2026-02-21 23:02:00
Secondo l’ultima rilevazione di Forbes il fondatore di Ion Group, società di software e dati finanziari, ha adesso un patrimonio di 42,8 miliardi di dollari
A 15 anni, nel mezzo degli anni 80, giocava a basket nella polisportiva San Mamolo, frequentava l’istituto Galvani, andava in palestra, faceva qualche lampada per mantenere l’abbronzatura e si divertiva tra i locali del quartiere San Mamolo di Bologna.
Adesso Andrea Pignataro, bolognese classe 1970, è l’uomo più ricco d’Italia con un patrimonio salito a 42,8 miliardi di dollari secondo Forbes: mezzo miliardo in più di quello di Giovanni Ferrero.
Erano più di quattro anni che Ferrero occupava ininterrottamente la testa della classifica. L’ultimo a scavalcarlo, per un breve periodo, era stato Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica. residenza a Sankt Moritz, aereo personale e infinite proprietà in giro per il mondo.
Pignataro ha speso quasi 300 milioni per Canouan Estate, una proprietà di 1.280 acri con hotel e ville di lusso a Saint Vincent e Grenadine nei Caraibi. È ossessionato dalla discrezione: zero apparizioni pubbliche, pochissime foto e informazioni al minimo sulle sue società.
La holding Bessel e il pezzo forte del gruppo: Ion
La holding che governa il suo impero si chiama Bessel, è basata in Lussemburgo e controlla un’altra cassaforte nel medesimo Paese, Itt, che a sua volta ha in mano il pezzo forte del gruppo: Ion Group, un colosso fintech inglese dai ricavi miliardari.
Negli ultimi anni Pignataro ha investito molto in Italia: 5,7 miliardi di euro dal 2021 al 2024. Ha comprato Cerved, agenzia di informazioni commerciali e Cedacri, che fornisce servizi informatici alle banche. È stato azionista di Mps e della Banca Illimity di Corrado Passera ed è azionista della Cassa di Risparmio di Volterra. Nel 2024 ha rilevato Prelios, l’ex Pirelli Real Estate che dai servizi immobiliari si è allargata ai crediti deteriorati, per 1,35 miliardi.
Nel giugno 2025 ha chiuso un contenzioso con il fisco italiano pagando 280 milioni, a fronte di una contestazione iniziale da 1,2 miliardi, senza ammettere responsabilità.
Ion, un conglomerato attivo nelle tecnologie, nei servizi e nei dati in ambito finanziario, è stato fondato nel 1999. Tra i suoi clienti ci sono i governi, il 30% delle banche centrali del mondo e alcune tra le principali aziende globali come Amazon, Microsoft, Procter&Gamble.
L’azienda «fornisce software di automazione, analisi e approfondimenti di alto valore e consulenza strategica a istituzioni finanziarie, banche centrali, governi e aziende. Soluzioni e servizi che semplificano processi complessi, aumentano l’efficienza e consentono di prendere decisioni migliori», spiega il gruppo sul suo sito.
Il ritratto dell’imprenditore: da dove nasce la sua fortuna
Pignataro nato e cresciuto a Bologna, dopo la laurea in Economia all’Alma Mater, negli anni ’90, come tanti della sua generazione, è volato a Londra per un Phd in matematica all’Imperial College. Nel 1994 lavora come trader a Salomon Brothers, al tempo una delle più importanti banche d’affari statunitensi (pochi anni dopo sarà incorporata da Citigroup).
L’imprenditore è considerato un genio dei numeri. Pare che della sua memoria si stupì persino l’economista Francesco Giavazzi durante un esame. Nella sua vita da trader ha esercitato questa sua qualità sui mercati obbligazionari e soprattutto su quello del debito sovrano italiano. In questo periodo ha maturato l’intuizione che farà la sua fortuna.
Il sogno di un’azienda basata sugli algoritmi
Il suo obiettivo di lunga durata è costruire una sorta di «Algo-azienda», un’impresa basata sugli algoritmi. Come racconta al Sole 24 Ore in una delle sue rarissime interviste, con l’esperienza di trader si rende conto che i mercati finanziari saranno sempre più dipendenti dall’informatica.
«L’Italia ha ottime scuole e università – spiegava nell’intervista rilasciata al quotidiano finanziario – personalmente, a Bologna ho avuto la fortuna di avere professori, dalle scuole medie fino all’università, che mi hanno cambiato la vita. Il Paese deve mantenere e innalzare ulteriormente gli standard di istruzione, incentivando il private funding per sostenere la ricerca di base, la ricerca in collaborazione tra università e aziende, e le borse di studio per un numero crescente di studenti».
Azionista di Monte dei Paschi e socio di maggioranza di Macron
A titolo personale, infine, Pignataro possiede decine di immobili in Italia ed è socio di maggioranza dell’azienda di abbigliamento sportivo Macron, sponsor tecnico del Bologna. Uno dei suoi più cari amici è proprio Gianluca Pavanello, ad della società.