestamp”:”2026-01-13T08:26:14.392Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T09:26:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, Avv. Burlò: “Non risulta debba essere sentito””,”content”:”
“Ho sentito Mario Burlo’ ieri pomeriggio alntelefono, abbiamo avuto una telefonata di una decina di minuti. Sta bene,nma e’ molto, molto provato”. Lo riferisce l’avvocato Maurizio Basile,nlegale di Burlo’. Basile racconta anche le prime parole scambiate con ilnsuo assistito: “Era molto provato. Io gli ho detto: ‘ce l’abbiamo fattananche stavolta’, e lui mi ha risposto: ‘eh, ce l’abbiamo fatta anchenstavolta, pero’ stavolta e’ stata veramente dura, dura, dura'”. Unnringraziamento particolare va alle istituzioni che hanno seguito lanvicenda: “Sicuramente un enorme ringraziamento al console Jacopo Martino,ncon il quale in questi mesi siamo stati in contatto, e a tutta lanstruttura diplomatica, la rete diplomatica di Caracas, che e’ statandavvero molto vicina alla famiglia. Anche al direttore generale delnministero degli Esteri, il dottor Vignali”. Sul piano giudiziario, alnmomento non risultano ulteriori adempimenti: “Che noi sappiamo nulla. Nonnci hanno detto nulla. Immagino che tra poco uscira’ qui dall’aeroporto e anquesto punto la famiglia organizzera’ il rientro a Torino”. Nessunannecessita’, dunque, di passaggi in procura: “A nostra conoscenza no. Nonne’ prevista ne’ una convocazione di Burlo’, ne’ pare che debba esserensentito. Poi le cose ovviamente possono cambiare di minuto in minuto.nAbbiamo fatto una verifica ieri mattina. Il mio collega di Roma BenedettonBuratti ieri ha parlato in procura con il pubblico ministero che ha inncarico l’indagine, e il pm ha detto che non intendeva convocarlo ne’nsentirlo al momento”, ha spiegato. “Ad accoglierlo in aeroporto i sononGianna e Corrado Burlo’, che sono i suoi figli”, ha concluso.
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Tre cittadini spagnoli che erano detenuti in Venezuela sono stati rilasciati dal carcere. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a Catalunya Radio. “Un cittadino spagnolo ha deciso di rimanere in Venezuela di sua spontanea volontà. Un altro cittadino ha deciso di partire e lascerà il Venezuela per la Spagna oggi, e un altro cittadino sta valutando se rimanere in Venezuela o tornare in Spagna”, ha detto Albares.
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Un disegno di legge per annettere la Groenlandia e trasformarla nel 51mo stato degli Usa. E’ la proposta sottoposta dal deputato repubblicano Randy Fine alla Camera dei Rappresentanti di Washington , primo atto ‘ufficiale’ nei confronti del territorio semi-autonomo che attualmente fa parte della Danimarca. La proposta – – spiega Fine – è legata al fatto che Washington “non può permettere a potenze avversarie di acquisire influenza su una delle regioni strategicamente più importanti del mondo”.n”La Groenlandia non è un avamposto remoto che possiamo ignorare; è una risorsa vitale per la sicurezza nazionale”, ha dichiarato Fine in un comunicato stampa pubblicato sul suo sito web del Congresso, sottolineando che “chiunque controlli la Groenlandia controlla le principali rotte di navigazione artiche e l’architettura di sicurezza che protegge gli Stati Uniti”. “Gli Stati Uniti non possono lasciare questo futuro nelle mani di regimi che disprezzano i nostri valori e cercano di minare la nostra sicurezza”, ha aggiunto. “Per troppo tempo, la leadership americana è rimasta a guardare mentre i nostri avversari intaccavano il nostro predominio geopolitico”, ha continuato il deputato Fine. Per l’esponente repubblicano “Cina e Russia continuano ad espandere aggressivamente la loro presenza nella regione, mentre anni di politiche deboli sotto l’amministrazione Joe Biden hanno eroso la posizione strategica degli Stati Uniti”.nIl Greenland Annexation and Statehood Act autorizza la Casa Bianca a intraprendere qualsiasi azione necessaria per annettere o acquisire la Groenlandia come territorio degli Stati Uniti. La legge richiede inoltre la presentazione al Congresso di un rapporto completo che delinei le modifiche alla legge federale necessarie per ammettere definitivamente la Groenlandia come stato ufficiale degli Stati Uniti.
“,”postId”:”4ac7787c-2028-432a-97dc-d7449781d5aa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T07:42:00.981Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T08:42:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/027255a462b91c1a6a232593d6b9c0e8029068c0/skytg24/it/mondo/2026/01/13/alberto-trentini-mario-burlo-venezuela-trump-diretta/trentini_burlo_composite_arrivo.jpg”,”imgAlt”:”Arrivo in Italia”,”imgCredits”:null,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Trentini e Burlò sono arrivati in Italia: aereo atterrato a Ciampino”,”content”:”
È atterrato a Ciampino l’aereo partito da Caracas che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Ad accoglierli la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“,”postId”:”c6eeebd9-5b89-436e-8a62-9ee558f19ba6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T07:41:48.542Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T08:41:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela: “Pronti per una nuova agenda con l’Ue””,”content”:”
Il governo venezuelano, guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, ha espresso la sua disponibilità a “procedere verso una nuova agenda” con l’Unione europea, il Regno Unito e la Svizzera, in un incontro svoltosi a Caracas con i funzionari delle rispettive missioni nel Paese latinoamericano. “Nel rispetto e nell’uguaglianza degli Stati, siamo disposti a procedere verso una nuova agenda, un intenso programma di lavoro per il benessere di entrambi i popoli”, ha dichiarato il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil. L’incontro, definito “franco e cordiale” da Caracas, ha visto la partecipazione anche del presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez (fratello della presidente ad interim, ndr), e del ministro dell’Interno, Diosdado Cabello. I colloqui si sono concentrati sullo “stato delle relazioni bilaterali con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione in settori strategici come l’energia, l’istruzione, la scienza e l’industria farmaceutica”. Si tratta di una ulteriore svolta dell’attuale amministrazione ‘chavista’, visto che l’Europa non ha riconosciuto la rielezione di Nicolas Maduro nel 2024, ha imposto sanzioni al Venezuela e sostenuto la leader dell’opposizione Maria Corina Machado.
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E’ entrato al CAI di Ciampino il ministro deglinEsteri Antonio Tajani per accogliere Alberto Trentini e Mario Burlo’nliberati in Venezuela. Dopo pochi minuti e’ arrivata anche la presidentendel Consiglio Giorgia Meloni.
“,”postId”:”81bd5acc-5db7-4685-bed1-ffa6f24ba0f0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-13T07:34:16.370Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-13T08:34:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: “Caracas mi ha avvertito prima del rilascio, poi ho parlato con loro””,”content”:”
“Ora non ci interessa quali eventualmente fossero le contestazioni, ci interessa che lui come altri cittadini italiani siano liberi, e che gli altri 42 italiani di doppio passaporto vengano rilasciati al più presto”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Antonio Tajani, ministro degli Esteri, parlando della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. “Maduro oggi non è più capo del Venezuela – aggiunge -, ed è un fatto. Grazie dobbiamo dirlo sicuramente a tutte le istituzioni che non solo in questi giorni ma in questi mesi si sono adoperate. Tutti hanno tenuto rapporti, come si è fatto in passato per altri italiani, come con Cecilia Sala”.n “Sicuramente – prosegue – vogliamo avere un dialogo con la signora Rodríguez, ma un processo di normalizzazione ha delle fasi. La prima è quella della stabilità, perché non si assista a una guerra civile in Venezuela. Poi viene la crescita e infine verrà il tempo della transizione”. “La discrezione – prosegue Tajani dalle colonne de Il Messaggero – è il cuore della diplomazia. Noi abbiamo usato discrezione e massima condivisione. Infatti, la prima telefonata che ho fatto appena Trentini e Burlò sono stati rilasciati è stata con Giorgia Meloni. Ci eravamo sentiti domenica sera, appena il ministro degli Esteri venezuelano mi aveva annunciato l’imminente liberazione dei due italiani”.n “Abbiamo deciso – conclude il ministro degli Esteri parlando a Il Resto del Carlino -, proprio dopo la liberazione di Trentini e Burlò, di ripristinare appieno le azioni diplomatiche con il Venezuela, perché fino a oggi, formalmente, c’era solo un incaricato d’affari. È un segnale di disponibilità a un rapporto più pieno, in risposta a un segnale positivo arrivato da Caracas. Adesso abbiamo ancora 42 italiani detenuti, italiani e italo-venezuelani. Quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. I detenuti politici sono 24, gli altri non sono politici. L’obiettivo è aumentare il numero delle liberazioni, una per una, con realismo e fermezza” conclude Tajani”.
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“Siamo felici che finalmente oggi si interrompanil contatore della prigionia di Alberto che Repubblica ogni giornonpubblicava. Con grande gioia vi ringraziamo per la vicinanza mostrata innquesti quasi 14 mesi durante i quali avete ospitato gli interventi dinartisti, attori, intellettuali che, insieme con voi e i vostri lettori,nnon hanno voluto spegnere mai la luce sulla drammatica storia di nostronfiglio”. Inizia cosi’ una lettera pubblicata dal quotidiano Repubblica dalntitolo “Avete tenuto accesa la luce su Alberto”, scritta da Ezio e ArmandanTrentini, i genitori del cooperante 46enne liberato dopo 423 giorni dinprigionia in Venezuela.
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Armanda, la madre di Alberto Trentini, e’ arrivatanall’aeroporto di Ciampino per accogliere il figlio, in arrivo alle 8.30ncon un volo di Stato dopo la liberazione in Venezuela. Trentini rientra innItalia dopo la detenzione nel Paese sudamericano. Con la madre, l’avvocatanAlessandra Ballerini, che ha seguito la vicenda legale e assistito lanfamiglia durante i mesi di detenzione. Oltre al cooperante atteso nellonscalo italiano anche Mario Burlo’, l’altro connazionale liberato. Attesonanche il ministro degli esteri Antonio Tajani per accoglierli.
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Nonostante le minacce del presidente Trump, gli Stati Uniti permettono al Messico di inviare petrolio a Cuba. Lo afferma la Cbs, citando il segretario all’Energia Chris Wright e altre fonti governative. La politica di Washington punterebbe ad evitare il collasso totale dell’isola, la cui stabilità energetica è compromessa dopo l’arresto di Nicolás Maduro e il conseguente stop delle forniture venezuelane. Secondo l’emittente statunitense, il Messico è diventato un fornitore vitale, sebbene la presidente Claudia Sheinbaum definisca tali invii come semplice “aiuto umanitario”. Un funzionario avrebbe spiegato alla Cbs che l’obiettivo non è paralizzare la già fragile rete elettrica cubana, ma spingere l’Avana a negoziare l’abbandono del sistema comunista.
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Ci saranno la presidente del Consiglio, GiorgianMeloni, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad accogliere AlbertonTrentini e Mario Burlo’ al loro arrivo a Ciampino dopo oltre un anno nellencarceri venezuelane. Lo apprende l’Agi da fonti informate. Il Falcon delnXXXI stormo e’ atteso nell’area Cai dell’aeroporto, quello riservato ainvoli dei servizi di intelligence.
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Non solo Luigi Gasperin, Biagio Pilieri, Alberto Trentini e Mario Burlò, recentemente liberati e tornati (o di ritorno) in Italia. Nelle carceri del Venezuela ci sono altri detenuti 42 italiani con doppia nazionalità: 24 di lorosi ritiene siano rinchiusi per motivi politici. Ecco chi sono e cosa sappiamo finora sulle loro vicende.
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E’ atteso per le 8,30 l’atterraggio a Ciampino delnvelivolo che riporta in Italia dal Venezuela Alberto Trentini e MarionBurlo’. Il cooperante veneziano e l’imprenditore torinese sono statinrilasciati ieri dopo oltre un anno di detenzione senza incriminazione innun carcere di Caracas.
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Sono piu’ di cinquanta i prigionierinpolitici rilasciati in Venezuela negli ultimi 5 giorni. Lo riferisconondiverse organizzazioni non governative, mentre il governo assicura che ilnnumero e’ di 116 persone sebbene non abbia fornito dettagli precisi suinliberati. L’Ong Foro Penal, che domenica contava poco piu’ di 800nprigionieri politici in carcere, ha confermato fino alla sera di lunedi’nil rilascio di 56 persone. Tra gli ultimi rilasciati da Caracas ci sononcittadini spagnoli e italiani, come l’ex candidato presidenziale EnriquenMa’rquez e gli ex deputati Biagio Pilieri e Marco Bozo, oltrenall’infermiera Yanny Gonza’lez Tera’n, l’operatore umanitario italianonAlberto Trentini e l’imprenditore italiano Mario Burlo’, incarcerati anCaracas dalla fine del 2024.
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Atterrerà a Cismpino intorno alle 8.30 l’aereo partito da Caracas che riporta in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. A bordo, a quanto si apprende, c’è anche il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli, che era andato nella capitale sudamericana. Una presenza che conferma il ruolo svolto dell’intelligence nelle lunghe trattative per riportare a casa i due italiani.
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I due connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò sono arrivati in Italia dal Venezuela, finalmente liberi. Il Falcon del XXXI, partito da Caracas, è atterrato a Ciampino intorno alle 8:30, riportando in Italia Trentini e Burlò, rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Ad accoglierli la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani (VIDEO).
“Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni”: è quanto hanno scritto Alberto Trentini e la famiglia in una dichiarazione letta dall’avvocata Alessandra Ballerini all’uscita dall’aeroporto di Ciampino. “Gioia immensa toccare la mia bella Italia. Abbracciare i miei figli è stato un piacere immenso”, ha riferito Burlò, per poi sottolineare: “Sono stato sequestrato in un modo abbastanza disumano. Violenze fisiche io onestamente non ne ho avute ma psicologiche sì” (VIDEO). Ora “lavoriamo per liberare gli altri italiani, ce ne sono 42 detenuti dei quali 24 sono politici, però hanno passaporto italiano e venezuelano, ma anche loro devono rientrare”, ha dichiarato Tajani. Ieri, Mattarella ha chiamato la madre di Trentini: “Dopo la sofferenza condividiamo la gioia”, le ha detto.
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Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?
Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso
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Chi è Alberto Trentini, il cooperante italiano liberato in Venezuela
La detenzione dell’italiano era iniziata il 15 novembre 2024. L’operatore umanitario si trovava in Venezuela da meno di un mese, per conto della Ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità. Il 46enne, che era arrivato a Caracas il 17 ottobre, era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava verso Guasdualito, per portare aiuti alle comunità locali. Ha trascorso 423 giorni in un carcere di massima sicurezza alle porte della capitale venezuelana. Ecco la sua storia
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Caracas, studenti e familiari chiedono la libertà di tutti i prigionieri politici
Studenti dell’Università Centrale del Venezuela (Ucv), insieme a familiari dei detenuti e a organizzazioni per i diritti umani, si sono riuniti oggi nella Plaza del Rectorado di Caracas per chiedere la liberazione dei prigionieri politici detenuti dal regime chavista. I manifestanti hanno esposto cartelli e fotografie di alcuni degli oltre 900 detenuti che, secondo le denunce delle Ong, restano rinchiusi in carceri e centri di detenzione del Paese. La mobilitazione arriva a cinque giorni dall’annuncio del presidente del Parlamento chavista, Jorge Rodríguez, fratello della presidente de facto ad interim Delcy Rodríguez, che aveva promesso la scarcerazione di un “numero significativo” di prigionieri politici. Secondo le organizzazioni umanitarie, tuttavia, finora ne sarebbe stato liberato meno dell’8%. Nel corso di una conferenza stampa, i familiari hanno chiesto il rilascio “immediato e senza condizioni” di tutti i prigionieri politici e il rispetto delle garanzie fondamentali, denunciando ritardi, opacità nelle procedure e condizioni di reclusione definite disumane. La protesta si è svolta in modo pacifico ed è stata monitorata dalle forze di sicurezza dell’esecutivo, riferiscono i principali media indipendenti venezuelani.
Festeggiarono la cattura di Maduro, arrestati 16 minorenni in Venezuela
L’avvocato penalista ed ex procuratore venezuelano Zair Mundaray ha denunciato l’arresto arbitrario di 16 minori avvenuto lo scorso 5 gennaio a Barcelona, capoluogo dello stato di Anzoátegui. Secondo quanto riferito dal legale sui social network, i ragazzi sarebbero stati accusati di aver celebrato la cattura, da parte degli Stati Uniti, dell’ex presidente de facto Nicolás Maduro. I minori, residenti nei quartieri El Espejo e La Aduana, sarebbero stati fermati dalla polizia municipale e successivamente si sarebbero presentati davanti al giudice dei minori su indicazione – sempre secondo Mundaray – della procuratrice Jesmit Milano e del procuratore generale Tarek William Saab. Alla base del procedimento vi sarebbero accuse particolarmente gravi, tra cui associazione per delinquere, incitamento all’odio e tradimento della patria. I ragazzi sono stati trasferiti nel centro di reclusione del barrio Las Casitas di Barcelona, una struttura che, stando alla denuncia, non garantirebbe condizioni igienico-sanitarie adeguate alla detenzione di minori. Familiari e organizzazioni per i diritti umani parlano di detenzioni arbitrarie inserite in un clima di crescente repressione. In seguito, 15 dei 16 adolescenti sono stati rilasciati con misure cautelari, pur restando formalmente imputati.
Venezuela, Burlò: “Finalmente libero, riabbraccerò la mia famiglia”
“Sono finalmente libero dopo 14 mesi trascorsi in un carcere venezuelano ingiustamente, voglio ringraziare il governo, l’ambasciatore, l’arcivescovo e tutte le autorità che hanno portato me e Alberto in libertà. Vi ringrazio moltissimo e non vedo l’ora di tornare in Italia e riabbracciare la mia famiglia”. Lo ha detto Mario Burlò, liberato nelle scorse ore in Venezuela dove era detenuto
Venezuela, Trentini libero: “Ringrazio Meloni e Tajani”
“Sono Alberto Trentini. Sono qui nella residenza dell’ambasciata italiana a Caracas. Sono libero. Desidero ringraziare il Presidente del Consiglio, il governo, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato ed ha portato a termine la liberazione mia e di Mario Burlo'”. Lo afferma Alberto Trentini, nel giorno della sua liberazione dalle carceri venezuelane. Trentini aggiunge: “Sono in partenza per l’Italia, molto presto, e non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia”.
Cabello: “Necessari test Dna per identificare vittime raid Usa”
Il raid degli Stati Uniti a Caracas del 3 gennaio scorso ha ridotto i corpi delle vittime “a pezzetti”, tanto che per identificarle sono in corso test del Dna sui resti. E’ quanto ha detto Diosdato Cabello, il falco del governo di Nicolas Maduro, rimasto ministro dell’Interno ora nel nuovo governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez.
“Hanno condotto un completo oltraggio al Venezuela mentre la gente dormiva”, ha detto del raid in cui sono rimaste uccise almeno 100 persone, metà delle quali membri delle forze di sicurezza venezuelane o cubane, che fornivano la protezione a Maduro che è stato catturato, insieme alla moglie, del blitz degli americani.
Cabello, sulla cui testa pende una taglia Usa di 25 milioni di dollari e controlla i servizi di intelligence e i temuti ‘colectivos’, una milizia che intimidisce gli oppositori, ha ribadito la richiesta della liberazione di Maduro, e affermato che il Paese è ancora controllato dalle forze bolivariane. “Il Paese è calmo, in pace e sta tornando alla normalità, dobbiamo andare avanti”, ha poi però aggiunto.
Crisi Venezuela, Trentini e Burlò in Italia dopo più di un anno
Venezuela, in carcere 42 detenuti italiani con doppio passaporto: chi sono e cosa sappiamo
Non solo Luigi Gasperin, Biagio Pilieri, Alberto Trentini e Mario Burlò, recentemente liberati e tornati (o di ritorno) in Italia. Nelle carceri del Venezuela ci sono altri detenuti 42 italiani con doppia nazionalità: 24 di loro si ritiene siano rinchiusi per motivi politici. Ecco chi sono e cosa sappiamo finora sulle loro vicende.
Venezuela, in carcere 42 italiani con doppio passaporto: chi sono
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Venezuela, Trentini e Burlò arrivati in Italia: l’abbraccio con i familiari
Alberto Trentini e Mario Burlò sono tornati in Italia. Erano stati rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Il loro aereo è atterrato a Ciampino. Ad accoglierli la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani
Trentini e Burlò arrivati in Italia: l’abbraccio con i familiari
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Venezuela, Tajani: “Ancora 24 italiani detenuti politici, nostro impegno prosegue”
Dopo l’arrivo in Italia di Trentini e Burlò, il ministro degli Esteri riferisce in un’informativa al Senato sulla situazione dei detenuti italiani in Venezuela: “La liberazione di Alberto Trentini e degli altri connazionali che sono stati rilasciati in questi giorni è un importante passo in avanti per chiudere una pagina dolorosa. Ci sono ancora 42 detenuti italiano-venezuelani”
Venezuela, Tajani: ‘Ancora 24 italiani detenuti politici’
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Trump: “Puntiamo a 50 milioni di barili di greggio”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito l’operazione che ha condotto l’arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro “un attacco impeccabile”. “E ci hanno chiesto di aiutarli. Parliamo di cinquanta milioni di barili di petrolio, che valgono cinque miliardi di dollari, e lo abbiamo fatto. Stiamo lavorando con il popolo venezuelano”, ha detto parlando al Detroit Economic Club.
Trump: “Ho fatto rinascere il Venezuela, farà bene anche agli Usa”
“Ho fatto rinascere il Venezuela. Questo farà bene a loro e agli Stati Uniti”. Lo ha detto Donald Trump parlando a Detroit. “Otterremo milioni e milioni di barili di petrolio”, ha aggiunto.
Cabello: “Venezuela attaccato per il petrolio, la droga solo un pretesto”
Il ministro degli Interni del Venezuela, Diosdado Cabello, ha affermato oggi in una conferenza stampa che la questione del traffico di droga è stata solo un pretesto per consentire agli Stati Uniti di mettere le mani sul petrolio del Paese. “Il Cartel de lo soles non è mai esistito, era solo una narrativa per giustificare l’aggressione al nostro Paese ed è già stata smentita dagli stessi Stati Uniti. Il motivo reale era il petrolio, e di questo siamo convinti”, ha detto Cabello in controtendenza con le ultime dichiarazioni del governo che privilegiano adesso la cooperazione con gli Usa proprio in materia di energia. Il ministro che controlla le forze di sicurezza e le milizie civili del governo chavista esponeva i risultati di un’operazione antidroga condotta il 6 gennaio e che ha portato al sequestro di 6 tonnellate e mezzo di stupefacenti (tra marijuana e cocaina), ma ha risposto anche a una domanda sulla situazione della vita quotidiana nel Venezuela. Secondo Cabello “è falso che che ci siano negozi chiusi e poca gente nelle strade”, ma ha ammesso che l’atmosfera nel Paese è quella di una “quiete tesa”. “Non siamo mai stati bombardati prima, la gente ha paura di quello che potrebbe succedere”, ha detto.
Rientra a Venezia la madre di Trentini
Armanda Colusso, la mamma di Alberto Trentini, è rientrata poco fa nella sua abitazione del Lido di Venezia. La donna aveva lasciato casa ieri per andare ad abbracciare a Roma il figlio 46enne, liberato dopo 423 giorni di prigionia in Venezuela. Nella giornata di oggi è rientrata con il figlio, che però ha preferito riabbracciare i familiari lontano dal lido di Venezia e dalle telecamere che erano lì ad attenderlo. La donna non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Conte: “Qui non c’è nessun fan di Maduro”
“Smettiamola anche con quel giochino vergognoso – non se ne può più – di etichettare chi esprime delle critiche serie con coerenza rispetto a queste nuove dottrine. Qui non c’è nessun fan di Maduro, chi vi parla quando era presidente del Consiglio non lo ha riconosciuto. E attenzione, non sono neppure fan di Hamas, smettiamola con queste diffamazioni becere. Becere, perché noi un attimo dopo il 7 ottobre siamo stati i primi a intervenire, a condannare con fermezza la furia omicida scatenata da Hamas su civili inermi, ma se continuiamo a mettere al primo posto come nostra politica estera, la subalternità agli Stati Uniti a Trump che attacca Paesi sovrani in barba al diritto internazionale, allora rendiamoci conto che crolla tutto, crolla l’ordine mondiale, crolla il primato del diritto e il primato della politica”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, intervenendo in aula alla Camera dopo l’informativa del ministro Antonio Tajani su Venezuela e Iran.
Conte: “A nome M5s grazie a politici per liberazione Trentini e Burlò”
“Partecipo a nome del Movimento 5 Stelle alla gioia per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò e ringraziamo i politici, diplomatici, funzionari e agenti che hanno contribuito a questo risultato e ci stringiamo con questa gioia anche ai familiari”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, intervenendo in aula alla Camera dopo l’informativa del ministro Antonio Tajani su Venezuela e Iran.
Lega: “Al fianco del popolo, anche iraniano, per libertà”
“Maduro era un tiranno amico degli ayatollah, che usano gli stessi mezzi del tiranno venezuelano ma in Iran purtroppo parliamo già di migliaia e migliaia di morti. Dov’è l’Ue sull’Iran? Come sempre una grande assente. Speriamo che il dialogo con Rodriguez” in Venezuela “sia una fase di transizione ma non dimentichiamo che è stata la vice di Maduro e quindi il domani dovrà necessariamente essere migliore. Siamo al fianco dei venezuelani per la loro libertà. Con grande schiettezza, noi che non abbiamo nulla da rimproverarci perché abbiamo sempre criticato Maduro e il regime in Iran, ribadiamo con forza l’autodeterminazione dei popoli”. Lo ha detto intervenendo in Aula della Camera dopo l’informativa del ministro degli Esteri Tajani, l’esponente della Lega Paolo Formentini.
Alla Camera l’informativa di Tajani su Venezuela e Iran
Alla Camera è in corso l’informativa del ministero degli Esteri Antonio Tajani sul Venezuela e sulla situazione iraniana. Dopo il ministro sono previsti gli interventi di di un rappresentante di gruppo per 10 minuti ciascuno.
Venezuela, applauso unanime per ritorno in Italia Burrò-Trentini
Applauso unanime dell’Aula della Camera per Mario Burrò e Alberto Trentini, quando il ministro degli Esteri Antonio Tajani ricorda, durante l’informativa, che i due italiani sono rientrati oggi dal Venezuela nel loro paese dopo la liberazione.
Venezuela, al via informativa Tajani alla Camera
Dopo l’informativa sulla tragedia di Crans Montana, il ministro degli Esteri Antonio Tajani svolge ora alla Camera l’informativa sulla situazione in Venezuela.
Machado smentisce Delcy: “Nessun rilascio di massa dei detenuti politici”
“Cinque giorni dopo l’annuncio ufficiale del rilascio di massa dei prigionieri politici, non ci sono prove che suggeriscano che la misura venga attuata come annunciato. La cifra di 116 prigionieri rilasciati, diffusa dal regime lunedì 12 gennaio, non riflette la realtà”. Lo si legge in una nota diffusa dai leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado e Edmundo González. “A mezzogiorno di martedì 13 gennaio, le organizzazioni per i diritti umani erano riuscite a verificare il rilascio di sole 56 persone. Questo numero rappresenta meno del 5% delle oltre 1.000 persone che rimangono ingiustamente imprigionate per motivi politici. Quelli rilasciati – prosegue il comunicato – sono quasi sempre sottoposti a misure di detenzione preventiva abusive. Gli elenchi di coloro che saranno rilasciati non sono stati pubblicati. Le famiglie dei prigionieri non sono state informate della procedura di rilascio. Centinaia di loro rimangono in veglia, accampati fuori dai centri di detenzione, in attesa di notizie, spendendo denaro che non hanno e mettendo a rischio la propria salute. Gli appelli delle organizzazioni venezuelane e internazionali che si battono per il rispetto dei diritti umani dei prigionieri politici vengono ignorati. Pertanto, il nostro messaggio al regime, al Venezuela e al mondo è chiaro: non può esserci transizione con i prigionieri politici, né può esserci libertà in Venezuela finché una singola persona viene perseguitata per motivi politici. La nostra richiesta rimane la stessa, unica, chiara e non negoziabile: il rilascio immediato, completo, incondizionato e verificabile di tutti i prigionieri politici”, conclude la nota.
Le salme dei 32 cubani uccisi a Caracas saranno rimpatriate giovedì
I resti dei 32 militari cubani morti a Caracas il 3 gennaio durante l’operazione delle forze speciali Usa per catturare il leader venezuelano Nicolás Maduro verranno rimpatriati giovedì a L’Avana. Lo riferisce oggi una nota del governo castrista di Miguel Miguel Díaz-Canel dove si annuncia anche la realizzazione di un “omaggio postumo” ai “combattenti caduti eroicamente durante la criminale aggressione perpetrata dal governo degli Stati Uniti contro la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela”. “Durante una cerimonia militare all’Aeroporto Internazionale José Martí de L’Avana – -prosegue la nota – (i caduti) riceveranno il primo omaggio postumo e successivamente le loro spoglie saranno trasportate in processione lungo la Avenida Rancho Boyeros fino alla sede del ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie”. Il governo cubano invita quindi la popolazione a rendere omaggio ai caduti durante la processione e nella camera ardente che verrà allestita all’interno del ministero e informa che “le salme verranno inumate nel Panteon dei Caduti in difesa della Patria”.
Venezuela, Tajani: nostro impegno prosegue, ancora 24 italiani detenuti politici
Psicologo: “Riadattamento Trentini e Burlò sarà lento, forzature dannose”
Dopo una prigionia lunga, in condizioni difficili, con gli affetti lontani e in un quasi isolamento, il “rientro alla vita quotidiana non può essere un semplice ritorno alla normalità. E’ piuttosto un processo complesso di riadattamento. Lento”. Lo spiega all’Adnkronos Salute lo psicologo David Lazzari, presidente dell’Osservatorio benessere psicologico e salute, in merito al rientro di Alberto Trentini, Mario Burlò e gli altri connazionali che sono stati liberati in questi giorni dalle prigioni venezuelane.
“L’isolamento prolungato e la privazione dei contatti”, come è successo a Trentini e Burlò, “producono effetti – che sono stati documentati da un punto di vista scientifico – sul funzionamento psicobiologico e neurobiologico, quindi sulla psiche e sul cervello in generale. Si tratta di alterazioni della percezione del tempo, di ipervigilanza, difficoltà di concentrazione e di decisione, disturbi del sonno, cambiamenti nella regolazione emotiva e anche nei rapporti con gli altri. Sono risposte adattive a una condizione estrema, non effetti di fragilità personale”, sottolinea Lazzari.
Per questo, continua, “in questa fase iniziale, dopo la liberazione, è fondamentale favorire quella che tecnicamente viene definita una decompressione graduale del sistema psicofisiologico, evitando forzature e aspettative irrealistiche. Il recupero passa dalla ricostruzione di un senso di sicurezza, dalla ripresa progressiva delle relazioni affettive e sociali. E ovviamente anche da un supporto psicologico qualificato, che sia orientato non solo alla elaborazione dell’esperienza vissuta, ma anche alla ricostruzione della continuità di vita e di progetto. In questo modo possiamo dire che il rientro può trasformarsi in una risposta reale e non in un’ulteriore fonte di stress. No a forzature quindi che possono essere dannose, ma rispetto dei tempi individuali di adattamento”, conclude lo psicologo.
Conclusa in Senato l’informativa di Tajani sul Venezuela
Si è conclusa in Senato l’informativa del ministro degli esteri Antonio Tajani e il successivo dibattito. La seduta è ora sospesa e riprenderà alle 17 per esaminare il decreto sull’ex Ilva di Taranto.
Attesa al Lido di Venezia per l’arrivo di Trentini
Si respira un’aria sospesa al Lido di Venezia, in attesa dell’arrivo di Alberto Trentini, il 46enne cooperante finalmente libero dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. Bocche cucite e massimo riserbo, così come durante il lunghissimo periodo di detenzione, tra amici, parenti, conoscenti. Nell’abitazione dei genitori, a due passi dalla parrocchia di Sant’Antonio, le tapparelle sono alzate ma nessuno si affaccia. Lì dentro ad attendere Trentini è rimasto solo il padre, costretto a casa per alcuni gravi problemi di deambulazione. La famiglia, che da sempre ha chiesto silenzio e riserbo, non ha fatto trapelare se il 46enne arriverà nel pomeriggio, in serata o se addirittura sarà scelto per il ricongiungimento un luogo differente, magari da qualche zio o parente, in centro a Venezia o nel trevigiano. In via Sandro Gallo, la strada che lambisce l’abitazione dei genitori, i negozi hanno un esposto palloncini bianchi rossi e verdi, a manifestare l’orgoglio italiano per la liberazione del cooperante.
Tajani: “Aperta stagione nuova, al fianco dei venezuelani per democrazia e libertà”
“Oggi si è aperta una nuova stagione per il Venezuela che porta con sé la speranza di stabilità e sviluppo. Una stagione al termine della quale un Venezuela prospero e libero avrà di nuovo il posto che merita nella comunità delle nazioni. Noi saremo al loro fianco a sostegno del cammino verso la democrazia e la libertà”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’informativa al Senato sugli sviluppi in Venezuela.
Tajani: “Da Rubio sostegno per liberazione detenuti”
“Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, con cui in questi mesi ho mantenuto uno stretto, costante raccordo, ha sempre manifestato il pieno sostegno dell’amministrazione americana per il rilascio dei nostri detenuti”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’informativa al Senato.
Tajani: “Obiettivo è fase nuova con Rodriguez”
“Ora che la stagione di Maduro, segnata da oppressione e violenza, è nel passato, il nostro obiettivo, come indicato dal Presidente del Consiglio, è avviare una fase nuova, attivando un partenariato positivo con le Autorità guidate da Delcy Rodriguez”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’informativa al Senato. “Il rilascio dei prigionieri politici è un segnale forte che la nuova Amministrazione ha voluto lanciare. Siamo aperti a raccoglierlo con speranza e a costruire una collaborazione diversa con la nuova leadership di Caracas nell’interesse superiore dei venezuelani e della sicurezza internazionale”, ha aggiunto.
Tajani: “Liberazione detenuti esito mesi di lavoro”
“E’ con emozione che condivido con quest’Aula la grande gioia e soddisfazione, mia personale e del Governo, per la liberazione nella notte di ieri dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che ho accolto stamane con il Presidente del Consiglio all’aeroporto di Ciampino. La loro scarcerazione segue di pochi giorni quella di Biagio Pilieri e Gerardo Antonio Buzzetta. Per Luigi Gasperin abbiamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. E’ il risultato di mesi di lavoro silenzioso, costante e tenace del Governo, che ha consentito, dopo la rimozione di Maduro, di cogliere un obiettivo così importante”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’informativa al Senato.
Cosa pensano i Paesi sudamericani della deposizione di Maduro
Sondaggi in America Latina mostrano opinioni molto frammentate sull’arresto di Maduro: alto sostegno in alcuni Paesi andini e dell’America Centrale, maggiore diffidenza in Messico, Ecuador e Uruguay, e dominante preferenza per un governo dell’opposizione piuttosto che per un’autorità imposta dagli Stati Uniti.
Cosa pensano i Paesi sudamericani della deposizione di Maduro
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Sit-in davanti alle carceri venezuelane: “Liberate tutti subito”
Gruppi di parenti di prigionieri politici si sono accampati nella notte fuori dal carcere di El Rodeo I, vicino a Caracas, per chiedere il rilascio dei detenuti annunciati dal governo guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez. La protesta si inserisce in un contesto di critiche per la lentezza del processo e la mancanza di informazioni ufficiali. Decine di famiglie si sono recate al penitenziario dopo che giovedì scorso le autorità hanno annunciato la liberazione di un “numero significativo” di reclusi in seguito alla cattura di Nicolás Maduro da parte Usa. Da allora, i parenti sono rimasti sul posto, sopportando diverse notti di attesa, dormendo in auto o all’aperto a basse temperature e senza la presenza della polizia in una zona considerata pericolosa. Il Ministero dei servizi penitenziari ha segnalato 116 rilasci, sebbene ong e partiti di opposizione (secondo cui nel Paese ci sono tra 800 e 1.200 detenuti per motivi politici) abbiano finora confermato solo cifre significativamente inferiori. Per Foro Penal, ieri sera ci sono stati tra i 49 e i 56 rilasci, mentre la Piattaforma unitaria democratica (Pud, la principale coalizione di opposizione) ne ha registrati fino a 73.
Venezuela, Mario Burlò: “È stato un sequestro di persona”. VIDEO
Tajani: “Trentini e Burlò in ottime condizioni, anche psicologiche”
“Ho trovato” Alberto Trentini e Mario Burlò “in ottime condizioni di salute, anche da un punto di vista psicologico. Sono molto forti, nonostante il periodo di detenzione. Hanno detto di non aver avuto torture fisiche, certo, le condizioni di detenzione non sono un fatto positivo”. Così il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione dell’Accademia regionale di Polizia Locale del Lazio, a Roma. Il vicepresidente del consiglio ha poi ricordato la “grande soddisfazione, anche umana”, per la liberazione. “Burlò ha detto ‘io non mi sono mai sentito solo perché sapevo che c’era il governo del mio paese insieme alla mia famiglia che mi sosteneva’ è un riconoscimento che riscalda il cuore – aggiunge – continueremo a lavorare adesso per liberare gli altri. Sono 42 gli italiani detenuti in Venezuela, dei quali 24 sono politici. Continuiamo a lavorare perché si possa, con una nuova relazione tra Roma e Caracas, anche avere la possibilità di liberare il maggior numero possibile dei detenuti politici in modo particolare gli italiani”.
Venezuela, Nyt: “Primo attacco a barchini dei narcos con aereo camuffato da mezzo civile”
Per il primo attacco contro un’imbarcazione sospettata di trasportare droga, che a settembre ha fatto 11 morti, il Pentagono ha utilizzato un aereo camuffato da mezzo civile. A rivelarlo sono funzionari citati dal New York Times, secondo cui il velivolo usato per il raid trasportava le munizioni all’interno della fusoliera, anziché in modo visibile sotto le ali.
L’aspetto ‘non militare’ è significativo, secondo gli esperti di questioni legali, perché l’amministrazione ha sostenuto la legalità dei suoi attacchi letali – non omicidi – alle imbarcazioni di presunti narcotrafficanti basandosi sul fatto che il presidente Trump ha “stabilito” che gli Stati Uniti sono impegnati in un conflitto armato con i cartelli della droga. Le leggi sui conflitti armati proibiscono ai combattenti di fingere uno status civile per ingannare gli avversari e indurli ad abbassare la guardia, in modo da attaccarli e ucciderli. Si tratta di tattiche che costituiscono ‘perfidia’, un crimine di guerra.
Per il generale in pensione Steven J. Lepper, ex vice giudice avvocato generale dell’aeronautica militare degli Stati Uniti, se l’aereo fosse stato dipinto in modo da nascondere la sua natura militare e si fosse avvicinato abbastanza durante il raid da essere visto dalle persone sulla barca, ingannandole e impedendo loro di rendersi conto che avrebbero dovuto intraprendere azioni evasive o arrendersi per sopravvivere, si sarebbe trattato di un crimine di guerra secondo gli standard dei conflitti armati.
Meloni a Trentini: “Mamma è stata tanto in pensiero”. VIDEO
Venezuela, Burlò: “È stata tortura, nessun diritto di difesa”. VIDEO
Venezuela, la famiglia di Trentini: “Felicissimi ma ad un prezzo altissimo”
“Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni. Da adesso in poi abbiamo bisogno di vivere giornate serene e costruttive per tentare di cancellare i brutti ricordi e superare le sofferenze di questi 14 mesi. Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in tanti modi diversi anche silenziosamente ma efficacemente”. Così la famiglia di Alberto Trentini, con l’avvocata Alessandra Ballerini all’uscita dall’aeroporto di Ciampino.
“Ora vi chiediamo di rispettare il nostro desiderio di stare un po’ raccolti, lontani dal clamore di queste giornate per affrontare con tranquillità ed entusiasmo Il futuro di libertà che ci attende. Un pensiero va a tutte le persone ancora detenute e alle loro famiglie perché possano presto condividere la gioia della liberazione. La solidarietà dentro e fuori dal carcere è la nostra salvezza” aggiungono.
Burlò: “Temuto che ci avrebbero ammazzato, è stato un sequestro”
“Sì ho temuto” potesse finire male. “Avevo paura che ci avrebbero ammazzato. Perché erano loro i terroristi, non noi dentro. Avevo paura di non rivedere i miei figli”. Lo ha detto Mario Burlò, l’imprenditore rilasciato ieri in Venezuela dopo oltre 14 mesi di detenzione è arrivato questa mattina a Ciampino. “Qui pensavano che io fossi morto. Quando uno lede il diritto di difesa, il diritto di parlare… è stata una tortura. È stato un vero e proprio sequestro di persone – ha affermato Burlò – . Ti prendo la tua vita e te la porto via, così è stato”, ha sottolineato l’imprenditore torinese rispondendo ai cronisti. “Non posso dire che mi siano state fatte violenze fisiche, questo no. Ma non poter parlare con i figli o con l’avvocato, stare senza diritto di difesa, completamente isolati – ha precisato – Ci davano un materasso piccolo piccolo. E visto che c’era la paura di cadere dalla parte superiore ci facevano dormire per terra con gli scarafaggi. Io la definisco l’Alcatraz peggiore”, ha ribadito Burlò parlando del carcere piegando poi quale è stata la cosa più difficile da affrontare: “Non poter parlare con i miei figli. Non poter dire: ‘papà sta bene, papà non è morto, papà c’è'”, ha raccontato uscendo dall’aeroporto.
Venezuelano arrestato e liberato, a Caracas “rischia trattamento inumano”
Un imprenditore venezuelano è stato arrestato dalla polizia di Stato a Bardonecchia (Torino) lo scorso 5 gennaio in esecuzione di un mandato di cattura emesso dal suo Paese di origine ed è stato rimesso in libertà dalla Corte d’appello di Torino: i giudici, pur prendendo atto degli indizi a carico dell’uomo, hanno fatto presente che in Venezuela si verificano diffuse violazioni dei diritti umani e che le carceri locali non permettono di scongiurare il rischio di un trattamento inumano e degradante. Dunque non si può corso all’iter verso l’estradizione. Il caso è stato riportato da alcuni quotidiani torinesi. L’uomo si chiama Francisco Javier D’Agostino Casado, 51 anni, con doppia nazionalità ispano-venezuelana. Secondo le autorità giudiziarie di Caracas è coinvolto in un traffico illegale di petrolio.
Alberto Trentini e Mario Burlò rientrati in Italia. VIDEO
Tajani: “Rivedere Burlò e Trentini con famiglie è umanamente toccante”
“Il sorriso dei figli di Burlò, l’abbraccio della mamma di Trentini al figlio sono scene che ti toccano, perchè ci sono gli aspetti umani oltre che quelli politici. Rivedere due persone che possono essere finalmente vicine alle loro famiglie è qualcosa che ci riempe il cuore. Con il presidente del Consiglio siamo stati davvero molto contenti di averli rivisti anche in buone condizioni nonostante la detenzione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando al Tg2
Venezuela, Burlò: “Non violenze fisiche ma psicologiche”
I 423 giorni di detenzione? “Li ho superati
pensando comunque ai miei ragazzi, ai miei amici che mi stavano vicino e
che sapevano, conoscendomi, che erano accuse folli, senza alcun
fondamento”. Lo dice l’imprenditore Mario Burlo’, raggiunto
telefonicamente dal Tg2 dopo il rientro in Italia. “Diciamo che io sono
stato sequestrato, come purtroppo moltissimi stranieri che ancora sono li’
– racconta -, 94 stranieri di 34 nazionalita’ differenti, in un modo
abbastanza disumano. Violenze fisiche io onestamente non ne ho avute ma
psicologiche si’, non parlare con i propri figli per un anno, la prima
chiamata l’ho fatta dopo undici mesi e mezzo… E’ difficile per un papa’,
a tutti i genitori che mi stanno ascoltando chiedo solo di dare un forte
abbraccio ai propri figli perche’ e’ la gioia piu’ grande”.
Venezuela, legale di Burlò a Sky TG24: ‘Non si è mai perso d’animo’. VIDEO
L’avvocato di Mario Burlò, Maurizio Basile, ai microfoni di Sky TG24 all’arrivo dell’imprenditore italiano a Ciampino: “Abbiamo tenuto i contatti costanti con il console a Caracas, che ha messo un impegno straordinario in questa vicenda, è stato molto vicino alla famiglia”.
Venezuela, legale di Burlò a Sky TG24: ‘Non si è mai perso d’animo’
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Venezuela, Burlò: “Piacere immenso abbracciare i miei figli”
“Gioia immensa toccare la mia bella Italia: grazie
a tutti per lo sforzo che avete fatto, dal governo all’ambasciatore a
tutti, tutti, il piacere di abbracciare i miei figli e’ stato un piacere
immenso”. Lo sottolinea – al telefono con il Tg2 – Mario Burlo’,
l’imprenditore rientrato a Ciampino con Alberto Trentini. “Non e’ stato
facile, e’ stato difficile – racconta – ma il pensiero che il governo
c’era, i miei figli e l’amore che provo per loro, mi hanno dato la forza
di andare avanti. Si, sono provato, ho perso 30 chili ma non importa,
l’importante e’ essere tornato, riabbracciare i miei ragazzi. Ringrazio
moltissimo anche i miei avvocati che non hanno dormito la notte per
arrivare a questo risultato. Grazie di cuore”.
Tajani: “Nostro lavoro servito a non far sentire nostri connazionali soli”
“Sono le parole più belle che potevamo ascoltare, almeno il nostro lavoro è servito a non far sentire questi nostri connazionali soli e li ringrazio delle belle parole”: a dichiararlo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, al Tg2 Italia Europa commentando le parole dell’imprenditore torinese rilasciato in Venezuela, Mario Burlò che al telefono ha detto di non essersi mai sentito solo e di aver sempre sentito le istituzioni accanto.”Facciamo tutto questo per stare vicini ai nostri compatrioti quando sono in difficoltà”, ha aggiunto Tajani.
Venezuela, Bonelli (Avs): “Trump non esporta la democrazia”
“La liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlo,
insieme a quella degli altri cittadini italiani detenuti, e’ una notizia
che salutiamo con grande gioia. Va riconosciuto il ruolo delle istituzioni
italiane: oggi conta che siano liberi e possano riabbracciare i propri
familiari”. Cosi’ Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e
Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo a Coffee Break su
La7. “Continuiamo pero’ a criticare con nettezza l’intervento militare
degli Stati Uniti. L’uso della forza armata da parte di Donald Trump non
ha nulla a che vedere con la difesa dei diritti umani, ma serve a
distrarre dalle profonde tensioni sociali ed economiche interne agli USA.
Se davvero l’obiettivo fosse abbattere regimi dittatoriali, bisognerebbe
spiegare perche’ Trump ha graziato Juan Orlando Herna’ndez, ex presidente
dell’Honduras condannato per narcotraffico. E’ la prova di una politica
estera a doppio standard, priva di coerenza sul piano dei diritti. La
verita’ e’ che a Trump non interessa la democrazia: interessano il
petrolio, le terre rare e il controllo delle risorse naturali. Non e’ un
caso che gli Stati Uniti si siano ritirati da numerosi accordi
internazionali, compresi quelli sul clima, mentre l’Artico diventa
strategico per lo scioglimento dei ghiacci legato alla crisi climatica. I
conflitti nel mondo sono sempre piu’ connessi al controllo delle risorse
energetiche. Per questo continuiamo a sostenere che le politiche
climatiche sono una vera politica di pace: ridurre la dipendenza dai
combustibili fossili significa ridurre le guerre”.
Famiglia di Trentini: ‘Felicità di oggi non cancella sofferenze’. VIDEO
“Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni”. È quanto hanno scritto Alberto Trentini e la famiglia in una dichiarazione letta dall’avvocata Alessandra Ballerini all’uscita dall’aeroporto di Ciampino.
Famiglia di Trentini: ‘Felicità di oggi non cancella sofferenze’
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Venezuela, Meloni a Trentini e Burlò: “Bentornati a casa”
“Bentornati a casa!”. Giorgia Meloni, presidente
del Consiglio, lo scrive sui social dove posta un video che la ritrae
all’aeroporto militare di Ciampino con Alberto Trentini e Mario Burlo’,
poco dopo il loro sbarco dal volo di Stato che li ha riportati in Italia
al termine della lunga detenzione in Venezuela. “Come va?” chiede Meloni a
Trentini che risponde sorridente “Bene, bene” e la ringrazia piu’ volte.
“Ha riabbracciato mamma?”, domanda ancora la premier, “e’ stata tanto in
pensiero… “. Salutando poi Burlo’ e i suoi familiari con un caloroso
“Bentornato”, la premier, accompagnata dal ministro degli Esteri, Antonio
Tajani, dice: “Non voglio disturbare perche’ avete tanto tempo da
recuperare”.
Burlò: “Non parlare con i propri figli per un anno è stato difficile”
“Ho superato la detenzione pensando ai ragazzi e agli amici che mi stavano vicino che sapevano conoscendomi che erano accuse folli e infondate. Sono stato sequestrato come purtroppo moltissimi stranieri che ancora sono lì 94 stranieri di 34 nazionalità differenti in un modo disumano. Violenze fisiche io onestamente non ne ho subite ma psicologiche sì: non parlare con i propri figli per un anno, la prima chiamata dopo 11 mesi e mezzo. E’ difficile per tutti i genitori che mi stanno ascoltando chiedo solo di dare un forte abbraccio ai propri figli è la gioia più grande”. Lo ha detto al ‘Tg2’ Italia Europa, Mario Burlò, dopo il suo arrivo a Ciampino.
Tajani: “Ora rapporto più proficuo tra Caracas e Roma”
Sul Venezuela “noi continuiamo a lavorare con
grande attenzione, sperando e siamo convinti che la nuova amministrazione
possa permettere di avere un rapporto piu’ proficuo tra Caracas e Roma”.
Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani,
intervenendo al Tg2 Italia-Europa.
Tajani: “Lavoriamo per liberare altri italiani detenuti”
“Lavoriamo per liberare gli altri italiani, come
sapete ce ne sono 42 detenuti dei quali 24 sono politici, pero’ hanno
passaporto italiano e venezuelano, ma anche loro devono rientrare”. Lo ha
dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani,
intervenendo al Tg2 Italia-Europa.
Tajani: “Trentini e Burlò finalmente in Italia”
“Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente in Italia. Bentornati!”: lo scrive il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X pubblicando una foto dell’arrivo dei due italiani a Ciampino.
Meloni a Trentini: “La tua mamma è stata tanto in pensiero”
Lungo abbraccio ai famigliari sulla pista di Ciampino per Alberto Trentini e Mario Burlò, appena scesi dall’aereo di Stato che li ha riportati in Italia dal Venezuela. Il cooperante veneziano ha stretto la mamma Armanda, visibilmente commossa, e poi ha salutato l’avvocato Alessandra Ballerini, che ha assistito la sua famiglia in questi mesi. Burlò ha potuto riabbracciare i figli Gianna e Corrado, come si vede nelle immagini diffuse da Palazzo Chigi, prima di un breve saluto con la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani che nella saletta dello scalo di Ciampino hanno dato loro il “bentornati a casa”. “Hai abbracciato la mamma, è stata tanto in pensiero lo sai?”, ha detto Meloni a Trentini che, stringendole la mano, l’ha più volte ringraziata. “Ma stai scherzando”, la risposta della premier, che poi ha salutato anche Burlò e i figli: “Non vi voglio disturbare perché avete del tempo da recuperare”
©Ansa
Trentini, l’avvocata: “Felici, ma nostra felicità ha prezzo altissimo”
“Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni. Da adesso in poi o abbiamo bisogno di vivere giornate serene e costruttive per tentare di cancellare i brutti ricordi e tentare di superare le sofferenze di questi 14 mesi. Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in tanti modi diversi, anche silenziosamente ma efficacemente. Ora vi chiediamo di rispettare il nostro desiderio di stare un po’ raccolti lontani dal clamore di queste giornate per affrontare con tranquillità ed entusiasmo il futuro di libertà che ci attende. Un pensiero va a tutte le persone ancora detenute e alle loro famiglie. Che possano presto condividere la gioia della liberazione. La solidarietà dentro e fuori dal carcere è stata la nostra salvezza”. Lo ha dichiarato l’avvocata di Trentini ai microfoni di Sky TG24 a Ciampino, leggendo una nota concordata con la famiglia del suo assistito.
Burlò: “Ce l’abbiamo fatta ma è stata durissima”
“Ce l’abbiamo fatta anche questa volta, ma è stata davvero dura”. Lo ha detto Mario Burlò, l’imprenditore rilasciato ieri in Venezuela dopo oltre 14 mesi di detenzione, secondo quanto ha riferito il suo avvocato Maurizio Basile. Ad accogliere l’imprenditore all’aeroporto di Ciampino c’erano anche i figli Gianna e Corrado. Il legale ha poi sottolineato che al momento l’imprenditore “sembra non debba essere convocato in procura. Non so cosa succederà adesso – ha aggiunto – credo che sarà organizzato il rientro a Torino”. “L’ho sentito ieri al telefono quando era ancora a Caracas – ha spiegato ancora l’avvocato – Mi ha detto: ‘Mi hanno contestato terrorismo. Ma cosa c’entro io? Non ho mai fatto politica nemmeno in Italia”. Mario “era molto provato da questa esperienza. Ha parlato di una detenzione davvero molto, molto dura – ha affermato Basile – l’avvocato venuto in aeroporto – Ora sta bene. Nell’ultima telefonata che poi ha fatto ieri sera con sua figlia mi pare che fosse già rinfrancato”. “Un enorme ringraziamento – ha concluso il legale – al console Jacopo Martino e a tutta la rete diplomatica a Caracas, davvero molto vicina alla famiglia. E al ministero degli Esteri”.
Venezuela, Avv. Burlò: “Non risulta debba essere sentito”
“Ho sentito Mario Burlo’ ieri pomeriggio al
telefono, abbiamo avuto una telefonata di una decina di minuti. Sta bene,
ma e’ molto, molto provato”. Lo riferisce l’avvocato Maurizio Basile,
legale di Burlo’. Basile racconta anche le prime parole scambiate con il
suo assistito: “Era molto provato. Io gli ho detto: ‘ce l’abbiamo fatta
anche stavolta’, e lui mi ha risposto: ‘eh, ce l’abbiamo fatta anche
stavolta, pero’ stavolta e’ stata veramente dura, dura, dura'”. Un
ringraziamento particolare va alle istituzioni che hanno seguito la
vicenda: “Sicuramente un enorme ringraziamento al console Jacopo Martino,
con il quale in questi mesi siamo stati in contatto, e a tutta la
struttura diplomatica, la rete diplomatica di Caracas, che e’ stata
davvero molto vicina alla famiglia. Anche al direttore generale del
ministero degli Esteri, il dottor Vignali”. Sul piano giudiziario, al
momento non risultano ulteriori adempimenti: “Che noi sappiamo nulla. Non
ci hanno detto nulla. Immagino che tra poco uscira’ qui dall’aeroporto e a
questo punto la famiglia organizzera’ il rientro a Torino”. Nessuna
necessita’, dunque, di passaggi in procura: “A nostra conoscenza no. Non
e’ prevista ne’ una convocazione di Burlo’, ne’ pare che debba essere
sentito. Poi le cose ovviamente possono cambiare di minuto in minuto.
Abbiamo fatto una verifica ieri mattina. Il mio collega di Roma Benedetto
Buratti ieri ha parlato in procura con il pubblico ministero che ha in
carico l’indagine, e il pm ha detto che non intendeva convocarlo ne’
sentirlo al momento”, ha spiegato. “Ad accoglierlo in aeroporto i sono
Gianna e Corrado Burlo’, che sono i suoi figli”, ha concluso.
Venezuela, Albares: “Rilasciati 3 detenuti spagnoli”
Tre cittadini spagnoli che erano detenuti in Venezuela sono stati rilasciati dal carcere. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a Catalunya Radio. “Un cittadino spagnolo ha deciso di rimanere in Venezuela di sua spontanea volontà. Un altro cittadino ha deciso di partire e lascerà il Venezuela per la Spagna oggi, e un altro cittadino sta valutando se rimanere in Venezuela o tornare in Spagna”, ha detto Albares.
Groenlandia, media: deputato repubblicano presenta disegno di legge per annessione a Usa
Un disegno di legge per annettere la Groenlandia e trasformarla nel 51mo stato degli Usa. E’ la proposta sottoposta dal deputato repubblicano Randy Fine alla Camera dei Rappresentanti di Washington , primo atto ‘ufficiale’ nei confronti del territorio semi-autonomo che attualmente fa parte della Danimarca. La proposta – – spiega Fine – è legata al fatto che Washington “non può permettere a potenze avversarie di acquisire influenza su una delle regioni strategicamente più importanti del mondo”.
“La Groenlandia non è un avamposto remoto che possiamo ignorare; è una risorsa vitale per la sicurezza nazionale”, ha dichiarato Fine in un comunicato stampa pubblicato sul suo sito web del Congresso, sottolineando che “chiunque controlli la Groenlandia controlla le principali rotte di navigazione artiche e l’architettura di sicurezza che protegge gli Stati Uniti”. “Gli Stati Uniti non possono lasciare questo futuro nelle mani di regimi che disprezzano i nostri valori e cercano di minare la nostra sicurezza”, ha aggiunto. “Per troppo tempo, la leadership americana è rimasta a guardare mentre i nostri avversari intaccavano il nostro predominio geopolitico”, ha continuato il deputato Fine. Per l’esponente repubblicano “Cina e Russia continuano ad espandere aggressivamente la loro presenza nella regione, mentre anni di politiche deboli sotto l’amministrazione Joe Biden hanno eroso la posizione strategica degli Stati Uniti”.
Il Greenland Annexation and Statehood Act autorizza la Casa Bianca a intraprendere qualsiasi azione necessaria per annettere o acquisire la Groenlandia come territorio degli Stati Uniti. La legge richiede inoltre la presentazione al Congresso di un rapporto completo che delinei le modifiche alla legge federale necessarie per ammettere definitivamente la Groenlandia come stato ufficiale degli Stati Uniti.
Trentini e Burlò sono arrivati in Italia: aereo atterrato a Ciampino
È atterrato a Ciampino l’aereo partito da Caracas che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Ad accoglierli la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Venezuela: “Pronti per una nuova agenda con l’Ue”
Il governo venezuelano, guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, ha espresso la sua disponibilità a “procedere verso una nuova agenda” con l’Unione europea, il Regno Unito e la Svizzera, in un incontro svoltosi a Caracas con i funzionari delle rispettive missioni nel Paese latinoamericano. “Nel rispetto e nell’uguaglianza degli Stati, siamo disposti a procedere verso una nuova agenda, un intenso programma di lavoro per il benessere di entrambi i popoli”, ha dichiarato il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil. L’incontro, definito “franco e cordiale” da Caracas, ha visto la partecipazione anche del presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez (fratello della presidente ad interim, ndr), e del ministro dell’Interno, Diosdado Cabello. I colloqui si sono concentrati sullo “stato delle relazioni bilaterali con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione in settori strategici come l’energia, l’istruzione, la scienza e l’industria farmaceutica”. Si tratta di una ulteriore svolta dell’attuale amministrazione ‘chavista’, visto che l’Europa non ha riconosciuto la rielezione di Nicolas Maduro nel 2024, ha imposto sanzioni al Venezuela e sostenuto la leader dell’opposizione Maria Corina Machado.
Venezuela, Meloni e Tajani arrivati a Ciampino
E’ entrato al CAI di Ciampino il ministro degli
Esteri Antonio Tajani per accogliere Alberto Trentini e Mario Burlo’
liberati in Venezuela. Dopo pochi minuti e’ arrivata anche la presidente
del Consiglio Giorgia Meloni.
Tajani: “Caracas mi ha avvertito prima del rilascio, poi ho parlato con loro”
“Ora non ci interessa quali eventualmente fossero le contestazioni, ci interessa che lui come altri cittadini italiani siano liberi, e che gli altri 42 italiani di doppio passaporto vengano rilasciati al più presto”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Antonio Tajani, ministro degli Esteri, parlando della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. “Maduro oggi non è più capo del Venezuela – aggiunge -, ed è un fatto. Grazie dobbiamo dirlo sicuramente a tutte le istituzioni che non solo in questi giorni ma in questi mesi si sono adoperate. Tutti hanno tenuto rapporti, come si è fatto in passato per altri italiani, come con Cecilia Sala”.
“Sicuramente – prosegue – vogliamo avere un dialogo con la signora Rodríguez, ma un processo di normalizzazione ha delle fasi. La prima è quella della stabilità, perché non si assista a una guerra civile in Venezuela. Poi viene la crescita e infine verrà il tempo della transizione”. “La discrezione – prosegue Tajani dalle colonne de Il Messaggero – è il cuore della diplomazia. Noi abbiamo usato discrezione e massima condivisione. Infatti, la prima telefonata che ho fatto appena Trentini e Burlò sono stati rilasciati è stata con Giorgia Meloni. Ci eravamo sentiti domenica sera, appena il ministro degli Esteri venezuelano mi aveva annunciato l’imminente liberazione dei due italiani”.
“Abbiamo deciso – conclude il ministro degli Esteri parlando a Il Resto del Carlino -, proprio dopo la liberazione di Trentini e Burlò, di ripristinare appieno le azioni diplomatiche con il Venezuela, perché fino a oggi, formalmente, c’era solo un incaricato d’affari. È un segnale di disponibilità a un rapporto più pieno, in risposta a un segnale positivo arrivato da Caracas. Adesso abbiamo ancora 42 italiani detenuti, italiani e italo-venezuelani. Quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. I detenuti politici sono 24, gli altri non sono politici. L’obiettivo è aumentare il numero delle liberazioni, una per una, con realismo e fermezza” conclude Tajani”.
Venezuela, genitori Trentini: “Tenuta accesa luce su Alberto”
“Siamo felici che finalmente oggi si interrompa
il contatore della prigionia di Alberto che Repubblica ogni giorno
pubblicava. Con grande gioia vi ringraziamo per la vicinanza mostrata in
questi quasi 14 mesi durante i quali avete ospitato gli interventi di
artisti, attori, intellettuali che, insieme con voi e i vostri lettori,
non hanno voluto spegnere mai la luce sulla drammatica storia di nostro
figlio”. Inizia cosi’ una lettera pubblicata dal quotidiano Repubblica dal
titolo “Avete tenuto accesa la luce su Alberto”, scritta da Ezio e Armanda
Trentini, i genitori del cooperante 46enne liberato dopo 423 giorni di
prigionia in Venezuela.
Venezuela, madre Trentini arrivata a Ciampino: atteso Tajani
Armanda, la madre di Alberto Trentini, e’ arrivata
all’aeroporto di Ciampino per accogliere il figlio, in arrivo alle 8.30
con un volo di Stato dopo la liberazione in Venezuela. Trentini rientra in
Italia dopo la detenzione nel Paese sudamericano. Con la madre, l’avvocata
Alessandra Ballerini, che ha seguito la vicenda legale e assistito la
famiglia durante i mesi di detenzione. Oltre al cooperante atteso nello
scalo italiano anche Mario Burlo’, l’altro connazionale liberato. Atteso
anche il ministro degli esteri Antonio Tajani per accoglierli.
Cbs: gli Usa tollerano gli invii messicani di petrolio a Cuba
Nonostante le minacce del presidente Trump, gli Stati Uniti permettono al Messico di inviare petrolio a Cuba. Lo afferma la Cbs, citando il segretario all’Energia Chris Wright e altre fonti governative. La politica di Washington punterebbe ad evitare il collasso totale dell’isola, la cui stabilità energetica è compromessa dopo l’arresto di Nicolás Maduro e il conseguente stop delle forniture venezuelane. Secondo l’emittente statunitense, il Messico è diventato un fornitore vitale, sebbene la presidente Claudia Sheinbaum definisca tali invii come semplice “aiuto umanitario”. Un funzionario avrebbe spiegato alla Cbs che l’obiettivo non è paralizzare la già fragile rete elettrica cubana, ma spingere l’Avana a negoziare l’abbandono del sistema comunista.
Venezuela, Meloni e Tajani ad attendere Trentini e Burlò
Ci saranno la presidente del Consiglio, Giorgia
Meloni, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad accogliere Alberto
Trentini e Mario Burlo’ al loro arrivo a Ciampino dopo oltre un anno nelle
carceri venezuelane. Lo apprende l’Agi da fonti informate. Il Falcon del
XXXI stormo e’ atteso nell’area Cai dell’aeroporto, quello riservato ai
voli dei servizi di intelligence.
Venezuela, in carcere 42 italiani con doppio passaporto: chi sono
Non solo Luigi Gasperin, Biagio Pilieri, Alberto Trentini e Mario Burlò, recentemente liberati e tornati (o di ritorno) in Italia. Nelle carceri del Venezuela ci sono altri detenuti 42 italiani con doppia nazionalità: 24 di lorosi ritiene siano rinchiusi per motivi politici. Ecco chi sono e cosa sappiamo finora sulle loro vicende.
Venezuela, in carcere 42 italiani con doppio passaporto: chi sono
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Venezuela: aereo con Trentini e Burlò a Ciampino alle 8,30
E’ atteso per le 8,30 l’atterraggio a Ciampino del
velivolo che riporta in Italia dal Venezuela Alberto Trentini e Mario
Burlo’. Il cooperante veneziano e l’imprenditore torinese sono stati
rilasciati ieri dopo oltre un anno di detenzione senza incriminazione in
un carcere di Caracas.
Venezuela, Ong: “Sinora oltre 50 rilasciati, per Caracas 116”
Sono piu’ di cinquanta i prigionieri
politici rilasciati in Venezuela negli ultimi 5 giorni. Lo riferiscono
diverse organizzazioni non governative, mentre il governo assicura che il
numero e’ di 116 persone sebbene non abbia fornito dettagli precisi sui
liberati. L’Ong Foro Penal, che domenica contava poco piu’ di 800
prigionieri politici in carcere, ha confermato fino alla sera di lunedi’
il rilascio di 56 persone. Tra gli ultimi rilasciati da Caracas ci sono
cittadini spagnoli e italiani, come l’ex candidato presidenziale Enrique
Ma’rquez e gli ex deputati Biagio Pilieri e Marco Bozo, oltre
all’infermiera Yanny Gonza’lez Tera’n, l’operatore umanitario italiano
Alberto Trentini e l’imprenditore italiano Mario Burlo’, incarcerati a
Caracas dalla fine del 2024.
In arrivo Trentini e Burlò, sull’aereo anche il direttore dell’Aise
Atterrerà a Cismpino intorno alle 8.30 l’aereo partito da Caracas che riporta in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. A bordo, a quanto si apprende, c’è anche il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli, che era andato nella capitale sudamericana. Una presenza che conferma il ruolo svolto dell’intelligence nelle lunghe trattative per riportare a casa i due italiani.









